Business plan: definizione e linee guida

Giuseppe Moschella - Controllo di gestione

Cos'è un business plan, a cosa serve e come si compila? Di seguito le modalità di composizione, la struttura e le informazioni indispensabili da inserire in un piano di impresa.

Business plan: definizione e linee guida

Il business plan è un documento che serve a dare una definizione ad un determinato progetto d’impresa, individuando linee strategiche e obiettivi, e che permette di effettuare la pianificazione economica e finanziaria del progetto.

Il business plan può essere considerato uno strumento fondamentale per l’impresa, in particolare per la necessità che hanno gli imprenditori di avere sempre una maggiore consapevolezza degli approcci alla gestione e allo di sviluppo dell’impresa, in più il business plan è alla base della pianificazione strategica dell’impresa.

Con il business plan vengono simulate le dinamiche aziendali nel medio-lungo termine, ed è costituito da una serie di documenti atti a rappresentare un’idea imprenditoriale.

Il piano ha una funzione interna, che è quella di informare e guidare il management nei processi decisionali, e una funzione esterna, proponendo un progetto imprenditoriale ai terzi cercando di convincere in particolari gli operatori economici estranei all’impresa, sulla credibilità di un determinato business aziendale.

Il documento contiene un insieme di descrizioni (per esempio è descritto il business) di numeri (Stato patrimoniale, il conto economico ed il prospetto di tesoreria) e di analisi e riscontri tecnici, logici, qualitativi e quantitativi.

Cos’è un business plan e come si compila: composizione e struttura

Il business plan è articolato in sezioni che devono essere redatte con rigore ed efficacia comunicativa.

La sua preparazione è un lavoro complesso, e risente molto delle finalità per cui è redatto in quanto dovrà permettere:

  • all’imprenditore di valutare la validità della sua idea;
  • ai finanziatori esterni (rappresentati da istituti di credito, amministrazioni sovranazionali, nazionali e locali) di valutare la validità del progetto;
  • la valutazione del potenziale commerciale ed innovativo del progetto.

Non esiste un modello prestabilito di business plan, ma è possibile individuare dei requisiti minimi di forma e contenuto dai quali non si può prescindere.

Nella parte iniziale sarà necessario effettuare un riassunto per sintetizzare l’iniziativa, gli obiettivi, le strategie, i costi, i finanziamenti richiesti e l’uso che si intende fare degli stessi, e inoltre preferibile riportare in allegato le parti non strettamente attinenti (come informazioni di supporto) ed gli eventuali curricula dei soci.

Nella prima parte del business plan dovrà essere redatta una presentazione dell’impresa nella quale andranno riportate tutte le informazioni relative alla struttura societaria, all’oggetto sociale, all’organizzazione, al campo di attività e alle sue prospettive future.

Se l’impresa è una realtà già operativa è importante introdurre chi legge il documento alla sua storia (costituzione, modifiche dell’assetto societario, situazione economico finanziaria e tutti gli altri elementi che consentono di fornire un quadro complessivo dell’azienda) riportando ad esempio eventualmente eventi significativi del passato, come la realizzazione di precedenti progetti, i risultati conseguiti, ecc.

Per una nuova attività invece è opportuno riportare gli stadi di sviluppo dell’iniziativa in corso, le fasi che sono state completate, quelle ancora da completare o da avviare.

Relativamente al management si dovranno indicare i responsabili della gestione con le rispettive funzioni, i ruoli, le mansioni e le funzioni di controllo da essi svolti (funzione organizzativa), nonché la gestione dei meccanismi di coordinamento (funzione politica) all’interno dell’impresa e nei rapporti con l’esterno.

Il programma di business proposto, va descritto in maniera sintetica evidenziando ciò che si intende realizzare, l’ubicazione, e per grandi linee le spese preventivate.

È necessario indicare le ragioni produttive, commerciali ed economiche che hanno determinato la decisione dell’investimento, e gli effetti produttivi attesi a seguito della realizzazione dell’investimento.

Uno spazio dovrà essere riservato ai prodotti e/o servizio offerti, non limitandosi ad una semplice elencazione, ma l’attenzione deve spostarsi sulle utilità percepite dal consumatore e sull’analisi della capacità dei beni e servizi di soddisfare il bisogno del consumatore.

Business plan: il mercato di riferimento

La validità di qualsiasi progetto (nuovo o in ampliamento), in termini di potenzialità e prospettive, potrà essere compresa solo dopo un’attenta analisi del mercato di riferimento.

All’interno del mercato bisognerà individuare il target di consumatori a cui ci si rivolge, ovvero quel particolare segmento di domanda che individua un gruppo di potenziali acquirenti che possiedono caratteristiche simili.

Con riferimento alla domanda, l’analisi di mercato dovrà, a seguito della identificazione del gruppo di clienti, concentrarsi sulla descrizione del processo di commercializzazione del prodotto/servizio e sulle modalità di formazione del prezzo, e con riferimento all’offerta si dovrà valutare l’esistenza di concorrenti già presenti o di potenziali nuovi concorrenti e il loro posizionamento sul mercato.

Andrà inoltre verificata l’esistenza delle barriere all’entrata come barriere legali, economiche, o tecnologiche.

Cos’è un business plan: organizzazione dei fattori produttivi e impatto ambientale

Relativamente all’organizzazione dei fattori produttivi, si dovrà descrivere il processo produttivo attuale e/o quello conseguente all’investimento proposto, dovranno essere riportati sia i fattori produttivi disponibili e quelli da acquisire.

Il programma di spesa deve essere dettagliato in maniera completa, riportando (ad esempio) anche le spese non agevolabili.

Altro aspetto riguarda l’impatto ambientale, e in merito andranno forniti tutti gli elementi necessari a identificare gli obblighi in materia, previsti dalle normative vigenti che derivano dall’esercizio dell’attività e dalla realizzazione del programma.

Business plan: le risorse finanziarie

Anche le risorse finanziarie con cui si prevede di sostenere l’attività proposta andranno indicate nel business plan effettuando una distinzione tra le fonti presenti all’interno (capitale sociale, utili e finanziamenti dei soci) e le fonti esterne (finanziamenti commerciali, debiti verso banche e istituti finanziari, mercati azionari ed obbligazionari, leasing, fondi pubblici ed agevolazioni finanziarie e/o fiscali da leggi speciali).

Per una corretta elaborazione del piano finanziario dell’impresa è dunque necessario individuare il giusto mix tra capitale proprio e quello di terzi.

Business plan: le strategie commerciali

Una parte del business plan sarà infine dedicata alla descrizione delle strategie commerciali che dovranno essere intraprese dall’impresa proponente, che dovrà individuare le leve del marketing (posizionamento del prodotto, sistema dei prezzi, canali distributivi, politica finanziaria, organizzazione commerciale, politica commerciale) che permettano all’impresa di conseguire un vantaggio competitivo.