Bonus sport 2022, pronte le regole per il credito d’imposta attività fisica adattata

Bonus sport 2022, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16 giugno il decreto MEF relativo al credito d'imposta per l'attività fisica adattata. Sarà riconosciuto per le spese sostenute nell'anno in corso e le regole per fare domanda saranno pubblicate entro 90 giorni dall'Agenzia delle Entrate.

Bonus sport 2022, pronte le regole per il credito d'imposta attività fisica adattata

Bonus sport, tutto pronto per l’avvio del credito d’imposta per l’attività fisica adattata.

A definire le regole attuative dell’agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2022 è il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato il 16 giugno in Gazzetta Ufficiale.

Per il via alle domande di accesso al bonus la palla passa ora nelle mani dell’Agenzia delle Entrate, chiamata a mettere a disposizione il modello telematico e le relative istruzioni.

Bonus sport 2022, pronte le regole per il credito d’imposta attività fisica adattata

A determinare l’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario saranno le richieste trasmesse all’Agenzia delle Entrate.

Il valore massimo del bonus per lo sport adattato sarà infatti determinato tenuto conto del limite massimo complessivo stanziato, pari a 1,5 milioni di euro per l’anno 2022.

Il decreto del MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16 giugno non prevede quindi una percentuale predeterminata, ma il tutto sarà stabilito successivamente, una volta concluso il periodo di presentazione delle domande.

Si ricorda che ad istituire il credito d’imposta per l’attività fisica adattata è stato l’articolo 1, comma 737 della Legge di Bilancio 2022. Il bonus si applica per le spese documentate sostenute nell’anno, nell’ambito dello sport adattato definito dal decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 come:

“programmi di esercizi fisici, la cui tipologia e la cui intensità sono definite mediante l’integrazione professionale e organizzativa tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS) e medici specialisti e calibrate in ragione delle condizioni funzionali delle persone cui sono destinati, che hanno patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate o disabilità fisiche e che li eseguono in gruppo sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, in luoghi e in strutture di natura non sanitaria, come le palestre della salute, al fine di migliorare il livello di attività fisica, il benessere e la qualità della vita e favorire la socializzazione.”

Si tratta sostanzialmente di programmi sportivi adattati sulla base di specifiche esigenze per persone con bisogni particolari e patologie, che vedono collaborare medici e professionisti del settore.

Nell’ambito di queste attività sarà quindi possibile fruire del bonus sport, presentando domanda all’Agenzia delle Entrate.

Decreto MEF 5 maggio - Gazzetta Ufficiale 16 giugno 2022
Definizione delle modalità attuative del credito d’imposta relativo alle spese sostenute per fruire di attività fisica adattata

Bonus sport adattato, domanda all’Agenzia delle Entrate e utilizzo in dichiarazione dei redditi

Entro 90 giorni dalla data di pubblicazione e entrata in vigore del decreto MEF, l’Agenzia delle Entrate sarà chiamata ad emanare un provvedimento contenente le modalità operative per l’accesso al credito d’imposta.

Sulla base di quanto previsto dal decreto, le persone fisiche potranno beneficiare del bonus sport presentando domanda all’Agenzia delle Entrate, indicandovi l’importo agevolabile sostenuto nel corso del 2022 per l’attività fisica adattata.

Alla chiusura dello sportello per le domande telematiche, l’Agenzia delle Entrate definirà sulla base del rapporto tra l’importo delle risorse stanziate e delle spese agevolabili la percentuale di credito d’imposta spettate a ciascun richiedente.

Il bonus riconosciuto non potrà essere cumulato con altre agevolazioni fiscali riconosciute sulle stesse spese, e ai fini dell’utilizzo sarà necessario indicare l’importo del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi 2023. L’importo non utilizzato nella dichiarazione dell’anno di riferimento potrà essere fruito in quelli successivi.

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