Decreto Bollette: bonus per pochi, aumenti per tutti

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Il Decreto Bollette conferma il perimetro stretto del bonus extra di 115 euro per il 2026. Nei lavori delle Commissioni spuntano però nuovi aumenti: salgono gli oneri di sistema

Decreto Bollette: bonus per pochi, aumenti per tutti

La partita del caro energia resta aperta e la conversione del Decreto Bollette non scioglie i nodi.

Al contrario, nel testo arrivato in Aula alla Camera per il primo via libera, dopo i lavori della Commissione Attività Produttive, resta confermata la platea ristretta dei beneficiari del bonus di 115 euro.

Lo sconto extra andrà esclusivamente ai titolari del bonus sociale alla data del 21 febbraio, restringendo la platea a chi ha aggiornato l’ISEE tempestivamente nelle prime settimane del 2026.

Di contro però salgono gli oneri di sistema per tutti, creando un paradosso: la previsione di nuove agevolazioni porterà a un aumento delle bollette. L’impatto effettivo dei costi extra resta però un mistero.

DL Bollette, bonus di 115 euro per pochi: nessun correttivo dopo i lavori della Camera

I lavori della Commissione Attività Produttive della Camera per la conversione in legge del DL Bollette n. 21/2026 dimenticano di “correggere” quella che appare come una svista: nella platea dei destinatari del bonus extra di 115 euro sono inclusi solo i titolari degli sconti sociali alla data del 21 febbraio.

Si tratta di un punto critico già posto in evidenza dall’ARERA, nel corso delle audizioni che hanno preceduto la presentazione degli emendamenti, e che trova conferma nelle regole per l’attribuzione del beneficio pubblicate lo scorso 19 marzo.

Limitare la platea ai titolari di bonus sociali alla data del 21 febbraio significa, nella pratica, includere esclusivamente chi ha presentato un ISEE con valore fino a 9.796 euro entro il mese di gennaio, alla luce dei tempi e delle procedure che regolano l’assegnazione del contributo.

Il bonus bollette ordinario segue però un iter ciclico: non è obbligatorio fare l’ISEE subito, ma anche se si presenta in corso d’anno (entro il 31 dicembre), nel rispetto delle soglie d’accesso è possibile rientrare nella platea dei beneficiari.

Una flessibilità che però, salvo specifici chiarimenti da parte dell’ARERA, al momento pare non si applichi anche per l’ottenimento dei 115 euro di sconto in più.

Tra gli emendamenti approvati in Commissione Attività Produttive della Camera non risultano correttivi per l’estensione del diritto al contributo straordinario, portando al rischio di una disparità di trattamento tra nuclei familiari nelle stesse condizioni economiche.

Bollette più care per tutti: per pagare le nuove agevolazioni salgono gli oneri di sistema

Non solo una correzione mancata, ma anche una serie di modifiche che porteranno all’effetto opposto di un aumento dei costi in bolletta per tutti.

È il caso ad esempio dell’emendamento che estende i bonus sociali a chi usa il teleriscaldamento. Per garantire l’accesso alle agevolazioni a questa platea di contribuenti, l’ARERA dovrà istituire una nuova componente tariffaria specifica.

Il costo dell’agevolazione per le famiglie svantaggiate sarà alimentato dalla generalità delle altre utenze, come si legge nel dossier pubblicato dalla Camera sugli effetti finanziari delle modifiche approvate in Commissione.

Stesso scenario in relazione alle modifiche sui prezzi minimi garantiti per impianti a bioliquidi, biogas e biomasse. La norma ridetermina in aumento la spesa tendenziale per questi impianti, prevedendo una compensazione sugli oneri generali di sistema.

In pratica, l’extra costo per sostenere questi produttori di energia viene spalmato sulle bollette di tutti.

Il quadro non cambia anche in relazione alla norma in materia di fotovoltaico: si abbassa l’asticella per ottenere corrispettivi rivalutati dopo la fine dei vecchi incentivi, riducendo dal 40 per cento al 30 per cento l’obbligo di aumento della produzione, estendendo quindi la platea dei beneficiari.

Il riconoscimento dei corrispettivi è a carico degli oneri generali di sistema.

Finanziamento collettivo anche per la norma che proroga l’equiparazione di alcune cooperative a quelle storiche fino al 2026, nei confronti delle quali è previsto il pagamento di quote ridotte per le componenti ASOS (oneri per le rinnovabili). Il minor gettito dovrà essere recuperato attraverso gli oneri pagati dalla generalità degli altri clienti.

Tutti i balzelli di cui sopra non sono però quantificati e il Servizio Bilancio dello Stato, nell’analisi degli effetti finanziari, sollecita il Legislatore ad aggiornare il prospetto riepilogativo degli effetti finanziari.

Un’opera di trasparenza che al momento manca, ma è evidente l’effetto paradosso dei lavori di conversione del Decreto Bollette: arrivano sì nuove agevolazioni, ma a finanziarle non sarà lo Stato.

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