TFR, dal 1° luglio le nuove regole: in attesa del modulo aggiornato basta una dichiarazione scritta

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Dal 1° luglio scattano le nuove regole per la destinazione del TFR. In attesa del decreto attuativo, il Ministero del Lavoro fornisce alcuni chiarimenti sulla procedura da seguire

TFR, dal 1° luglio le nuove regole: in attesa del modulo aggiornato basta una dichiarazione scritta

La Legge di Bilancio 2026 ha previsto una vera e propria mini riforma del sistema dei fondi di previdenza complementare.

Sono state introdotte importanti novità tra cui la destinazione automatica del TFR, il trattamento di fine rapporto, ai fondi di previdenza complementare per lavoratori e lavoratrici di prima assunzione, salvo diversa scelta di questi ultimi.

In attesa della piena operatività delle nuove regole, il Ministero del Lavoro ha fornito alcuni chiarimenti sulle procedure da seguire.

TFR e silenzio assenso: dal 1° luglio nuove regole per la destinazione

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la destinazione automatica del TFR ai fondi di previdenza complementare. Dal 1° luglio, dunque, i neo assunti devono decidere obbligatoriamente se:

  • lasciare il TFR in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS per aziende che superano la soglia dimensionale prevista dalla legge), dove continua a maturare secondo le regole ordinarie;
  • destinare il TFR a un fondo pensione, che investirà le somme per generare rendimenti nel tempo.

Per effettuare tale scelta è previsto un termine di 60 giorni dall’assunzione, mentre valido il termine di 6 mesi per tutti i lavoratori assunti prima del 1° luglio.

Se i dipendenti interessati non effettuano la scelta nei termini, trova applicazione il meccanismo del silenzio-assenso, per cui il TFR maturando viene automaticamente trasferito al fondo pensione di riferimento previsto dall’accordo sindacale aziendale o, in mancanza di questo, dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) o, in presenza di più fondi collettivi di riferimento, in quello a cui è iscritto il maggior numero di dipendenti in azienda.

Se non è previsto un fondo pensione di riferimento il TFR viene versato al fondo residuale individuato dalla normativa, ovvero il fondo “Cometa”.

A seguito del conferimento automatico, lavoratori e lavoratrici risulteranno iscritte al fondo pensione, con contribuzione piena (TFR, contributo lavoratore e contributo datoriale come previsti dagli accordi applicabili) con decorrenza dalla data di assunzione e con destinazione della contribuzione in percorsi o linee di investimento coerenti con il proprio profilo, tenendo conto dell’orizzonte temporale dell’investimento e dell’età anagrafica.

Ad ogni modo, gli interessati potranno in ogni momento modificare il comparto di investimento, l’ammontare dei contributi volontari, e dopo due anni, potranno anche trasferire la posizione verso un’altra forma pensionistica.

In attesa del modulo aggiornato basta una dichiarazione scritta

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2026, entro 60 giorni dalla prima assunzione (6 mesi, invece, per chi è stato assunto prima di tale data) lavoratori e lavoratrici del settore privato deve decidere cosa fare del proprio TFR.

I dipendenti possono scegliere se destinare il trattamento a una forma pensionistica complementare compilando il modello “TFR2” oppure, lasciarlo presso l’azienda, non aderendo quindi ad alcuna forma di previdenza complementare. In mancanza di una scelta esplicita da parte del dipendente, come detto, scatta il meccanismo del silenzio-assenso per cui lavoratori e lavoratrici aderiscono “tacitamente” al fondo pensione.

Come chiarito dal Ministero del Lavoro nelle FAQ pubblicate sul Portale della previdenza complementare, il datore di lavoro deve consegnare, assieme all’informativa obbligatoria, il nuovo modello “TFR2” per la destinazione del TFR, rilasciando al dipendente una copia controfirmata.

Per avere il modello aggiornato si attende però un apposito decreto attuativo da parte del Ministero del Lavoro e qui si inserisce il chiarimento della FAQ.

Finché non sarà disponibile il nuovo modello “TFR2” aggiornato, infatti, è previsto un periodo transitorio, dove la scelta può essere fatta per iscritto in forma libera.

Nell’attesa del modello, quindi, è possibile mettere per iscritto la dichiarazione con cui si effettua la scelta della destinazione del TFR. Restano comunque fermi i tempi previsti dalla legge: se la modulistica non è compilata entro 60 giorni dall’assunzione scatta l’adesione automatica al fondo.