Carburanti, scatta la Fase 2 del taglio delle accise

Salvatore Cuomo - Imposte

Cambia il motore normativo che garantisce lo sconto di 17 centesimi alla pompa che, dopo i primi giorni coperti dal Decreto Ministeriale, è ora garantito dal Decreto Legge del Governo. Si attende un nuovo Consiglio dei Ministri per la proroga dopo il 6 agosto 2026

Carburanti, scatta la Fase 2 del taglio delle accise

Superate le prime ore di rodaggio, il taglio di 17 centesimi sul gasolio per autotrazione entra ufficialmente nella sua seconda fase normativa.

Da giovedì scorso l’architettura giuridica che sostiene lo sconto alla pompa ha cambiato pelle, con l’esaurimento degli effetti del Decreto Ministeriale il subentro formale delle disposizioni del Decreto Legge varato dal Governo.

Un passaggio di testimone invisibile per i consumatori che continueranno a vedere il prezzo ridotto ai distributori, anche se leggermente aumentato di circa 4 centesimi rispetto al 28 luglio scorso per effetto delle oscillazioni del prezzo di mercato, ma fondamentale per i conti dello Stato e per capire cosa succederà dopo la scadenza del 6 agosto.

Taglio delle accise fino al 6 agosto, tra Decreto Legge e Decreto Ministeriale

La coesistenza di due provvedimenti distinti non è un semplice “raddoppio burocratico”, ma una necessità tecnica legata a vincoli di competenza giuridica e a tempistiche di copertura finanziaria differenziate previste dall’ordinamento italiano.

Un unico strumento normativo infatti non sarebbe stato legalmente percorribile a causa della diversa natura gerarchica delle fonti del diritto e dei poteri costituzionali coinvolti.

Il Decreto Ministeriale è un atto amministrativo di secondo livello emanato dai ministeri competenti, in questo caso MEF e MASE che trova legittimità nell’art. 1, comma 290 della legge n. 244/2007 qui riportato:

“290. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini della tutela del cittadino consumatore, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, stabilite dal testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio.”

La norma delega ai ministeri competenti il potere di attivare in via immediata il meccanismo della cosiddetta accisa mobile, utilizzando esclusivamente l’extragettito IVA del mese precedente per calmierare i prezzi.

Tuttavia un DM non ha la forza giuridica per modificare il bilancio dello Stato, variare tasse al di fuori di questo perimetro rigido o stanziare fondi straordinari necessari per prolungarne gli effetti fino al 6 agosto.

Per fare questo è stato necessario un Decreto Legge, ovvero un atto dell’esecutivo con forza di legge approvato in Consiglio dei Ministri e firmato dal Presidente della Repubblica.

Il DL possiede la sovranità giuridica indispensabile per disporre nuove coperture finanziarie attingendo ad altri capitoli di spesa pubblica così che l’azione combinata dei due testi ha permesso di sommare le risorse dei due rispettivi “cassetti” normativi, garantendo il ribasso alla pompa senza un solo giorno di interruzione.

La ripartizione dei giorni e delle coperture

Come dicevamo con l’analisi della cronologia della misura, emerge chiaramente come i fondi non arrivino tutti dallo stesso canale, perché appunto nei primi giorni dello sconto sono stati coperti interamente dal Decreto Ministeriale che ha utilizzato le risorse derivanti dall’extra-Iva disponibile del mese di giugno calcolato sui rincari dei carburanti, il quale ha potuto garantire la copertura finanziaria soltanto per le prime 48 ore della misura.

Esaurito il “tesoretto” dell’accisa mobile, per estendere il taglio e coprire i giorni rimanenti della settimana le sole risorse ministeriali non erano più sufficienti e il Governo è dovuto intervenire d’urgenza varando il Decreto Legge per stanziare fondi straordinari supplementari pari a circa 125 milioni di euro ricavati da sanzioni Antitrust e altri residui economici così allungando la validità dello sconto fino alla scadenza del 6 agosto.

Perché il taglio lineare e non un bonus ISEE?

Altra riflessione è sulla decisione dell’esecutivo di intervenire direttamente sul prezzo alla pompa tramite la riduzione delle accise scartando l’ipotesi di un bonus carburante legato al reddito ISEE.

Una scelta che risiede nella duplice esigenza di un intervento immediato ed efficace dal punto di vista macroeconomico.

Un sussidio basato sull’ISEE avrebbe richiesto tempi tecnici lunghi per l’emanazione dei decreti attuativi e lo sviluppo di piattaforme digitali per le domande e i successivi controlli, lasciando cittadini e imprese privi di tutele nel momento di massimo picco dei prezzi.

Inoltre il taglio lineare delle accise produce un effetto calmierante immediato sull’intera catena di approvvigionamento.

Il gasolio non è infatti solo il carburante delle auto private, ma il motore del trasporto merci e della logistica. Abbatterne il costo alla fonte permette di bloccare sul nascere i rincari dei beni di prima necessità e alimentari che viaggiano su gomma offrendo uno scudo inflazionistico a beneficio di tutte le famiglie a prescindere dalla loro fascia di reddito.

L’orizzonte del 6 agosto in attesa dei dati IVA di luglio

La scelta di fissare la scadenza del Decreto Legge al prossimo 6 agosto non è affatto casuale ma risponde a una precisa strategia temporale ed economica dell’esecutivo.

Il Governo ha infatti già calendarizzato un Consiglio dei Ministri per la prossima settimana, perché solo allora i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze avranno finalmente sul tavolo i dati definitivi relativi all’extragettito IVA incassato dallo Stato nel corso del mese di luglio e sarà proprio quel monitoraggio a dettare la linea per il futuro prossimo dei carburanti.

Se i consumi e i prezzi di luglio avranno generato un nuovo e sufficiente margine fiscale di extra-Iva, il Governo avrà i numeri necessari per calcolare di quale importo e per quanto tempo potrà essere ulteriormente prolungata la riduzione delle accise sul gasolio ed eventualmente intervenire anche sulla benzina.

La partita del caro-carburanti resta dunque aperta con il Cdm della prossima settimana pronto a decidere se rinnovare o rimodulare lo sconto per il resto del mese di agosto.

Tutto questo in attesa degli auspicati sviluppi delle trattative tra USA e Iran in direzione di una pace definitiva e duratura, che cancelli le tensioni sui prezzi dell’energia e i blocchi dei traffici commerciali nel Mar Rosso, importante crocevia degli interessi economici del nostro Paese verso il Sud-Est asiatico.