Copyright: la direttiva europea a un passo dall’approvazione

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Copyright: la direttiva europea a un passo dall'approvazione, attesa per la fine della legislatura. Il punto sul diritto d'autore durante la settimana Amministrazione Aperta 2019.

Copyright: la direttiva europea a un passo dall’approvazione. Da quali sfide nasce la necessità di adottare una direzione congiunta sul diritto d’autore, dove è arrivato l’iter della direttiva e cosa succede dopo l’ok dell’UE. Il punto sul diritto d’autore durante l’evento Il ruolo del Dipartimento Informazione ed Editoria di fronte alle grandi sfide del diritto d’autore .

Nell’ambito della settimana Amministrazione Aperta 2019, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria dall’11 al 15 marzo ha organizzato 5 giornate dedicate a 5 temi chiave del panorama informativo. Al centro della giornata conclusiva: il diritto d’autore.

Dopo gli onori di casa del capo dipartimento Ferruccio Sepe, si entra nel vivo del tema e dei tempi con Alessandra De Marco, Direttore Ufficio per l’informazione e la comunicazione istituzionale e per la tutela del diritto d’autore:

“L’industria creativa in Italia vale 47.9 miliardi di euro. L’Italia è produttore di contenuti, parlare di diritto d’autore è rilevante perché l’industria è importante per l’economia. Noi produciamo molto, siamo un paese che deve pensare a difendere i contenuti che produce e garantire l’economia che ne deriva.”

Un tema, quello del diritto d’autore, che diventa sempre più complesso se si pensa che ormai tutti siamo produttori di contenuti:

“La stessa massa di materiali prodotta dalla nascita dell’umanità fino al 2003 viene prodotta oggi in 10 minuti sul web. Bisogna prendere atto che quello che viene pubblicato online concorre oggi con l’industria creativa”

Copyright: la direttiva europea a un passo dall’approvazione, a quali sfide risponde

Ed è proprio alle sfide dell’attualità che risponde l’Europa. Durante la mattinata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Benedetta Stratta, Dirigente Servizio per il diritto d’autore, nel team europeo che ha lavorato sul tema, ha ripercorso le tappe della nascita della direttiva Europea sul Copyright, che dopo anni di lavoro è in dirittura d’arrivo.

Il punto di partenza della riflessione, fuori e dentro i confini degli stati europei, sono proprio i cambiamenti in atto nel sistema di produzione dei contenuti. Tra quelli che hanno un impatto maggiore:

  • la convergenza tecnologica: ogni espressione creativa può convertirsi in un file, per dirlo drasticamente;
  • il cambiamento dei modelli di produzione e consumo: cresce la disintermediazione e si affermano sempre più le piattaforme peer to peer, si sfumano i confini delle figure della filiera;
  • la creatività è in concorrenza: creatività di artisti e scrittori entra in concorrenza con i contenuti creati dagli utenti sul web, solo per fare l’esempio più macroscopico.

Da qui nasce una riflessione importante, sottolinea Benedetta Stratta:

“C’è un crescendo di contenuti ma cambia l’oggetto del mercato. Al centro non è più il contenuto ma ci sono le pubblicità e i dati”.

In questo panorama di sfide e novità si inseriscono ci sono le istituzioni, che hanno un ruolo fondamentale, come chiarisce la dirigente:

“Scegliere gli strumenti, la scelta non è banale. Nella cassetta degli attrezzi non c’è solo il diritto d’autore, ma anche elementi di fiscalità, altri da mettere a punto per regolare la concorrenza, ad esempio”.

Copyright: la direttiva europea a un passo dall’approvazione e i passaggi successivi

In questa ottica, nel 2016, alla Commissione Europea prende forma una proposta di direttiva per adeguare la tutela del diritto d’autore ai nuovi scenari.

Comincia un iter lungo, come sottolinea Benedetta Stratta, la direttiva europea ha generato un grande dibattito tra e su tanti attori:

“Utenti, editori piccoli e grandi con esigenze diverse, over the top, strat up, giornalisti, autori”.

Per tutti in campo c’è la libertà di espressione e la tutela del diritto d’autore.

“Non c’è ragione e torto, proprio per questo è difficile trovare il punto di equilibrio tra tutto ciò. Ancor di più se si parla di una materia in evoluzione”.

Da settembre fino ad oggi, l’ultima tappa del percorso, l’iter della direttiva è molto complesso con innumerevoli riunioni tecniche tra i rappresentanti di 27 paesi.

Solo lasciando ampia la definizione dei principi è stato possibile arrivare a un punto di accordo e anche sugli articoli più dibattuti si è arrivati a un compromesso.

In particolare il negoziato ha portato a mettere punti fermi su:

  • protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo online: si introduce il diritto per gli editori, la durata è di 2 anni e non si applica ai collegamenti ipertestuali e all’utilizzo di singole parole e di estratti molto brevi di una pubblicazione giornalistica.
  • Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi di condivisione di contenuti online: si ribalta l’impianto stabilito con la direttiva e-commerce, le piattaforme sono responsabili per la comunicazione al pubblico di contenuti caricati dagli utenti, responsabilità mitigata se si dimostra di aver compiuto il massimo sforzo per ottenere l’autorizzazione.

Come sottolinea Benedetta Stratta, si tratta di una nascita sofferta, ma la direttiva europea sul Copyright sta per vedere la luce.

A che punto siamo? L’accordo fra Parlamento e Consiglio Europeo è stato raggiunto il 13 febbraio 2019 ed è stato avviato Parlamento l’iter di approvazione, prevista entro la fine della legislatura in corso, ad aprile 2019.

Ed è dal momento in cui viene approvata, che comincia un nuovo percorso per l’impianto alla base delle norme che regolano il diritto d’autore: gli Stati membri dovranno recepire la direttiva nell’ordinamento nazionale, entro 24 mesi. Sarà l’occasione per intervenire sugli aspetti che l’Europa ha lasciato ancora troppo generici per arrivare a un compromesso che mettesse d’accordo tutti.

La tutela del diritto d’autore in Europa ha seguito una strada lunga e tortuosa, il pericolo è che, adesso che è in dirittura d’arrivo, il traguardo si sia spostato già più avanti:

“Entro il 2021 entrerà nella legislatura dei singoli Paesi, dall’inizio dell’iter sono passati 5 anni che è un tempo lunghissimo nel contesto che viviamo.”

Conclude Benedetta Stratta.

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