Come si diventa avvocati nel 2026? La guida all’esame di Stato per i praticanti con le ultime novità sullo svolgimento delle prove alla luce della riforma dell’ordinamento della professione forense
Per diventare avvocati non è sufficiente conseguire una laurea in giurisprudenza.
L’esercizio della professione è legato all’iscrizione all’albo professionale dopo aver superato con successo l’esame di Stato.
In questa guida le istruzioni da seguire per poter accedere alle prove d’esame e le novità in vigore nel 2026 dopo l’introduzione delle nuove regole.
Esame di Stato avvocato 2026: istruzioni e requisiti
Esame di Stato avvocato: laurea e praticantato
Prima di focalizzare l’attenzione sull’esame di Stato è necessario premettere che il superamento delle prove è solamente uno dei passaggi da seguire per poter esercitare la professione.
Gli aspiranti avvocati, infatti, per prima cosa devono frequentare corsi universitari, di durata non inferiore a 4 anni, ed ottenere la laurea in giurisprudenza.
Ma non è tutto. Per poter arrivare a sostenere l’esame è necessario aver effettuato con successo un periodo di praticantato, detto pratica forense, che ha una durata di 18 mesi e nel rispetto dei criteri indicati nei commi da 40 a 45 della legge n. 247 del 2012 che disciplina l’ordinamento della professione forense.
Solo dopo aver concluso il periodo di pratica forense sarà possibile accedere all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Al superamento delle prove sarà possibile inviare la domanda di iscrizione all’albo al Consiglio dell’Ordine di riferimento.
Esame di Stato avvocato: le nuove regole dal 2026
La normativa che disciplina lo svolgimento dell’esame di Stato per diventare avvocato è stata oggetto di diverse modifiche negli ultimi anni a causa della pandemia da Covid che ha portato all’introduzione di una disciplina emergenziale, ormai superata.
Le disposizioni relative all’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato sono contenute nella già citata legge n. 247 del 2012, riviste dal decreto legge n. 100/2026.
In attesa dell’applicazione delle nuove regole previste dalla riforma dell’ordinamento forense (la legge n. 137 del 2026), di cui si attendono i decreti attuativi, l’esame di Stato si svolge secondo quanto previsto dal citato decreto legge n. 100/2026.
Per il 2026, dunque, l’esame di abilitazione alla professione forense si svolgerà in un’unica sessione annuale e sarà composto da:
- una prova scritta consistente nella redazione di un parere motivato;
- una seconda prova scritta consistente nella redazione di un atto giudiziario;
- una prova orale.
Le prove scritte si svolgeranno in presenza, utilizzando il PC e con il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza, presso le sedi di Corti di appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata di Bolzano della Corte di appello di Trento.
Esame di Stato avvocato 2026: la domanda di ammissione
A definire i tempi per la presentazione delle domande di ammissione all’esame di Stato, così come le date in cui saranno svolte le prove, è un apposito decreto del Ministero della Giustizia. Il bando relativo alla sessione 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 settembre.
Per poter partecipare alle prove d’esame è necessario, quindi, inviare un’apposita domanda per via telematica, seguendo le modalità indicate nel bando.
Per la sessione 2026, i candidati devono inviare la domanda tramite il sito del Ministero della Giustizia, sezione “Strumenti/Concorsi, esami, assunzioni”, dove previo accesso tramite SPID, CIE o CNS bisogna inserire tutti i dati richiesti.
In fase di domanda gli aspiranti avvocati devono procedere al pagamento della tassa di iscrizione e devono indicare il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, tra quelli compresi nel distretto della Corte di appello a cui è diretta la domanda, che ha certificato, o certificherà, lo svolgimento della pratica forense.
Sempre in fase di domanda è possibile esprimere l’opzione per le materie di esame a scelta.
I candidati con disabilità, poi, devono indicare l’ausilio necessario, l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi e produrre la relativa documentazione sanitaria.
Possono presentare la domanda di ammissione all’esame di abilitazione esclusivamente coloro che abbiano completato, o che intendono farlo, la pratica forense entro il giorno indicato nel bando del Ministero, per il 2026 il 10 novembre.
La richiesta si può inviare a partire dal 1° ottobre e fino alla scadenza fissata per l’11 novembre 2026. Si intende trasmessa quando il sistema genera la ricevuta con il codice identificativo e il codice a barre, che è messa a disposizione del candidato nella propria area riservata. In assenza di ricevuta la domanda si considera come non inviata.
La prova scritta si svolgerà dalle ore 9.00 dei giorni 15 e 16 dicembre 2026.
Esame di Stato avvocato 2026: come si svolgono le prove
Le disposizioni relative allo svolgimento delle prove d’esame, come detto sono quelle previste dall’articolo 1 del decreto legge n. 100/2026 per cui l’esame di Stato per l’esercizio della professione di avvocato si articola in due prove scritte e in una prova orale.
La prima prova scritta consiste nella redazione di un parere motivato su una questione proposta in una materia scelta dal candidato tra:
- diritto privato;
- diritto penale;
- diritto amministrativo.
La seconda prova scritta, invece, prevede la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un caso pratico proposto in una materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale e il diritto amministrativo.
Il candidato sceglie la materia predisponendo uno dei pareri ed uno degli atti giudiziari dettati dal presidente della commissione d’esame.
La prova scritta è valutata da ogni componente della sottocommissione d’esame che può assegnare fino a 10 punti di merito. Sono ammessi alla prova orale i candidati che ottengono almeno 18 punti. I candidati avranno 7 ore di tempo a disposizione per l’elaborato.
La prova orale, invece, si articola in tre fasi:
- la soluzione di un caso pratico che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, in una materia scelta preventivamente dal candidato tra:
- diritto civile;
- diritto penale;
- diritto amministrativo.
- la risposta a tre quesiti:
- il primo in materia di diritto processuale, civile o penale, a scelta del candidato;
- il secondo in materia di diritto sostanziale, civile, penale o amministrativo, a scelta del candidato;
- il terzo in materia di diritto costituzionale, commerciale, del lavoro, ecclesiastico, internazionale privato e processuale, dell’Unione Europea o tributario, a scelta del candidato.
- un quesito in materia di ordinamento, deontologia e previdenza forense.
Sono giudicati idonei i candidati che nella prova orale ottengono un punteggio complessivo di almeno 90 punti e un punteggio non inferiore a 18 punti in ciascuna delle materie.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Esame di Stato avvocato 2026: istruzioni, requisiti e modalità di svolgimento