Domanda contributi a fondo perduto al via: ecco come fare

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Contributi a fondo perduto, domanda al via dal 15 giugno 2020: ecco come fare per inviare l'istanza telematica all'Agenzia delle Entrate, requisiti ed istruzioni passo per passo.

Domanda contributi a fondo perduto al via: ecco come fare

Domanda contributi a fondo perduto al via da oggi 15 giugno 2020: di seguito le istruzioni su come fare, requisiti e regole per l’istanza di ammissione ai finanziamenti.

Ancora non si può inviare domanda telematica all’Agenzia delle Entrate. Per l’invio del modulo per il contributo a fondo perduto, pubblicato con il provvedimento del 10 giugno, è atteso nelle prossime ore il software apposito, ma intanto è bene vedere come fare per l’invio delle domande online.

A fornire ulteriori chiarimenti è stata la circolare n. 15 del 13 giugno 2020 che, tra le altre cose, ha aperto alla possibilità di invio della domanda per il contributo a fondo perduto anche ai lavoratori dipendenti e pensionati, se in possesso di partita IVA e dei requisiti richiesti per l’accesso.

I soggetti beneficiari che potranno fare domanda sono i titolari di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, a condizione che l’ammontare di fatturato o corrispettivi di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi rispetto al 2019. Nessuna verifica sulla differenza registrata per chi ha aperto partita IVA ed avviato l’attività dal 1° gennaio 2019.

Evidenziamo inoltre che per fare domanda si avrà tempo dal 15 giugno e fino al 13 agosto 2020. Non è previsto un “click day” per l’accesso ai contributi a fondo perduto e, anzi, è bene prestare particolare attenzione ai dati inseriti per evitare l’applicazione delle pesanti sanzioni.

Scendiamo quindi nel dettaglio e vediamo come fare domanda per i contributi a fondo perduto, riportando le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento attuativo e la guida del 10 giugno 2020.

Contributi a fondo perduto: ecco come fare domanda

Il modulo di domanda per il contributo a fondo perduto dovrà essere presentato in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 giugno ed entro il 13 agosto 2020. Soltanto nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze possono essere trasmesse a partire dal 25 giugno e non oltre il 24 agosto.

È questo uno dei punti al centro del provvedimento e della guida del 10 giugno 2020, che fissa tutte le istruzioni per l’accesso ai contributi a fondo perduto per le partite IVA danneggiate dall’epidemia da Covid-19.

Come fare domanda, quali dati servono e quali sono le modalità di trasmissione? Scendiamo nel dettaglio.

La domanda dovrà essere trasmessa in modalità telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dal contribuente o tramite un intermediario delegato all’uso del Cassetto Fiscale o al servizio Fatture e Corrispettivi.

Le modalità per predisporre e trasmettere le istanze sono solo informatiche. Si può utilizzare:

  • un software di compilazione, secondo le specifiche tecniche allegate al provvedimento del 10 giugno 2020. Il file dell’istanza va inviato mediante l’usuale canale telematico Entratel/Fisconline;
  • la procedura web messa a disposizione all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”. Attraverso tale procedura sarà possibile predisporre e trasmettere un’istanza alla volta.

Domanda contributo a fondo perduto: come compilare ed inviare tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate

La guida del 10 giugno 2020 illustra punto per punto come fare domanda per il contributo a fondo perduto tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso di utilizzo della procedura web, il contribuente (o il suo intermediario già delegato al servizio di Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici del portale “Fatture e Corrispettivi”) deve seguire i seguenti passi:

1. accedere nella sua area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate mediante le credenziali dell’identità digitale SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale) ovvero le credenziali Entratel/Fisconline o mediante la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

2. cliccare sul link “Fatture e Corrispettivi” presente nella home page della sua scrivania:

3. cliccare sul link “Contributo a Fondo Perduto” presente nella home page del portale “Fatture e Corrispettivi”

4. cliccare sul link “Predisponi e invia istanza (o Rinuncia)”

5. inserire le informazioni dell’istanza, controllare il riepilogo e cliccare sul tasto “Invia istanza”

Contributi a fondo perduto: i dati necessari per fare domanda

La compilazione della domanda di contributi a fondo perduto prevede due step:

  • il primo consiste nella compilazione del frontespizio e dei dati relativi ai requisiti soggettivi ed oggettivi;
  • il secondo consiste nella compilazione del quadro A contenente la dichiarazione sostitutiva di atto notorio e l’elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia.

Tra i dati necessari per fare domanda telematica all’Agenzia delle Entrate bisognerà indicare:

  • fascia di ricavi/compensi complessivi di riferimento per il periodo di imposta 2019 e suddivisi nei tre scaglioni previsti dall’articolo 25 ovvero:
    • fino a 400.000 euro;
    • tra 400.000 ed 1.000.000 di euro;
    • tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro.
  • la casella di indicazione della situazione soggettiva ovvero se si tratti di:
    • soggetto che ha iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018;
    • soggetto che aveva il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi il cui stato di emergenza fosse ancora presente al 31 gennaio 2020 (data di dichiarazione dello stato di emergenza da Covid-19;
    • appartenere a soggetti diversi da quelli di cui al comma 2 dell’articolo 25 del DL 34/2020.
  • il codice IBAN identificativo del soggetto richiedente.

L’importo del contributo a fondo perduto verrà calcolato, come previsto dal decreto Rilancio, in base a quanto previsto dalla tabella di seguito riportata:

Ricavi o compensi 2019Importo contributo a fondo perduto
Fino a 400.000 euro 20% da calcolare sulla differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2020 e aprile 2019
Superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro 15% della differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2020 e aprile 2019
Superiori a 1.000.000 euro e fino a 5.000.000 euro 10% della differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2019 e aprile 2020

È comunque previsto un importo minimo ovvero:

  • 1.000 euro per le persone fisiche;
  • 2.000 euro per le persone giuridiche.

L’Agenzia delle Entrate, al fine di semplificare ed evitare errori nel processo di determinazione dei ricavi/compensi relativi al 2019, ha pubblicato la seguente tabella riepilogativa dei campi della dichiarazione dei redditi (2020 per il 2019) ai quali far riferimento per compilare la domanda:

Domanda contributi a fondo perduto: i controlli dell’Agenzia delle Entrate

Dopo l’invio, alla domanda per i contributi a fondo perduto viene assegnato un numero di protocollo da conservare, ed il sistema dell’Agenzia delle Entrate effettua controlli formali su alcuni dei dati inseriti nel modulo, come:

  • esistenza del codice fiscale del soggetto richiedente;
  • partita Iva attiva;
  • presenza di tutti i campi obbligatori.

In caso di errori, viene rilasciata una ricevuta di scarto, che sta a significare che la domanda non ha avuto esito positivo.

Al contrario, se i controlli formali dell’Agenzia delle Entrate hanno esito positivo viene rilasciata la ricevuta che attesta la “presa in carico” dell’istanza per successivi controlli più approfonditi.

Se, dopo aver inviato l’istanza, il contribuente si accorge di aver commesso qualche errore, può trasmettere una istanza sostitutiva fino al momento del rilascio della ricevuta relativa agli ulteriori controlli.

Considerando però i tempi brevi di erogazione del contributo a fondo perduto ed il conseguente rischio di ritardi ed intoppi nella sostituzione dell’istanza, l’Agenzia delle Entrate consiglia di prestare la massima attenzione nella fase di compilazione della domanda.

Domanda contributi a fondo perduto: pagamento dopo i controlli più approfonditi dell’Agenzia delle Entrate

Dopo la prima ricevuta di presa in carico, l’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli più approfonditi sui dati indicati nella domanda per i contributi a fondo perduto, verificando ad esempio che il codice fiscale del soggetto richiedente sia effettivamente l’intestatario o cointestatario dell’Iban indicato.

Al termine di tali controlli, il sistema dell’Agenzia emette:

  • in caso di esito negativo, una “ricevuta di scarto”
  • in caso di esito positivo, una seconda ricevuta che attesta l’”accoglimento” dell’istanza e l’esecuzione del mandato di pagamento del contributo sull’Iban indicato nell’istanza.

Dopo che il sistema ha concluso l’elaborazione per l’esecuzione del mandato di pagamento, non è più consentito inviare nuove istanze sostitutive, ma solo una rinuncia, che si può inviare anche dopo il 13 agosto 2020.

Ogni ricevuta (di scarto, di presa in carico e di accoglimento dell’istanza) viene messa a disposizione esclusivamente al soggetto che trasmette l’istanza nella sezione “ricevute” della propria area riservata dei servizi telematici.

Domanda contributi a fondo perduto tramite PEC se importo superiore a 150.000 euro

Se l’importo del contributo a fondo perduto spettante sia superiore a 150.000 euro, il modello di domanda pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, comprensivo del quadro A è predisposto in formato pdf, firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato, esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), all’indirizzo:

[email protected]

Solo in questo specifico caso si potrà inviare domanda tramite PEC. In tutti gli altri casi la sola procedura ammessa è quella telematica.

Contributi a fondo perduto: modulo di domanda ufficiale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate
Ecco il modello ufficiale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione della domanda dei contributi a fondo perduto previsti dall’articolo 25 del Decreto Rilancio per contrastare l’emergenza economica causata dal Covid-19

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