Conservazione fattura elettronica, mancata adesione come elemento di rischio

Fattura elettronica, mancata adesione al servizio di consultazione e conservazione dell'Agenzia delle Entrate come elemento di valutazione per l'analisi del rischio evasione. I dettagli nelle nuove FAQ pubblicate il 19 luglio 2019.

Conservazione fattura elettronica, mancata adesione come elemento di rischio

La mancata adesione al servizio di conservazione delle fatture elettroniche diventa uno degli elementi da valutare nell’ambito dell’attività di analisi del rischio evasione.

Le nuove FAQ sulla fatturazione elettronica pubblicate dall’Agenzia delle Entrate il 19 luglio 2019 svelano ulteriori dettagli su come saranno valutati i contribuenti titolari di partita IVA ai fini delle attività di controllo.

Che la fattura elettronica consentirà di velocizzare i controlli anti-evasione è un dato di fatto. Il tema si lega a doppio filo con l’adesione o meno al servizio di consultazione messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Nella FAQ n. 125 del 19 luglio 2019 viene tuttavia specificato che anche in caso di mancata adesione, l’Agenzia delle Entrate conserverà nei propri archivi i dati rilevanti ai fini fiscali ai fini dei controlli incrociati.

L’adesione al servizio di consultazione viene definita come una chiave per rendere più chiaro e trasparente il rapporto tra Fisco e contribuente. Il caso opposto diventa invece elemento di valutazione nell’ambito dell’analisi del rischio. Un vero e proprio avvertimento quello dell’Agenzia delle Entrate.

Conservazione fattura elettronica, mancata adesione come elemento di rischio

La mancata adesione al servizio per la consultazione e conservazione delle fatture elettroniche non inibirà i controlli incrociati da parte dell’Agenzia delle Entrate e non si creerà una disparità di trattamento rispetto a chi invece darà il proprio consenso all’archiviazione completa dei dati.

L’Agenzia delle Entrate risponde in maniera chiara con la FAQ n. 125, specificando che i dati rilevanti ai fini fiscali resteranno a propria disposizione anche nel caso in cui fosse previsto l’obbligo di cancellazione dei dati.

I dati conservati anche in caso di mancata adesione al servizio saranno tutti quelli di cui all’articolo 21, del DPR IVA, fatta esclusione di quelli relativi a natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi, compresi i dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica tramite il SdI.

La mancata adesione al servizio di consultazione ed acquisizione, la cui prima scadenza è fissata al 31 ottobre, avrà pochi effetti sulle attività di controllo automatizzato effettuate da parte dell’Agenzia delle Entrate ai sensi del decreto ministeriale del 4 agosto 2016:

“L’AE effettuerà i controlli incrociati, come oggi con i dati spesometro, anche domani con i dati fiscali che memorizzerà anche se dovesse eliminare il file completo della fattura elettronica.”

Parità di trattamento, o meglio controlli ulteriori su chi non aderirà al servizio di consultazione.

Consultazione fatture elettroniche come chiave di “trasparenza”

L’adesione al servizio di consultazione ed acquisizione dei dati delle fatture emesse e ricevute consente al contribuente di ritrovare in qualsiasi momento, e nei limiti temporali previsti dal provvedimento del 30 aprile 2018, le informazioni di proprio interesse sul portale Fatture e Corrispettivi.

Un servizio pensato non solo come supporto all’utente, ma anche come chiave per incrementare la compliance tra Fisco e contribuente.

L’Agenzia delle Entrate è chiara: chi aderisce al servizio che dà pieno potere di conservazione di tutti i dati contenuti nel fatture elettroniche contribuisce a rendere “più trasparenti e collaborativi” i rapporti con l’Amministrazione Finanziaria.

La mancata adesione al servizio di “Consultazione” rappresenterà un elemento di valutazione nell’ambito dell’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle Entrate.

Libertà di scelta, con opportuni avvertimenti.

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