Entrate tributarie internazionali, gennaio giugno 2021: Italia subito dopo la Spagna

Tommaso Gavi - Fisco

Entrate tributarie internazionali, nei primi sei mesi dell'anno è la Spagna a mostrare l'aumento più consistente, seguita dall'Italia. Se si prende in considerazione esclusivamente l'IVA, l'Italia è al primo posto e la Francia è l'unico stato a segnare una decrescita. I dati del bollettino 149 del 16 agosto 2021, pubblicato dal MEF.

Entrate tributarie internazionali, gennaio giugno 2021: Italia subito dopo la Spagna

Entrate tributarie internazionali, nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2021 la crescita dell’Italia è seconda solo alla Spagna.

Lo evidenziano i dati del bollettino numero 149 aggiornato ad agosto 2021 e pubblicato dal MEF.

Il confronto dei dati di Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna risente tuttavia della disomogeneità degli interventi di lockdown che hanno avuto intervalli temporali differenti durante il 2020.

Sull’IVA, l’aumento delle entrate Italiane è il primo in un quadro generalmente in crescita ma con alcune eccezioni.

Entrate tributarie internazionali, gennaio giugno 2021: Italia subito dopo la Spagna

Il 16 agosto 2021 sono stati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze due documenti sulle entrate tributarie.

Da un lato il comunicato stampa numero 162 che presenta il “Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-giugno 2021” ed integra i dati delle entrate tributarie già diffusi lo scorso 5 agosto.

MEF - Comunicato stampa numero 162 del 16 agosto 2021
Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-giugno 2021.

Dall’altro il bollettino sulle entrate tributarie internazionali numero 149, aggiornato al mese di agosto 2021.

MEF - Bollettino numero 149 diffuso il 16 agosto 2021
Entrate tributarie internazionali.

Nella seconda pubblicazione è presente un’analisi comparata dell’andamento delle entrate tributarie in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

I dati elaborati dal MEF sono ricavati dai bollettini mensili pubblicati sui siti istituzionali delle Amministrazioni competenti dei paesi europei.

Prima di procedere ad un confronto bisogna tuttavia evidenziare quanto sostenuto nella premessa del bollettino:

I dati relativi a ciascun Paese, disomogenei per livello di dettaglio o di aggregazione, per classificazione e struttura delle imposte, non sono oggetto della riclassificazione che sarebbe necessaria qualora si volessero effettuare confronti su valori assoluti o su specifiche fattispecie impositive.

Nell’approcciarsi alle informazioni contenute nel bollettino bisogna quindi aver chiaro che il confronto ha diversi limiti ed offre solamente un’idea di massima della situazione.

In generale, nei primi sei mesi del 2021, l’andamento delle entrate tributarie mostra una crescita generalizzata dei tassi di variazione tendenziale dei Paesi in esame, nonostante i dati siano fortemente influenzati dai periodi disomogenei di chiusura per il contenimento dell’emergenza coronavirus.

In termini percentuali la crescita maggiore è registrata in Spagna, con il 16,3 per cento in più delle entrate rispetto allo stesso periodo del 2021.

La seconda posizione è quella dell’Italia, di poco inferiore a livello percentuale, con un aumento del 14,5 per cento.

Seguono Regno Unito ed Irlanda, rispettivamente con una crescita dell’11,2 per cento e del 9,8 per cento.

La Francia regista un rallentamento della crescita, con un 7,7 per cento, che è legato allo specifico calendario fiscale.

Ripresa lenta anche per la Germania che, con una crescita del 5,9 per cento, mostra un dato che è condizionato dalla decrescita dei tassi dell’imposta sui salari.

Chiude il Portogallo con un aumento del 2,4 per cento che, sebbene possa sembrare un valore basso, è il primo risultato positivo dopo un anno di decrescita.

Entrate tributarie internazionali, un confronto sull’IVA

Se si prendono in considerazione le sole entrate relative all’IVA, il quadro europeo cambia.

In testa c’è l’Italia, con un incremento del 28,5 per cento.

La posizione peggiore, invece, è quella della Francia che, con un calo del 9,2 per cento è l’unico Stato in negativo.

Al seguito dell’Italia c’è l’Irlanda, che conferma il trend di crescita con un aumento del 21,7 per cento.

Tutti gli altri Stati presi in esame restano con percentuali di crescita inferiori al 10 per cento.

La Spagna mostra una crescita del 7,9 per cento, appena un decimo superiore rispetto alla Germania, che invece segna un aumento del 7,8 per cento.

Il Regno Unito segue con una crescita di un punto percentuale inferiore a quella della Germania, ovvero il 6,8 per cento.

Il Portogallo è l’ultimo Stato a crescere, con percentuale allineata alle entrate generali: il 2,8 per cento.

Informazione Fiscale S.r.l. - P.I. / C.F.: 13886391005
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Velletri al n° 14/2018
Iscrizione ROC n. 31534/2018

Redazione e contatti | Informativa sulla Privacy

Preferenze privacy
Logo registrato

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network