Cucina nuova a prezzo scontato: quando spetta il bonus del 50%

Anche la cucina rientra nel bonus mobili 2026: le regole per ottenere lo sconto fiscale del 50 per cento per l'acquisto di arredi, piano cottura ed elettrodomestici

Cucina nuova a prezzo scontato: quando spetta il bonus del 50%

L’acquisto di una nuova cucina rappresenta spesso la voce di spesa più consistente in un progetto di arredo.

Anche nel 2026, è possibile ammortizzare tale investimento grazie al cosiddetto bonus cucine, il quale non è un’agevolazione autonoma, bensì parte della più ampia detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Si tratta di un’agevolazione strettamente connessa alla realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio, che consente di recuperare il 50 per cento delle spese sostenute sotto forma di detrazione IRPEF.

Bonus cucina 2026: come funziona e requisiti tecnici

La cucina, intesa come insieme di mobili (basi, pensili, isole) ed elettrodomestici, rientra pienamente nel perimetro del bonus mobili 2026.

Anche per le spese sostenute dal 1° gennaio di quest’anno, e fino al 31 dicembre, è confermata l’aliquota della detrazione al 50 per cento della spesa sostenuta e la ripartizione del rimborso in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF).

Lo sconto non sarà quindi riconosciuto in automatico al momento dell’acquisto, ma mediante rimborso fiscale da richiedere in dichiarazione.

Il tetto massimo di spesa agevolabile è fissato a 5.000 euro. Tale limite è complessivo per tutti gli arredi e gli elettrodomestici che si intende portare in detrazione, e riguarda l’intera unità immobiliare (comprese le pertinenze). Superata questa soglia, la detrazione non si calcolerà le eccedenze.

L’aspetto fondamentale da monitorare per capire se si può beneficiare dello sconto fiscale per la nuova cucina è la correlazione temporale con i lavori edilizi.

Il bonus mobili spetta infatti solo a chi effettua lavori di ristrutturazione inclusi nel relativo bonus fiscale, e per beneficiarne nel 2026 è necessario che l’intervento di ristrutturazione sia iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2025.

Cosa rientra nel bonus cucine: mobili, illuminazione ed elettrodomestici scontati al 50 per cento

L’agevolazione copre due macro-categorie di acquisti necessari alla composizione dell’ambiente cucina:

  • componenti d’arredo, quindi mobili contenitori, pensili, tavoli, sedie, credenze e l’illuminazione specifica per l’ambiente;
  • grandi elettrodomestici, cioè apparecchiature fondamentali per il funzionamento della cucina, purché rispettino le seguenti classi energetiche minime: Classe A per i forni; Classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie; Classe F per frigoriferi e congelatori.

Rientrano nell’agevolazione anche i piani cottura (inclusi quelli a induzione), i forni a microonde e le cappe.

La detrazione spetta anche per le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché sostenute con le medesime modalità di pagamento tracciabili richieste per i beni stessi.

Quali lavori edilizi sbloccano il bonus per l’acquisto di cucina ed elettrodomestici

Come già specificato, non basta acquistare una cucina per ottenere il bonus, ma è indispensabile che l’immobile sia oggetto di determinati interventi edilizi.

Per le singole unità abitative, sono ammessi:

  • manutenzione straordinaria: come il rifacimento degli impianti (idrico o elettrico) o lo spostamento di tramezzi;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Non sempre però è richiesto un lavoro di ristrutturazione inteso come modifica degli ambienti della propria abitazione. A titolo di esempio, anche l’installazione di climatizzatori a pompa di calore, rientranti nel perimetro del bonus ristrutturazione, sblocca la fruizione del bonus fiscale per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Si specifica invece che la semplice manutenzione ordinaria (come la sola tinteggiatura delle pareti o la sostituzione dei sanitari) non dà diritto al bonus sulle singole abitazioni, e quindi non costituisce un intervento trainante ai fini del bonus mobili.

Modalità di pagamento e tracciabilità

Per non perdere il diritto alla detrazione sulle spese sostenute per la nuova cucina, è obbligatorio che il pagamento avvenga tramite strumenti tracciabili.

Sono ammessi:

  • bonifico bancario o postale;
  • carta di debito o carta di credito.

È invece escluso l’uso di assegni o contanti.

In caso di acquisto della cucina tramite finanziamento a rate, la detrazione è ammessa a condizione che la finanziaria paghi il fornitore con i metodi sopra indicati e il contribuente conservi la ricevuta del pagamento.

Obblighi documentali e comunicazione ENEA

Dal punto di vista pratico, il bonus cucine si recupera in dichiarazione dei redditi, in 10 rate. Valgono quindi le regole in materia di conservazione dei documenti di spesa e ai fini di un eventuale controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, è necessario conservare con cura:

  • le fatture di acquisto dettagliate (natura, qualità e quantità dei beni).
  • le ricevute dei bonifici o le ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti con carta.
  • la documentazione di addebito sul conto corrente.

Inoltre, per l’acquisto di forni, frigoriferi, lavastoviglie e piani cottura elettrici, sussiste l’obbligo di inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dal collaudo.

Si ricorda, tuttavia, che la mancata o tardiva comunicazione non pregiudica la fruizione della detrazione fiscale, come chiarito dalla prassi amministrativa.

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