Decreto dignità approvato dalla Camera: le novità introdotte

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Il decreto dignità è stato approvato dalla Camera in tarda serata il 2 agosto 2018: numerose le novità introdotte in materia di lavoro, fisco e scuola. Ecco cosa cambia rispetto al testo iniziale.

Decreto dignità approvato dalla Camera: le novità introdotte

Via libera della Camera al decreto dignità: il DL n. 87/2018 ha ottenuto nella serata del 2 agosto la prima approvazione necessaria per la conversione in legge.

Con gli emendamenti a quello che è stato definito anche come decreto Di Maio sono state introdotte numerose novità. Cambiano numerose delle norme introdotte dal testo originario del provvedimento approvato dal Governo.

Tra le novità sono diverse le modifiche sia in ambito fiscale che del lavoro: esonero dalla registrazione delle fatture elettroniche, bonus assunzioni fino al 2020 e ritorno dei voucher nel turismo, in agricoltura e per gli alberghi con un massimo di 8 dipendenti.

Per i diplomati magistrali diventa ufficiale la proroga dei contratti fino al 30 giugno 2019 ed è previsto un concorso straordinario per le maestre diplomate prima del 2001-2002.

Le novità sui contratti a tempo determinato non si applicheranno per quelli in corso fino al 31 ottobre 2018: il testo del decreto dignità approvato dalla Camera rende ufficiale il periodo transitorio fino a novembre per i contratti in corso.

Novità anche per il contrasto alla ludopatia: diventerà inoltre obbligatorio l’uso della tessera sanitaria per giocare alle slot machines e sui Gratta e Vinci sarà inserita la scritta “nuoce alla salute”.

Decreto dignità approvato alla Camera, novità e cosa cambia rispetto al testo iniziale

Con 312 sì, 190 no e un solo astenuto ottiene l’approvazione della Camera il decreto dignità. Il testo del provvedimento, modificato in sede referente, si arricchisce con numerose novità e tra queste le più importanti riguardano le nuove regole in materia di lavoro.

Per la conversione in legge sarà necessaria l’approvazione da parte del Senato e, come dichiarato dal Ministro Luigi di Maio, i tempi saranno più ridotti.

Il lungo lavoro che ha portato alla modifica del testo iniziale del DL n. 87/2018 ha rivisto le regole introdotte in merito ai contratti a tempo determinato: la stretta al lavoro a termine non riguarderà da subito quelli già in corso per i quali è stato invece previsto un periodo transitorio fino al mese di ottobre.

Saranno invece operative da subito le nuove regole su durata, rinnovi e causali per i contratti stipulati a partire dal 14 luglio 2018. Diventa obbligatoria l’assunzione con contratto a tempo indeterminato in caso di mancata indicazione della causale dei rinnovi superati i 12 mesi.

Per incentivare le assunzioni stabili è stato inoltre prorogato fino al 2020 il bonus per l’assunzione di disoccupati fino a 35 anni di età. L’incentivo erogato nella forma di sgravio contributivo spetterà per i primi tre anni e fino ad un massimo di 3.000 euro annui.

Tornano i voucher in agricoltura, turismo e per i piccoli alberghi: il divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale previsto dall’articolo 54-bis del DL n. 50/2017 non si applicherà per le aziende operanti in tali settori che abbiamo alle dipendenze fino ad otto lavoratori.

Per imdeprenditori agricoli, aziende alberghiere e strutture ricettive del turismo l’arco temporale di riferimento la durata della prestazione passa da tre a dieci giorni.

Decreto Dignità, la Camera approva la salvaguardia per i diplomati magistrali

Approvate in via definitiva anche le novità per i diplomati magistrali introdotte per salvaguardare i posti di docente in scuola d’infanzia e scuola primaria.

Per l’anno scolastico 2018/2019 viene salvaguardata la continuità didattica, con riferimento ai docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 e i cui contratti sarebbero decaduti a seguito della decisione del Consiglio di Stato con la quale era stato dichiarato insufficiente il possesso di tale diploma per l’inserimento in GAE.

In particolare, all’articolo 4-bis del decreto dignità introdotto durante l’esame in Commissione è stato stabilito che il MIUR, entro 120 giorni dalla comunicazione, dovrà provvedere alla trasformazione dei contratti in essere in contratti a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019.

Sarà inoltre bandito un concorso straordinario per titoli e prova orale in ciascuna regione e riservato ai diplomati magistrali e ai laureati in Scienze della formazione primaria in possesso dei requisiti minimi di servizio presso le scuole statali.

Il concorso per i diplomati magistrali entro il 2001/2002 servirà alla copertura del 50% dei posti vacanti e disponibili presso scuole d’infanzia e primaria mediante ricorso alle graduatorie del nuovo concorso straordinario fino all’integrale scorrimento delle stesse.

L’altra metà dei posti sarà coperta invece dal ricorso alle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami.

Nel decreto dignità novità su spesometro, fattura elettronica e compensazioni fiscali

Trovano spazio nel testo del DL n. 87/2018 anche alcune novità fiscali. Il provvedimento ingloba il decreto sulla proroga della fattura elettronica carburanti al 1° gennaio 2019.

Non solo: sempre in merito alla fatturazione elettronica, passa l’approvazione dell’esonero dalla registrazione delle e-fatture e, in merito allo spesometro, viene abolito l’obbligo di comunicazione dei dati per tutti i produttori agricoli assoggettati al regime IVA agevolato.

L’articolo 12 del decreto Di Maio prevede l’abolizione del meccanismo della scissione dei pagamenti, split payment, per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte (in sostanza, per i compensi dei professionisti).

Tra le novità introdotte dagli emendamenti si segnala l’estensione anche al 2018 delle norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione, con riferimento ai carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017.