Un settembre di impegni e di aspettative

Salvatore Cuomo - Fisco

Uno sguardo al calendario fiscale di settembre: impegni e aspettative. Non solo scadenze, ma tante questioni di cui tener conto: un'analisi critica sul mese in arrivo.

Un settembre di impegni e di aspettative

Siamo ancora alle prese con foto e video delle nostre vacanze spensierate, condivise sui social, ma eccoci ormai in prossimità di settembre, un mese particolarmente ricco di adempimenti e scadenze.

Saranno 30 giorni fitti: dal termine del 2 settembre per le istanze del fondo perduto stagionale al quello del 10 settembre per l’invio della dichiarazione dei redditi da parte di coloro che intendono fruire del fondo perduto reddituale, arrivando al 15 settembre per il versamento di imposte e contributi derivanti dalla dichiarazione dei redditi e concludendo il 30 settembre con le domande di esonero contributivo INPS da parte di coloro che potranno fruirne, avendone i requisiti, e con la presentazione del modello 730.

Queste sono incombenze che si aggiungono alle ordinarie scadenze come i versamenti del 16 settembre o la Lipe del secondo trimestre 2021.

Un settembre di impegni e di aspettative fiscali

Non bisogna comunque dimenticare che il mese di agosto ha comunque visto più di 150 scadenze per adempimenti a vario titolo previsti dalla variegata normativa tributaria nella quale ci barcameniamo quotidianamente.

È vero, stiamo vivendo gli strascichi della pandemia, ad ora non ancora debellata ma discretamente arginata dalla campagna di vaccinazione, che, nonostante le perplessità di alcuni, ha ormai raggiunto oltre il 60 per cento della popolazione.

Questo ha consentito la ripresa di buona parte delle attività economiche: gli indicatori positivi, oltre le previsioni, stanno facendo ipotizzare ad alcuni l’inizio di una nuova fase di boom economico sulla falsariga di quanto avvenuto a cavallo degli anni ’50 e ’60.

Questa euforia non deve far dimenticare le categorie economiche che ancora oggi sono oggetto di limitazione o comunque esercitano una attività limitata in conseguenza della diminuita mobilità internazionale per la pandemia.

Basta pensare al turismo che, pur apparentemente in ripresa sia per la mobilità interna che in ambito EU grazie al green pass, patisce la mancanza quasi totale di presenze extraeuropee con maggiore capacità di spesa.

Ci sono, ad esempio, grandi alberghi che rinviano l’apertura e conseguentemente l’indotto delle forniture horeca ne risente, c’è il personale in cassa integrazione, si sente l’impatto sulle guide turistiche, sulle attività commerciali che vivono grazie agli acquisti dei turisti.

Uno sguardo sul fisco, le prospettive di settembre

Nel frattempo in questo agosto non sono mancati spunti di riflessione come l’intervista al direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che di fatto ha rimarcato il suo voler proseguire nella politica di disintermediazione del rapporto fisco-contribuente posta in essere dalla Agenzia, un obiettivo che a mio parere non potrà essere raggiunto se non con un deciso sfrondamento della pervasiva normativa fiscale.

Eloquente è il risultato raggiunto dal modello 730 precompilato che dopo dieci anni dalla sua introduzione è utilizzato da un 15% circa dei potenziali fruitori.

Da segnalare anche l’intervista al presidente dell’ABI Patuelli che auspica una riduzione dell’imposizione fiscale sul lavoro e sulle imprese, in particolare per rendere fiscalmente attrattivo il nostro paese agli occhi degli investitori stranieri e consolidare la ripresa.

Al centro dell’attenzione anche il tema dei prestiti garantiti dallo Stato i quali hanno avuto un impatto positivo sulla economia iniettando quella liquidita che i mercati finanziari non avrebbero potuto erogare e che dovrebbe essere consentita oltre l’attuale termine oggi fissato al 31 dicembre 2021 qualora in autunnosi verifichi una recrudescenza della pandemia.

La questione della liquidità peraltro si innesta anche nel più ampio complesso tema della ripresa della attività di riscossione da parte della PA, che riguarda un abnorme numero di cartelle che nel frattempo si sono accumulate e che pur gradualmente dovranno essere notificate. A tutto ciò si aggiunge il pagamento entro settembre di quanto già oggetto di sospensione al 31 agosto.

Mettere in atto un processo graduale, con una oculata calendarizzazione di adempimenti e versamenti senza un impatto eccessivo sul cash flow delle casse erariali, è possibile se la volontà politica avrà la forza di imporsi.

La ripresa delle attività di Governo e Parlamento non può trascurare tutto questo.

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