Decreto Liquidità, proposta ANC: sanzioni alle banche per prestiti non aggiuntivi

Alessio Mauro - Commercialisti ed esperti contabili

Decreto Liquidità, tra le proposte dell'ANC in audizione in forma scritta presso le commissioni V e X della Camera c'è quella delle sanzioni per le banche se i prestiti alle imprese non sono aggiuntivi agli affidamenti bancari già in essere. Il documento del 29 aprile 2020 riassume tutti i suggerimenti.

Decreto Liquidità, proposta ANC: sanzioni alle banche per prestiti non aggiuntivi

Decreto Liquidità, tra le proposte in audizione in forma scritta presso le commissioni V e X della Camera dei Deputati c’è quella di introdurre sanzioni per le banche che non concedono i prestiti aggiuntivi rispetto agli affidamenti già in essere.

Lo riporta il documento del 29 aprile 2020 che riepiloga tutte le proposte di miglioramento dell’Associazione Nazionale Commercialisti.

Oltre al tema dei prestiti per le imprese con garanzie statali per gli istituti di credito, vengono suggerite modifiche sul calcolo della riduzione del fatturato, sulle ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni, sui versamenti dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e sul credito di imposta per i dispositivi di protezione individuale.

Decreto Liquidità, la proposta ANC: sanzioni alle banche per prestiti non aggiuntivi rispetto a precedenti affidamenti

Nel documento del 29 aprile 2020 l’Associazione Nazionale Commercialisti riepiloga le proprie proposte di miglioramento al decreto Liquidità.

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ANC - Audizione in forma scritta del 29 aprile 2020 presso le commissioni V e X della Camera dei Deputati
Audizione in forma scritta presso le Commissioni riunite V e X della Camera dei Deputati. Decreto legge 8 aprile 2020, n. 23 “recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali.”

Tra i temi affrontati nell’audizione in forma scritta presso le commissioni V e X della Camera dei Deputati c’è quello dei prestiti alle imprese con garanzie statali.

Nello specifico il documento si riferisce a quanto previsto dall’articolo 13 del decreto numero 23 dell’8 aprile 2020: i prestiti per imprese del Fondo di garanzia PMI, inferiori a 25.000 euro e garantiti al 100%.

L’ANC sottolinea che:

“Partendo dall’assunto che tutte le attività produttive per non soccombere hanno necessità non solo e non anche di garanzie di stato a fronte di finanziamenti agevolati, ma anche e soprattutto di contributi a fondo perduto, nell’una e nell’altra ipotesi bisogna stabilire che tutta la liquidità concessa deve essere aggiuntiva rispetto, per esempio, agli affidamenti bancari già in essere.”

In alcuni casi, infatti, tali prestiti sono stati subordinati arbitrariamente al rientro contestuale dei precedenti affidamenti.

L’ANC chiede di prevedere delle sanzioni per tali azioni che sono contrarie a quanto previsto dal decreto.

Viene inoltre messa in evidenza la troppa discrezionalità concessa agli istituti bancari, che possono determinare in autonomia la valutazione del credito.

L’ANC propone quindi di provvedere ad:

“una vera sburocratizzazione ed omogeneizzazione degli adempimenti per la richiesta dei finanziamenti, obbligando gli istituti di credito a rispettare le norme, pena la previsione di uno specifico regime sanzionatorio”

Decreto Liquidità, audizione in forma scritta presso le commissioni V e X della Camera: le altre proposte ANC

Tra le altre proposte dell’ANC sul decreto Liquidità ci sono indicazioni su diversi aspetti.

Rispetto al comma 2 dell’articolo 13 viene richiesto di elevare la percentuale del 25% al 40% per le imprese con fatturato fino a 100.000 euro o, in alternativa, prevedere una procedura semplificata per prestiti fino a 100.000 euro.

Dal momento che il prestito minimo erogabile per piccole imprese potrebbe corrispondere a poche migliaia di euro, viene inoltre proposto un importo fisso di 10.000 euro per i soggetti economici sotto una certa soglia di ricavi.

Per quanto riguarda invece la sospensione dei versamenti in scadenza prevista dall’articolo 18, viene espressa contrarietà per la determinazione della riduzione del fatturato o dei compensi.

Il confronto tra lo stesso periodo dell’anno di due anni differenti potrebbe essere in linea ma potrebbe rimanere la difficoltà finanziaria dell’impresa dal momento che non è avvenuto l’incasso previsto.

Viene inoltre suggerito di sostituire a “ricavi, fatturato o compensi” il termine “volume d’affari”, per aiutare a garantire la certezza nell’applicazione delle norme.

Per l’anno 2020 viene proposta una deroga alle compensazioni, con la possibilità di utilizzare i crediti maturati nell’anno 2019, anche prima della presentazione della dichiarazione stessa ed indipendentemente dall’ammontare.

La proroga alle ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni, secondo ANC, dovrebbe essere estesa al 31 dicembre 2020.

In relazione al pagamento dell’imposta di bollo viene suggerito che sia effettuata una sola volta all’anno, entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Infine viene richiesta l’implementazione del fondo di 50 milioni per il credito d’imposta relativo alla sanificazione degli ambienti.

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