Contributi a fondo perduto wedding, focus sulle criticità: dai tempi ai dati richiesti

Salvatore Cuomo - Leggi e prassi

Contributi a fondo perduto wedding: le criticità di un provvedimento che dispone una analitica indicazione del residuo importo ancora fruibile per rispettare i limiti del Temporary Framework. Anche i tempi per la presentazione della domanda e le risorse a disposizione fanno discutere.

Contributi a fondo perduto wedding, focus sulle criticità: dai tempi ai dati richiesti

Nell’atto emanato l’8 giugno dall’ Agenzia delle Entrate che dà seguito a quanto prescritto dal DM del 30 dicembre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 42 del 19 febbraio scorso, relativo alla erogazione di un contributo a fondo perduto a parziale ristoro delle perdite di risultato che hanno colpito particolarmente le aziende operanti nei settori wedding, matrimoni, intrattenimento, organizzazione di feste e cerimonie e hotellerie-restaurant-catering HORECA contiene una controversa disposizione.

In primis salta all’occhio l’anomalia di un documento di prassi che prevede una finestra di presentazione dell’istanza che va dal 9 al 23 giugno, alquanto ristretta e immediatamente a ridosso della pubblicazione del provvedimento stesso.

Contributi a fondo perduto wedding, le criticità sui tempi e sui dati richiesti

Pur comprendendo la volontà dell’Agenzia delle Entrate di accelerare i tempi di erogazione, non è esattamente in linea con i dettami di una amministrazione al servizio del cittadino che ha necessariamente bisogno di tempo per aggiornarsi sulla normativa e sulla prassi.

Ma tralasciando questo aspetto, emerge nella lettura del contenuto anche una sorprendente pretesa:

“1.3 L’istanza, inoltre, contiene le dichiarazioni – rese dal richiedente ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 – in relazione al non superamento dei limiti degli aiuti di Stato rispetto a quelli ricevuti fino al momento della presentazione dell’istanza dal soggetto richiedente … Nell’istanza è indicato l’ammontare di aiuti ancora fruibili, senza che si verifichi il superamento dei limiti previsti dalla sezione 3.1 della citata Comunicazione della Commissione europea.”

Sarebbe bello ricevere una spiegazione pubblica su quale potrà essere mai l’utilità della richiesta di un dato analitico che può essere di immediata o quantomeno facile determinazione per le imprese strutturate, ma non certo per la gran parte dei soggetti destinatari della disposizione, che per i più sarà probabilmente pari ad almeno il 90 per cento del massimale fruibile.

Contributi a fondo perduto wedding, esigue le risorse a disposizione

E ancora, come si legge dal Decreto firmato dai Ministri Giorgetti e Franco, va sottolineato che probabilmente la misura deluderà le aspettative di molti viste le risorse finanziarie disponibili:

“1. Per la concessione degli aiuti di cui al presente decreto sono disponibili le risorse finanziarie stanziate dall’art. 1 -ter del decreto-legge 25 maggio 2021, pari a euro 60.000.000,00 (sessanta milioni) per l’anno 2021. 2. A valere sulle risorse di cui al comma 1: a) una quota pari a euro 40.000.000 (quaranta milioni) è destinata al settore del wedding; b) una quota pari a euro 10.000.000,00 (dieci milioni) è destinata al settore, diverso dal wedding, dell’intrattenimento e dell’organizzazione di feste e cerimonie; c) una quota pari a euro 10.000.000,00 (dieci milioni) è destinata alle imprese operanti nel settore dell’HO. RE.CA”.

Si tratta di una dotazione molto esigua rispetto al numero di aziende potenzialmente coinvolte la cui ripartizione avverrà come segue:

  • il 70 per cento di ciascuna assegnazione è ugualmente ripartito tra tutte le imprese istanti ammissibili;
  • il 20 per cento di ciascuna assegnazione è ripartito, in via aggiuntiva, tra tutte le imprese istanti ammissibili che presentano un ammontare dei ricavi superiore a euro 100.000,00 (centomila);
  • il restante 10 per cento di ciascuna assegnazione è ripartito, in via aggiuntiva rispetto alle assegnazioni precedenti, tra tutte le imprese istanti ammissibili che presentano un ammontare dei ricavi superiore a euro 300.000,00 (trecentomila).

C’è una attenzione maggiore verso le aziende di minori dimensioni ma resta un ennesimo provvedimento che cade nel pieno della campagna dichiarativi, molti riceveranno somme esigue rispetto alle necessità dei settori coinvolti ed al solito l’iter è intriso di una burocrazia fine a se stessa riproposta ancora una volta in nome degli Aiuti di Stato.

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