Abolizione split payment per i liberi professionisti

Split payment abolito per i liberi professionisti: è questa una delle (poche) novità fiscali contenute nel testo del Decreto Dignità approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 luglio 2018.

Abolizione split payment per i liberi professionisti

Split payment, è ufficiale l’abolizione per i liberi professionisti.

La novità è contenuta all’interno del testo del Decreto Dignità, approvato nella tarda serata del 2 luglio 2018 dal Consiglio dei Ministri.

La cancellazione dell’obbligo di split payment per i compensi già sottoposti a ritenuta alla fonte era stata già annunciata dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

La conferma di quanto già annunciato ampiamente in sede di campagna elettorale era arrivata durante l’incontro tra Luigi Di Maio e il presidente di Confprofessioni, Luigi Sella, il 25 giugno 2018, stesso giorno in cui era stata data l’ufficialità della proroga della fattura elettronica carburanti al 1° gennaio 2019.

Si ricorda che l’introduzione dello split payment anche per i professionisti aveva causato notevoli critiche, in quanto la scissione dei versamenti e con l’IVA incassata direttamente dall’Erario, va ad aggiungersi all’ulteriore applicazione alla fonte della ritenuta del 20%.

Split payment, abolizione a partire dai professionisti

L’abolizione dello split payment per i professionisti, ormai ufficiale grazie all’approvazione del Decreto Dignità, sarà soltanto il primo passo per la cancellazione dell’adempimento. È questo quello che si desume dalle dichiarazioni rese da Luigi Di Maio a margine dell’incontro con il presidente di Confprofessioni:

Siamo pronti ad abolire lo split payment, partendo dai liberi professionisti. Stiamo lavorando per inserire il provvedimento nel primo decreto legge sulle semplificazioni. I professionisti sono i più penalizzati dallo split payment, un meccanismo che colpisce negativamente l’economia del settore. Un primo passo verso la semplificazione, su cui vogliamo andare avanti.

In sostanza, grazie all’approvazione del decreto, i professionisti potranno dire addio all’obbligo di split payment mentre, a differenza di quanto annunciato, non sono state mantenute le promesse circa l’abolizione dello spesometro, del redditometro e degli studi di settore.

L’adempimento e il particolare meccanismo di fatturazione, che prevede il versamento dell’IVA direttamente all’Erario, sarà per il momento mantenuto per le restanti categorie di soggetti obbligati.

Questo perché prima di abolire lo split payment per tutti sarà necessario valutare costi e coperture: il meccanismo introdotto ai fini di combattere l’evasione IVA, ha portato ad un notevole incremento delle entrate per lo Stato ed è inoltre stato messo nel Bilancio delle maggiori entrate previste per i prossimi anni.

Insomma, quel che appare più verosimile è che l’abolizione dello split payment sia un provvedimento attuabile soltanto per singole categorie, come i professionisti, effettivamente penalizzate dalla sua introduzione.

Split payment professionisti: perché è stato abolito

L’estensione dello split payment anche ai professionisti era stata una delle novità maggiormente criticate del DL 50/2017, con il quale era stato imposto, a partire dal mese di luglio dello scorso anno, l’applicazione del meccanismo di fatturazione scissa anche a quei fornitori che già subiscono ritenute alla fonte sui compensi.

L’ampliamento dello split payment Iva ai professionisti è andato incontro a molte critiche e riserve.

Per i liberi professionisti infatti tali regole comportano una limitazione della liquidità disponibile che va a pesare su una categoria già vessata dall’ultima crisi.

L’equiparazione dei liberi professionisti alle aziende in materia di servizi offerti alla pubblica amministrazione era già stata vagliata dal governo Renzi. Nel 2015 però lo stesso Esecutivo aveva accolto successivamente un emendamento che ne rigettava l’applicazione per i lavoratori autonomi.

Il motivo di questo trattamento differenziato sullo split payment Iva, con l’esclusione dei professionisti, si era imposto al fine di salvaguardare una categoria che subisce già un prelievo alla fonte con una ritenuta Irpef al 20%.

Insomma, lo split payment diventa una vera e propria limitazione della capacità finanziaria per i professionisti ed è per questo che l’abolizione è stata accolta con particolare apprezzamento da parte della categoria.