Bonus benzina al posto del taglio delle accise? Tutti lo vogliono, ma resta una promessa

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

L'idea di un bonus benzina per i redditi bassi e per i lavoratori più colpiti dal caro carburanti cede nuovamente il passo al taglio delle accise. Dalle dichiarazioni del Ministro Urso fino all'approvazione del DL n. 113/2026, il confronto tra annunci e realtà dei fatti

Bonus benzina al posto del taglio delle accise? Tutti lo vogliono, ma resta una promessa

Il caro carburanti è destinato a incidere sulle vacanze estive, con i prezzi di benzina e diesel che hanno superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

Il decreto legge n. 113 approvato in Consiglio dei Ministri il 27 luglio 2026 ripropone il taglio delle accise, con una coperta limitata su due fronti: dal punto di vista temporale si applicherà solo fino al 6 agosto e, in parallelo, interesserà solo al gasolio.

Nessuno sconto quindi sui prezzi della benzina, mentre per il diesel sarà pari a 17 centesimi al litro. Sfuma nuovamente l’idea di prevedere, in luogo di mini-tagli generalizzati, un bonus a sostegno dei redditi più bassi.

Tutti lo vogliono, ma al momento resta una promessa. Una cronistoria dei fatti recenti e della discussione quantomai attuale sull’ipotesi di introdurre un bonus benzina per i lavoratori più esposti all’aumento dei prezzi.

Bonus benzina 2026 invece del taglio accise? Perché la misura resta al palo

La discussione sulla necessità di un bonus benzina si è riaccesa nelle ultime settimane, dopo che in un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica il Ministro Adolfo Urso, Titolare del MIMIT, si è dichiarato favorevole ad interventi mirati in favore di famiglie e lavoratori più esposti al caro carburanti.

Rispetto allo sconto sulle accise, Urso ha dichiarato di preferire misure più selettive, pur evidenziando la necessità di “monitorare gli eventi”. Una sponda aperta, quindi, senza però escludere un nuovo intervento per ridurre la componente fiscale che appesantisce i prezzi di benzina e diesel.

Sulla stessa linea le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera il 26 luglio. Il Ministro delle Imprese e il Made in Italy lega la previsione di un bonus per le famiglie più bisognose al tema delle risorse che si renderanno disponibili.

Ipotizzando un intervento diretto alle famiglie destinatarie della Carta dedicata a te (1,2 milioni di nuclei familiari), con un contributo extra pari a 100 euro, servirebbero 120 milioni di euro.

Al momento però non vi è nulla di concreto, se non ipotesi e idee che continuano a susseguirsi e che tornano ciclicamente in auge con l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi.

Per FMI e UPB il taglio accise è regressivo: servono sostegni mirati legati all’ISEE

È invece sotto gli occhi di tutti la coperta diventata ormai cortissima sul taglio delle accise, che dal 16 marzo è costato quasi 2 miliardi di euro, un conto al quale si aggiungono i 125 milioni di euro stanziati dal decreto legge del 27 luglio che ha introdotto lo sconto di 17 centesimi sul diesel fino al 6 agosto.

L’impatto del ritocco alle aliquote delle accise è però contestato da più parti: costituisce un aiuto a pioggia di natura regressiva, in quanto finisce con l’avvantaggiare chi spende di più.

Critiche in merito sono arrivate dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio che, nel corso dell’audizione del 28 aprile scorso sul Documento di finanza pubblica 2026, ha posto all’attenzione la necessità di sostegni alle fasce di popolazione più deboli, in linea con le indicazioni arrivate dalla Commissione Europea nello stesso mese di aprile.

Nell’ambito del piano AccelerateEU, l’Europa ha suggerito di intervenire con misure di sostegno a favore di consumatori, sia famiglie che imprese, prevedendo tra gli altri aiuti mirati in base al reddito, ma anche - guardando al tema del rialzo delle bollette - voucher energetici e sconti sugli oneri selettivi. Da agevolare inoltre forme di mobilità sostenibili così come il ricorso allo smart working per attutire l’impatto dell’aumento dei prezzi.

Sulla stessa linea il Fondo Monetario Internazionale, che al termine della missione in Italia (26 maggio 2026) ha “bacchettato” le scelte del Governo, evidenziando la necessità di sostituire la riduzione generalizzata delle accise su diesel e benzina con trasferimenti monetari mirate alle famiglie più vulnerabili.

Le proposte sul tavolo: bonus 100 euro con ISEE e fringe benefit fino a 200 euro

Le osservazioni che arrivano dagli organismi tecnici così come fuori dai confini nazionali fanno da sponda alle sollecitazioni al Governo che arrivano dai partiti di opposizione.

Unanime la richiesta che arriva dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle di introdurre, in parallelo al taglio delle accise, sostegni mirati in favore delle famiglie a basso reddito.

Su questo punto si segnala che già negli scorsi mesi, nel corso dei lavori per la conversione del Decreto legge n. 63/2026, erano stati presentati diversi emendamenti per introdurre un sistema di contributi diretti per l’acquisto di carburanti.

Per le famiglie l’idea era di introdurre un bonus fino a 100 euro per i titolari di ISEE non superiore a 20.000 euro, attingendo all’extra gettito IVA. In parallelo, un contributo fino a 200 euro per i lavoratori erogabile nel paniere dei fringe benefit, e quindi non per tutti ma subordinato alle logiche di incentivazione attivate caso per caso dalle aziende.

Al nulla di fatto degli scorsi mesi si affianca però ora il riaccendersi della discussione, in un periodo dove è difficile che arrivino nuovi interventi nell’immediato. Il Governo si prepara allo stop feriale, con l’ultimo Consiglio dei Ministri in programma per il 4 agosto e che dovrà analizzare la situazione e valutare un nuovo possibile intervento sulle accise.

In standby nelle settimane clou dell’estate anche i lavori del Parlamento, salvo contromosse per affrontare l’emergenza del caro prezzi.

La discussione slitta a settembre, vacanze senza sconti extra per le famiglie a basso reddito

In uno scenario carico di incertezze, l’unico elemento certo è che per gli automobilisti e i lavoratori in partenza per le vacanze, ad oggi non esiste alcun bonus benzina da richiedere o per cui fare domanda tramite ISEE.

L’unica misura attiva è l’intervento temporaneo sul gasolio - con uno sconto di 17 centesimi al litro valido solo fino al 6 agosto - mentre chi viaggia a benzina continuerà a pagare il prezzo pieno di mercato.

La partita sui sostegni selettivi alle famiglie a basso reddito e sui voucher per i dipendenti è ufficialmente rinviata alla ripresa dei lavori parlamentari a settembre, quando il nodo carburanti incrocerà inevitabilmente il cantiere della nuova Manovra di Bilancio.

Fino ad allora, il bonus benzina resta un’ipotesi sul tavolo, soppiantata dall’ennesimo intervento di emergenza.