Familiari a carico, verso lo stop parziale al vincolo della convivenza per le detrazioni

Nella bozza del decreto correttivo omnibus spuntano ulteriori novità per i familiari a carico: verso lo stop parziale al vincolo della convivenza per fruire delle detrazioni, già a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2026. Si attende l'approdo del testo in Consiglio dei Ministri

Familiari a carico, verso lo stop parziale al vincolo della convivenza per le detrazioni

Un decreto legislativo omnibus chiamato ad aggiustare il tiro su alcune norme già adottate nell’ambito della riforma fiscale: è questo l’ulteriore atto in materia tributaria destinato ad approdare in Consiglio dei Ministri nelle prossime settimane.

Il provvedimento, atteso inizialmente al tavolo della riunione del 4 giugno 2026, è rimasto fuori dall’ordine del giorno. Intanto però la bozza in circolazione consente di tracciare il quadro delle novità in fase di messa a punto, con modifiche anche sul perimetro dei familiari a carico ai fini della fruizione delle detrazioni fiscali.

Con effetto già a partire dall’anno d’imposta 2025, e quindi sulle dichiarazioni dei redditi 2026, il vincolo della convivenza viene meno per i figli (compresi gli over 30), rimanendo invece operativo per tutti gli altri familiari indicati dall’articolo 433 del Codice Civile, inclusi gli ascendenti.

Si tratta del secondo correttivo in corsa che si rende necessario dopo le revisioni al perimetro dei familiari a carico introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e successivamente riviste dal decreto legislativo di aggiustamento in vigore dalla fine dello stesso anno.

Familiari a carico, detrazioni senza vincolo di convivenza già dalla dichiarazione dei redditi 2026

Pur evidenziando che il decreto correttivo omnibus non è ancora ufficiale, è interessante analizzare le novità contenute nel testo in bozza che impattano sul fronte dell’IRPEF.

Lo schema in circolazione si apre con una modifica all’articolo 12 del TUIR e, in particolare, intervenendo sull’articolo 4-ter cambia le regole per la fruizione delle detrazioni sulle spese sostenute per i familiari a carico.

Il vincolo della convivenza con il contribuente, o la percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, viene meno per i figli (compresi i figli nati fuori dal matrimonio riconosciuti, i figli adottivi, affiliati o affidati), indipendentemente dall’età.

Nessun effetto per il coniuge, considerando che la convivenza non è mai stata un requisito, mentre per gli ascendenti e gli altri parenti lo scenario delle regole resta inalterato.

Secondo correttivo dopo lo stop alle detrazioni nella Legge di Bilancio 2025

Quello previsto dallo schema in bozza del decreto correttivo omnibus è il secondo correttivo che interviene dopo la riforma prevista dal 1° gennaio 2025 relativa alle detrazioni per i carichi di famiglia.

La Legge di Bilancio 2025 ha limitato la fruizione delle detrazioni per i figli a carico prevedendo un requisito anagrafico: spettano solo fino al compimento dei 30 anni di età, soglia superata la quale gli sconti IRPEF fino a 950 euro, calibrati in base al reddito, vengono meno.

Per quel che riguarda gli altri familiari, la detrazione fino a 750 euro è stata circoscritta ai soli ascendenti conviventi, e quindi semplificando per genitori, nonni e bisnonni.

Una norma che in prima battuta ha conseguentemente cancellato anche la possibilità di fruire delle detrazioni fiscali per le spese sostenute, una “svista” corretta dal decreto legislativo n. 192 del 18 dicembre 2025, salvaguardando gli sconti IRPEF che viaggiano in dichiarazione dei redditi per i figli over 30, ma anche per gli altri familiari a carico.

Un perimetro sul quale interviene nuovamente il decreto omnibus, creando però un doppio binario.

Detrazioni per gli altri familiari a carico, la convivenza resta d’obbligo

Il venir meno del vincolo della convivenza ai fini delle detrazioni per le spese sostenute lascia fuori gli altri familiari indicati nell’articolo 433 del Codice Civile.

Per i genitori e i nonni (ascendenti), così come per i fratelli o le sorelle, per avere la detrazione resta obbligatorio che convivano con il contribuente o che lo stesso versi loro un assegno alimentare volontario. Si crea così un netto doppio binario tra figli e altri parenti.

Sul fronte della decorrenza della norma, la versione in bozza del decreto omnibus prevede che le modifiche si applichino già “a partire dal periodo d’imposta in corso alla data del 20 dicembre 2025”, e quindi con effetti già nella dichiarazione dei redditi 2026.

Un’applicazione retroattiva dagli effetti da chiarire, considerando che si inserisce nella campagna dichiarativa in corso. Resta fermo, in ogni caso, l’obbligo di attendere l’approvazione del decreto omnibus per le dovute conferme.