Compensazione crediti con PA: il parere dell’Agenzia delle Entrate

Tommaso Gavi - Imposte

Compensazione crediti con PA, le proposte dell'Agenzia delle Entrate: eliminare la disciplina speciale, rendere strutturale la possibilità di pagamento dei tributi iscritti a ruolo inserendo anche quelli delle prestazioni professionali e rimuovere la data di scadenza per il pagamento. Le spiega il direttore Ruffini durante l'audizione del 21 luglio 2021 presso la Camera dei Deputati, VI Commissione Finanze.

Compensazione crediti con PA: il parere dell'Agenzia delle Entrate

Compensazione crediti con PA, nell’audizione del 21 luglio 2021 presso la Camera dei Deputati, VI Commissione Finanze, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha fornito il parere dell’Amministrazione finanziaria sulle varie proposte di legge in discussione.

Nell’ottica di una semplificazione della riscossione, Ruffini ha ricostruito il quadro normativo della compensazione dei crediti maturati dalle imprese e dai professionisti nei confronti della pubblica amministrazione ed ha poi proposto possibili miglioramenti ai progetti di legge in cantiere.

Per superare le problematicità della compensazione in sede di autoliquidazione delle imposte dirette, il direttore Ruffini ha proposto di introdurre in modo strutturale la possibilità di pagamento dei tributi iscritti a ruolo attraverso la compensazione con i crediti commerciali, certi, liquidi, esigibili e regolarmente certificati.

Tale proposta prevede l’eliminazione delle differenze tra il metodo della disciplina ordinaria e quello della disciplina speciale.

Compensazione crediti con PA: il parere dell’Agenzia delle Entrate

La compensazione dei crediti con la Pubblica Amministrazione è stata il tema centrale nell’audizione online del 21 luglio 2021 presso la Camera dei Deputati, VI Commissione Finanze.

Camera dei Deputati - Audizione del 21 luglio 2021 presso la VI Commissione Finanze
Audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate e Presidente dell’Agenzia delle entrate Riscossione Ernesto Maria Ruffini.

Nell’occasione il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha fornito il parere dell’Amministrazione finanziaria sulle varie proposte di legge in discussione.

Per promuovere una semplificazione della riscossione il direttore ha suggerito possibili miglioramenti ai progetti di legge in materia, dopo aver riepilogato il quadro normativo della compensazione dei crediti maturati dalle imprese e dai professionisti nei confronti della pubblica amministrazione.

Una parte dell’intervento si è concentrata sulla distinzione tra compensazioni con:

  • disciplina ordinaria, ovvero relative con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo;
  • disciplina speciale, destinata a misure per favorire il credito alla piccola e media impresa.

Il direttore ha poi ricordato come avviene il processo di certificazione del credito delle somme dovute per cartelle di pagamenti e avvisi.

Dal 2013 tale gestione è attuata tramite l’apposita “Piattaforma dei Crediti Commerciali” predisposta dalla Ragioneria generale dello Stato.

Le imprese possono accreditarsi e presentare la certificazione dei propri crediti. In seguito l’ente debitore deve versare all’agente della riscossione l’importo, entro 12 mesi dalla data della certificazione del credito.

Compensazione crediti con PA: come rendere strutturali le disposizioni

Un punto centrale dell’audizione tenuta presso la Camera dei Deputati, VI Commissione Finanze, è stata la possibilità di rendere strutturali le disposizioni di legge che permettono la compensazione di crediti.

Nello specifico le proposte di leggi in materia hanno come obiettivo quello di:

“rendere strutturali e non più temporanee le disposizioni di legge che riconoscono la possibilità di compensare i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione, con i debiti, derivanti da carichi affidati all’agente della riscossione e contenuti in cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo (…) e a estendere l’ambito applicativo dell’istituto della compensazione in argomento anche al pagamento delle imposte correnti dovute in base alle dichiarazioni dei redditi”

Tra le proposte del direttore dell’Agenzia delle Entrate c’è quella di cancellare il riferimento all’anno nel corso del quale può essere utilizzata la compensazione, inserita nella disciplina speciale.

Tale proposta necessiterebbe, per prima cosa, di un intervento normativo per integrare o sostituire il d.m. 24 settembre 2014.

Ulteriori osservazioni sono state avanzate da Ruffini in merito al mantenimento di entrambe le discipline che le nuove proposte di legge previste per compensare i crediti nei confronti delle amministrazioni pubbliche con i debiti riferiti a cartelle di pagamento e avvisi.

Tale meccanismo presenterebbe alcune incongruenze e una parziale sovrapposizione dell’ambito applicativo.

Ulteriori proposte di legge, inoltre, porterebbero ad un aggravio finanziario per l’Erario in quanto si chiederebbe all’Agenzia delle Entrate:

“di intrattenere continui rapporti con migliaia di enti pubblici debitori, al fine di riconciliare le operazioni di compensazione effettuate, verificare la restituzione delle somme compensate, fornire assistenza, informazioni e chiarimenti agli enti debitori, nonché gestire eventuali contenziosi.”

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe anticipare somme che, talvolta, potrebbero non essere recuperate.

In conclusione, il direttore Ruffini ha avanzato una proposta per superare le criticità determinate dalla compensazione in sede di autoliquidazione delle imposte dirette.

Tale proposta consiste nell’ introduzione in modo strutturale la possibilità di pagamento dei tributi iscritti a ruolo attraverso la compensazione con i crediti commerciali, certi, liquidi, esigibili e regolarmente certificati.

Verrebbero, in altre parole, eliminate le differenze dei due metodi attualmente a disposizione.

Per mettere in pratica tale proposta sarebbe necessario un intervento sulla disciplina ordinaria, ovvero sull’articolo 28-quater del Dpr n. 602/1973.

In tale disciplina si potrebbero far rientrare tra i crediti compensabili anche quelli relativi alle prestazioni professionali e si eliminerebbe la disciplina speciale.

Si dovrebbe inoltre rimuovere il limite della data entro la quale perfezionare la notifica della cartella e degli avvisi per i quali è possibile effettuare il pagamento in compensazione.

In conclusione, Ruffini sottolinea quanto segue:

“In tal modo sarebbe possibile utilizzare l’istituto della compensazione dei crediti commerciali – non prescritti, certi, liquidi ed esigibili – di qualsiasi tipologia, vantati nei confronti delle amministrazioni pubbliche, per il pagamento, in qualunque anno, delle somme iscritte a ruolo, di qualsiasi importo e a prescindere dalla data di notifica della cartella di pagamento”.

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