Il limite di 5.000 euro per la detassazione dei premi di produttività si applica anche in caso di conversione in benefit aziendali, che sono totalmente esclusi dal reddito
Detassazione per tutti i premi di produttività fino al limite di 5.000 euro: fisco leggerissimo per le somme aggiuntive in busta paga ed esenzione completa per i benefit aziendali.
La modalità di erogazione non incide sul limite complessivo da rispettare. A confermarlo è l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 22 del 9 giugno.
Benefit aziendali come premi di produttività detassati fino a 5.000 euro
La necessità di fare chiarezza arriva proprio dalle ultime novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sui premi di produttività riconosciuti a lavoratrici e lavoratori dipendenti: l’estensione del limite da 3.000 a 5.000 euro e l’ulteriore riduzione dell’aliquota da applicare dal 5 all’1 per cento per il 2026 e il per il 2027.
Al centro delle modifiche ci sono le disposizioni della Legge di Stabilità del 2016 che ha introdotto un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali per le somme erogate dai datori di lavoro per “incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili” in presenza di specifici requisiti dell’azienda e del lavoratore. E ha previsto la possibilità alternativa di ottenere dei benefit aziendali completamente detassati, dai contributi per salute e previdenza al rimborso degli abbonamenti ai mezzi pubblici.
| Condizioni per l’erogazione del premio | Incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base dei criteri” stabiliti dalla normativa |
|---|---|
| Principale requisito dell’azienda | Firma e deposito del contratto di produttività |
| Principale requisito del dipendente | Reddito dell’anno precedente fino a 80.000 euro |
Come sottolinea l’Agenzia delle Entrate, fin da principio la normativa ha stabilito il doppio binario:
- premi in denaro con tassazione agevolata;
- trasformazione in benefit aziendali che, sulla base delle regole previste dall’articolo 51 del TUIR, non concorrono alla formazione del reddito.
“Sulla base di una lettura logico-sistematica delle disposizioni, deve ritenersi che, anche nell’ipotesi in cui il lavoratore opti – in base al comma 184 (della Legge di Stabilità 2016) – per l’erogazione del premio in forma di benefit aziendale di cui all’articolo 51 del TUIR, trovi applicazione il nuovo limite di imponibile di 5.000 euro previsto dalla legge di bilancio 2026”
Si legge nel documento pubblicato ieri, 9 giugno.
Premi di produttività in denaro o come benefit: doppio binario, unica soglia
Anche se la Manovra 2026 non si riferisce esplicitamente al passaggio normativo che prevede il trattamento fiscale alternativo per l’erogazione dei premi tramite benefit aziendali, la lettura coordinata delle regole di tassazione previste confermano un’applicazione delle novità ad ampio raggio.
Dal punto di vista pratico, quindi, sia per il 2026 che per il 2027 la lavoratrice o il lavoratore che ha diritto al premio di produttività potrà scegliere di ottenere le somme in denaro, pagando un’imposta sostitutiva dell’1 per cento, o di trasformarle in benefit aziendali per sé o per i familiari, anche solo in parte.
In entrambi i casi, il limite di riferimento non è più 3.000 euro, ma 5.000 euro.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Premi di produttività: bonus e benefit aziendali detassati fino a 5.000 euro