Oblio oncologico, dall’ADI al programma GOL: più tutele sul lavoro

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Accesso facilitato alle politiche attive del lavoro per chi ha vinto la battaglia contro il tumore. Dall'assegno di inclusione al programma GOL, tutte le misure e le prestazioni a cui è possibile avere accesso

Oblio oncologico, dall'ADI al programma GOL: più tutele sul lavoro

Più tutele sul lavoro per gli ex malati oncologici. Chi ha superato un tumore è ora considerato come un soggetto in condizione di fragilità e pertanto potrà avere accesso facilitato alle misure di politica attiva e alle prestazioni di inclusione sociale.

Queste persone sono, quindi, comprese di diritto tra i possibili beneficiari dell’assegno di inclusione, del supporto per la formazione e il lavoro, del programma GOL e di altre misure previste dall’ordinamento.

A stabilirlo è il nuovo decreto del Ministero del Lavoro che attua le disposizioni della legge in materia di oblio oncologico.

“Con questo decreto compiamo un passo che tocca la vita concreta delle persone: rendere pienamente operative le tutele previste dalla legge sull’oblio oncologico significa affermare con chiarezza che la guarigione deve coincidere con un nuovo inizio, libero da paure, pregiudizi e barriere ingiustificate. Il provvedimento garantisce strumenti reali per accompagnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze di ciascuno.”

Questo il commento della Ministra Marina Calderone in una nota pubblicata sul sito istituzionale.

Oblio oncologico, dall’ADI al programma GOL: più tutele sul lavoro

Il nuovo decreto del Ministero del Lavoro concretizza una delle previsioni della legge n. 193/2023 sull’oblio oncologico, con disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche.

Uno degli obiettivi della legge è quello di assicurare a chi ha affrontato una patologia oncologica una parità di opportunità nell’inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi.

Si tratta di una parte fondamentale per l’attuazione della legge e l’attesa operatività delle tutele previste per gli ex malati di cancro.

Il provvedimento arriva a pochi giorni da quello emanato dall’IVASS (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) che certifica la parità tra i guariti da un tumore e chi invece non ne ha mai incontrato uno nella vita.

Nella pratica, il nuovo decreto assimila tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità che possono accedere alle specifiche misure di politica attive previste dalla legge italiana.

I guariti da malattia oncologica, pertanto, sono ricompresi tra i beneficiari di una serie di misure e prestazioni, dal Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) all’assegno di inclusione (ADI) e il supporto per la formazione e il lavoro (SFL).

Il decreto specifica, inoltre, che nella definizione di “persone guarite da patologie oncologiche” rientrano non solo i soggetti dichiarati guariti dal cancro ma anche le persone che, pur in assenza di evidenza attuale di malattia, sono sottoposti a trattamenti prolungati come trattamenti adiuvanti o di follow up. Una condizione, quest’ultima, che non consente di essere ritenuti malati ma non permette ancora di essere dichiarati guariti.

Le misure specifiche di politica attiva del lavoro a cui è possibile accedere

Come anticipato, le persone guarite da patologie oncologiche o comunque sottoposte a trattamenti adiuvanti o di follow up sono considerate “soggetti in condizione di fragilità” e, in quanto tali, sono ricompresi tra i beneficiari di una serie di misure di politica attiva.

Nello specifico possono accedere:

  • al Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori (Programma GOL), che consente ai fragili e ai vulnerabili, indipendentemente dalla presenza di un sostegno al reddito, di seguire un percorso mirato al lavoro e all’inclusione;
  • al Fondo Nuove Competenze, la misura che favorisce le opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze per adattarsi al meglio alle condizioni mutevoli del mercato di lavoro. Il FNC riconosce un contributo economico ai datori di lavoro privati che stipulano accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro per consentire ai dipendenti di seguire percorsi di sviluppo delle competenze;
  • all’assegno di inclusione (ADI), la misura di sostegno economico e di inclusione sociale che ha sostituito il reddito di cittadinanza. È dedicata ai nuclei familiari con componenti fragili: i minori, over 60, persone con disabilità, persone in condizioni di svantaggio seguite dai servizi sociosanitari;
  • al supporto per la formazione e il lavoro (SFL), la misura di attivazione al lavoro che riconosce un’indennità economica per la partecipazione alle misure di attivazione lavorativa. è dedicata alle persone occupabili (cioè abili al lavoro), tra i 18 e i 59 anni, che non rientrano nei criteri previsti per l’ADI, ma che si trovano in condizioni di fragilità economica o rischio di esclusione sociale;
  • agli accomodamenti ragionevoli, come definiti dall’articolo 2 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che consistono nelle modifiche e negli adattamenti necessari e appropriati, che non impongono un onere sproporzionato o eccessivo, da adottare su richiesta della persona, per garantire il godimento effettivo e tempestivo, su base di uguaglianza con gli altri, dei diritti civili e sociali, in particolare per un lavoro dignitoso, inclusivo e compatibile con la loro salute. Nello specifico, i datori di lavoro, previa integrazione della valutazione dei rischi e sentito il medico competente, sono tenuti ad adottare misure che permettano ai lavoratori di rientrare o mantenere il posto di lavoro, conciliare le esigenze di cura con l’attività lavorativa ed evitare discriminazioni.

Come indicato nella nota pubblicata sul sito del Ministero, nel caso di accesso all’ADI e al SFL devono anche essere rispettati i requisiti economici previsti dalla normativa.

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