Il senso civico di una scelta

Che fase della nostra vita stiamo vivendo tra nuove regole restrittive, attività e locali chiusi, agevolazioni fiscali e sul lavoro di carattere straordinario e proroga di scadenze a breve e medio termine?

Il senso civico di una scelta

L’effetto dei provvedimenti di salute pubblica presi dal Governo, in funzione di una strategia volta alla riduzione del contagio, senza però spegnere del tutto il motore dell’economia, è già sotto gli occhi di tutti.

La chiusura totale e provvisoria - fino al prossimo 25 marzo - di bar, ristoranti, negozi e centri estetici ecc ... dapprima circoscritta a limitate aree, poi estesa all’intero territorio nazionale, ha fermato quella circolazione periferica della moneta sostegno dei piccoli imprenditori e del loro personale, fautori di quella che chiamerei economia di vicinato.

È vero: le attività produttive e buona parte di quelle artigianali sono esentate dal provvedimento, come pure le filiere alimentari sanitarie e di servizi quali banche, assicurazioni e trasporti ma anch’esse risentono inevitabilmente di questo arresto.

C’è chi sta approfittando del fermo obbligato per manutenzioni ed aggiornamenti di attrezzature e strumenti nell’ottica di cogliere prontamente la ripresa che verrà.

Ciò non toglie che le attività turistiche, di ristorazione ed il commercio di beni durevoli stiano risentendo più di altri di questo pur necessario stop.

Tutto questo si innesta in un andamento dell’economia nostrana, non esattamente roseo e condizionato da:

  • elementi esterni quali l’appartenenza all’Unione Europea, Brexit, politiche USA su dazi, politiche petrolifere, contrasti internazionali;
  • elementi interni quali l’assenza di una strategia di sviluppo complessiva dell’Italia che da almeno vent’anni annaspa tra un PIL che non cresce quanto il nostro debito pubblico ed una legislazione elefantiaca e disorganica.

E di questo si dovrà tener conto nelle successive scelte di indirizzo della attività del governo a sostegno della ripresa economica.

Emergenza Coronavirus: quali sono le priorità tra salute pubblica, chiusura delle attività commerciali ed agevolazioni e proroghe fiscali

Oggi però la priorità delle scelte parte dal dover assicurare quella liquidità di sussistenza a chi vive del proprio lavoro con l’obiettivo del fine mese, quindi ben vengano la Cassa integrazione in deroga, l’assegno per gli autonomi e le sospensioni generalizzate di adempimenti e versamenti di qualsivoglia natura per chi non può ottemperare ai pagamenti del dovuto.

Ma vi sono anche contribuenti che hanno una condizione finanziaria tale da consentire di adempiere senza mettere a repentaglio le proprie attività ed un confronto via social tra colleghi ce ne sta dando tuttora un riscontro, certo non esaustivo, ma segnale di una volontà di adempiere comunque o almeno per questo mese.

La proroga, annunciata ieri con il comunicato del MEF, e che dovrebbe essere formalizzata tra oggi e domani, faciliterà questo passaggio, consentendo a molti di rivedere le proprie scelte, riformulando le proiezioni del proprio cash flow.

Tali nuovi scenari andranno considerati anche alla luce della conoscenza, nel dettaglio, dei provvedimenti che saranno definitivamente emanati con l’atteso decreto legge contenente la complessa manovra economica e fiscale da adottare subito a sostegno di famiglie, imprese e partite iva (si parla di uno stanziamento iniziale di circa 25 miliardi, dei quali 12 verranno subito messi in circolo nel sistema economico).

Emergenza Coronavirus: Governo e parti sociali hanno approvato il protocollo anti Covid-19 nei luoghi di lavoro

Nel frattempo, Governo e parti sociali si sono riuniti ed hanno approvato l’atteso Procollo anti Covid-19, un’insieme di linee guida uniformi che assicurino la massima tutela della salute dei lavoratori e le necessarie condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, con specifico riferimento all’emergenza sanitaria in atto.

Si tratta di diversi temi sviluppati in 12 pagine, che i lettori possono leggere in versione integrale nel documento allegato nel box sottostante, che riguardano in particolare 13 punti ovvero:

  • informazioni;
  • modalità di ingresso in azienda;
  • modalità di accesso dei fornitori esterni;
  • pulizia e sanificazione in azienda;
  • precauzioni igieniche personali;
  • dispositivi di protezione individuale;
  • gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e snack);
  • organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work); gestione degli orari di lavoro;
  • rimodulazione dei livelli produttivi);
  • gestione entrata e uscita dei dipendenti;
  • spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione;
  • gestione di una persona sintomatica in azienda;
  • sorveglianza sanitaria, medico competente, Rls;
  • aggiornamento del Protocollo di regolamentazione

Come si legge nel comunicato diramato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri:

Tutte le parti sociali e i ministri competenti sono già al lavoro per elaborare questo testo sulla base delle indicazioni formulate dal Ministero della Salute sulla gestione del rischio Covid-19 nei luoghi di lavoro, su suggerimento del comitato tecnico-scientifico.

Le aziende che avranno necessità di tempo per adeguarsi a queste misure di cautela potranno sospendere o ridurre le loro attività per alcuni giorni approfittandone per sanificare le aree.

Sarà consentito il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il governo, nella consapevolezza dello sforzo considerevole che stanno compiendo i lavoratori, ha il dovere morale e giuridico di garantire loro condizioni di massima sicurezza

Il testo ufficiale del protocollo è stato diramato oggi 14 marzo 2020 e si può scaricare in versione integrale nel box sottostante:

Emergenza Coronavirus: approvato il protocollo d’intesa Governo parti sociali per la sicurezza nei luoghi di lavoro
Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

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