Più tempo per comunicare la cessione del credito di superbonus e altri bonus edilizi all’Agenzia delle Entrate

Ci sarà tempo fino al 4 aprile 2024 per inviare all'Agenzia delle Entrate la comunicazione della cessione del credito del superbonus e degli altri bonus edilizi. La conversione in legge del decreto Milleproroghe è stata approvata anche in Senato, confermando le novità inserite alla Camera. In settimana poi il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo DL sulle sanzioni fiscali

Più tempo per comunicare la cessione del credito di superbonus e altri bonus edilizi all'Agenzia delle Entrate

Il fisco protagonista della settimana dal 19 al 24 febbraio 2024, con diverse novità, dai bonus edilizi alla rottamazione quater, passando per le sanzioni fiscali.

L’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato la proroga per la comunicazione della cessione del credito, che dal 16 marzo passa al prossimo 4 aprile. Riguarda le spese sostenute nel 2023 e le rate residue per spese sostenute nel 2020, 2021 e 2022.

Il Senato, poi, ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto Milleproroghe 2024, confermando le novità introdotte nel passaggio alla Camera, tra queste la proroga della rottamazione quater al 15 marzo, il taglio dell’Irpef per gli agricoltori, la proroga del bonus casa under 36 e il rifinanziamento del bonus psicologo.

Nella riunione del 21 febbraio, inoltre, il Consiglio Ministri ha approvato il decreto sulle sanzioni fiscali, in attuazione della riforma fiscale. Si interviene sulla proporzionalità delle sanzioni amministrative e si va verso nuove cause di non punibilità.

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Più tempo per comunicare la cessione del credito di superbonus e altri bonus edilizi all’Agenzia delle Entrate

Il 22 febbraio è arrivata l’attesa proroga della scadenza relativa all’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate nel caso di scelta di cessione del credito o sconto in fattura per le spese relative al superbonus e agli altri bonus edilizi.

Come indicato nel provvedimento dell’Agenzia, la proroga è stata disposta per consentire ai contribuenti e agli intermediari di disporre di un maggiore lasso di tempo per trasmettere le comunicazioni.

Queste si riferiscono ai crediti dei bonus edilizi per le spese sostenute nel 2023 e alle rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020, 2021 e 2022.

Il termine inizialmente fissato al 16 marzo slitta dunque al 4 aprile 2024. Un rinvio già anticipato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, a seguito della richiesta avanzata al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e al Viceministro, Maurizio Leo.

Sempre in tema di bonus edilizi, un secondo provvedimento dell’Agenzia prevede una semplificazione degli adempimenti per gli amministratori di condominio per quanto riguarda la comunicazione dei dati relativi alle spese che rientrano nei bonus edilizi, sostenute nel 2023 sulle parti comuni di edifici residenziali.

Nello specifico, l’adempimento non è necessario se, in relazione agli interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, tutti i condomini abbiano scelto la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Decreto Milleproroghe: testo di conversione in legge approvato anche in Sentato

Il 21 febbraio è arrivata anche l’approvazione da parte del Senato del testo di conversione in legge del Decreto Milleproroghe 2024, confermando così le novità introdotte nel passaggio alla Camera la scorsa settimana.

In primo luogo diventa, quindi, ufficiale la proroga della rottamazione quater, con la nuova scadenza del 15 marzo che riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle.

Con la riapertura dei termini, quindi, sia coloro che sono in regola con i pagamenti che coloro che non hanno rispettato i termini previsti, i cosiddetti decaduti, avranno più tempo a disposizione. Viene conferma anche la possibilità di beneficiare della canonica tolleranza dei 5 giorni.

Nel Milleproroghe entrano anche altre novità quali:

  • la proroga del bonus casa under 36 al 31 dicembre 2024, con preliminare firmato entro il 31 dicembre 2023;
  • il taglio dell’IRPEF per gli agricoltori per il 2024 e il 2025;
  • il divieto di fatturazione per i sanitari anche nel 2024;
  • l’estensione del ravvedimento speciale alle dichiarazioni dei redditi presentate al 31 dicembre 2022;
  • la proroga al 31 dicembre 2024 del credito quotazione PMI;
  • il rifinanziamento del bonus psicologo 2024;
  • la proroga del termine per sottoscrizione/rinnovo contratti a termine per esigenze specifiche al 31 dicembre 2024;
  • l’estensione del periodo agevolato per beneficiare del bonus assunzione disabili under 35 rivolto agli ETS.

Sanzioni fiscali: novità in arrivo con il nuovo decreto

Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 21 febbraio ha dato il via libera al decreto che rivede le sanzioni fiscali, di attuazione della riforma fiscale, con l’obiettivo principale quello di razionalizzare il sistema sanzionatorio amministrativo e penale.

Come indicato nella bozza del testo in circolazione, le novità sono le seguenti:

  • si prevede un coordinamento delle sanzioni penali e amministrative considerando quelle già irrogate;
  • si riducono le sanzioni amministrative con un tetto massimo che scende al 120 per cento;
  • si prevede la non punibilità per omessi versamenti di IVA e ritenute se le cause, sopravvenute, non sono imputabili all’autore;
  • sempre per quanto riguarda IVA e ritenute, in caso di pagamento rateale in essere non scatta il reato tributario oltre la soglia dei 250 e 150 mila;
  • si introduce una non punibilità, in caso di incertezza normativa, per chi si adegua ai chiarimenti forniti con la presentazione della dichiarazione integrativa e il versamento dell’imposta dovuta entro 60 giorni dalla pubblicazione;
  • si prevede un aumento fino al doppio della sanzione per chi commette le stesse violazioni nei tre anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza che accerta la violazione o alla inoppugnabilità dell’atto;
  • si introduce un meccanismo di compensazione tra crediti maturati nei confronti della PA e debiti relativi alle imposte sui redditi emersi in seguito ad avvisi bonari;
  • si chiarisce la definizione di crediti non spettanti e crediti inesistenti.

Ad ogni modo per le conferme sarà necessario attendere il testo ufficiale.

Pensioni: le novità IRPEF nel cedolino di marzo 2024

In tema di pensioni l’Istituto annuncia che le novità derivanti dalla riforma IRPEF saranno applicate ai ratei delle prestazioni dell’Istituto (pensioni e prestazioni di accompagnamento alla pensione) dalla mensilità di marzo e non più da quella di aprile, come previsto in precedenza.

Come si legge nel messaggio n. 755 del 20 febbraio 2024, l’applicazione delle nuove aliquote, con il relativo conguaglio, è infatti, prevista con la prossima mensilità, in pagamento venerdì 1° marzo sia per coloro che ricevono le somme tramite Poste Italiane sia per chi la ottiene tramite le banche.

Dal prossimo cedolino di marzo 2024 verrà infatti riportata la seguente annotazione:

“Da questa mensilità la tassazione viene applicata sulla base degli scaglioni IRPEF del d.lgs. 216/2023.”

A partire dal 1° gennaio, infatti, le aliquote IRPEF e i relativi scaglioni di reddito sono stati rimodulati come riportato nella tabella riassuntiva.

Aliquote IRPEF 2024 Scaglioni di reddito
23 per cento Fino a 28.000 euro
35 per cento Da 28.001 a 50.000 euro
43 per cento Da 50.001

Il nuovo sistema IRPEF dovrebbe garantire un risparmio medio di circa 22 euro al mese.

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