Cessione del credito e sconto in fattura, fruizione in 10 anni anche per il superbonus

Tommaso Gavi - Imposte

Cessione del credito e sconto in fattura, per le operazioni perfezionate entro il 31 ottobre 2022 sarà possibile fruire del superbonus con tempi più lunghi: fino a 10 anni. La novità è contenuta nel testo ufficiale del Decreto Aiuti quater, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre. L’obiettivo dell’intervento è di aumentare la capienza fiscale di banche, intermediari, imprese e contribuenti.

Cessione del credito e sconto in fattura, fruizione in 10 anni anche per il superbonus

Cessione del credito e sconto in fattura, il superbonus sarà fruibile in 10 anni.

Lo prevede il Decreto Aiuti quater, DL n. 176/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre.

I crediti d’imposta che derivano dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre 2022 potranno essere ripartiti in 10 quote annuali.

L’obiettivo della misura è quello di aumentare la capienza fiscale di banche, intermediari finanziari, imprese e contribuenti coinvolti in interventi nell’ambito del superbonus.

I tempi di fruizione più lunghi, dunque, raggiungono il tempo previsto per le detrazioni di altri bonus edilizi, tra cui il bonus facciate e il bonus ristrutturazione.

Cessione del credito e sconto in fattura, fruizione in 10 anni anche per il superbonus

Continuano le novità in tema di cessione del credito e sconto in fattura. Il Decreto Aiuti quater, DL n. 176 del 2022, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre.

Il comma 4 dell’articolo 9 del decreto prevede che gli interventi per i quali sono state scelte le opzioni di fruizione indiretta (cessione del credito e sconto in fattura), con operazioni che si sono perfezionate entro il 31 ottobre scorso, possano essere ripartite in quote annuali.

Su richiesta del cessionario, si potrà fruire dell’agevolazione in un periodo di tempo più lungo, fino a 10 anni.

L’intervento permette di fatto di aumentare la capienza fiscale di banche, intermediari finanziari, imprese e contribuenti allungando i tempi di fruizione delle agevolazioni e allineandole a quelli già previsti per altri bonus edilizi.

Così come per il bonus facciate e il bonus ristrutturazione, ad esempio, anche gli importi relativi ad interventi di superbonus potranno essere “spalmati” in 10 anni.

Le regole finora in vigore prevedevano una fruizione in 4 o 5 anni, a seconda dell’anno di sostenimento delle spese:

  • dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, in 5 anni;
  • dal 1° gennaio 2022, in 4 anni.

Il periodo di tempo di 10 anni potrà essere fruito, per i crediti d’imposta non ancora utilizzati, inviando un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate in via telematica.

La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.

Da un lato la misura è una boccata d’ossigeno per le banche che hanno bloccato le richieste di nuove cessioni per esaurimento della capienza fiscale.

Dall’altra non risolve del tutto il problema di liquidità delle imprese che hanno optato per lo sconto in fattura. I crediti incagliati potrebbero essere sbloccati, tuttavia, dall’aumento della capienza fiscale delle banche.

Cessione del credito e sconto in fattura, si attende il provvedimento delle Entrate

La pubblicazione del Decreto Aiuti quater in Gazzetta Ufficiale sancisce l’entrata in vigore delle novità dal 19 novembre 2022.

Il testo del decreto, tuttavia, non scioglie tutti i dubbi sulle operazioni che rientrano nell’allungamento dei tempi di fruizione del superbonus.

Sarà infatti un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate a fornire le ulteriori modalità attuative delle disposizioni contenute nel Decreto Aiuti quater.

Tale provvedimento chiarirà soprattutto il requisito del perfezionamento delle operazioni.

Dovranno inoltre essere forniti i dettagli relativi alla procedura per poter scegliere di beneficiare dell’agevolazione in tempi più lunghi, fino a 10 anni.

In attesa di sapere ulteriori dettagli sulla misura messa in campo dall’Esecutivo non si escludono ulteriori interventi nella Legge di Bilancio 2023, soprattutto per le cessioni di crediti perfezionate successivamente al 31 ottobre 2022.

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