Prima rifinanziati in Legge di Bilancio e inseriti nel Decreto Milleproroghe, poi tolti dal Milleproroghe, ora si parla di reinserirli in un emendamento: cosa sta succedendo realmente e cosa devono fare professionisti e aziende?
Negli ultimi due anni quando si parla di bonus assunzioni si entra in un bosco oscuro, esteso e fitto di alberi e piante di vario tipo.
In altre parole, un luogo dove si capisce e si può fare ben poco.
In queste ore dei primi giorni dell’anno si parla di una sorpresa amare per professionisti e aziende, legata al fatto che il Decreto Milleproroghe è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale senza la proroga dei bonus assunzioni per il 2026.
Cos’è successo realmente? Proviamo a elencare per singoli punti la vicenda:
- i bonus assunzioni previsti in favore di chi assume giovani, donne e al Sud sono stati rifinanziati dai commi 153-155 della Legge numero 199/2025 (Legge di Bilancio 2026); la norma ha previsto il solo rifinanziamento, senza prevedere null’altro;
- nella versione originale del Decreto Milleproroghe viene inserita la proroga dei bonus giovani under 35, donne e ZES fino al 2028;
- durante l’iter di approvazione, in modo sorprendente e del tutto inaspettato questa previsione viene eliminata;
- fonti vicine all’Esecutivo parlano di una ragione tecnica, legata alla difficoltà di coordinamento tra il Decreto Milleproroghe e la Legge di Bilancio, ma la spiegazione appare poco chiara e dobbiamo necessariamente approfondirla; per farlo abbiamo pensato di consultare un grande esperto della materia: il dottor Marco Militello, Consulente del Lavoro, che oggi alle 15.30 in diretta video ci spiegherà realmente cosa sta succedendo:
Facendo un ulteriore passo indietro la situazione appare ancora più paradossale.
Si parte nel lontano maggio 2024, quando viene approvato il Decreto Coesione, annunciato come un provvedimento in grado di rilanciare il mercato del lavoro e lo sviluppo.
Purtroppo però il decreto viene attuato solo un anno dopo e i bonus diventano operativi di fatto solo dopo circa un anno e mezzo dalla pubblicazione del Decreto Legge Coesione! Un decreto ribattezzato, impropriamente a modesto avviso di chi scrive, Decreto Primo Maggio, proprio al fine di comunicarne l’importanza rispetto al mondo del lavoro.
Per essere ancora più didascalici:
- il decreto attuativo relativo al bonus assunzioni per giovani under 35 è stato pubblicato il 27 febbraio 2025, prevedendo un esonero contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato, con un tetto massimo di 500 euro mensili (650 euro per le regioni del Mezzogiorno);
- il decreto Coesione aveva stabilito che l’agevolazione fosse applicabile alle assunzioni effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, mentre il decreto attuativo aveva ristretto il periodo di validità ai contratti firmati dopo il 31 gennaio 2025, escludendo dunque le assunzioni già effettuate nel periodo originariamente previsto;
- inoltre, il decreto attuativo richiedeva la presentazione di una domanda preventiva all’INPS prima dell’assunzione, condizione non prevista inizialmente e che ha generato incertezza tra le imprese;
- in data 4 marzo 2025, il decreto attuativo è stato ritirato dal sito ufficiale del Dipartimento per l’attuazione del programma di Governo, risultando come non adottato, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte del Governo sulle ragioni di tale scelta; ancora oggi il documento non risulta disponibile sul sito. Il link al pdf a un certo punto porta ad un messaggio di errore;
- risulta però che il testo del decreto fosse già bollinato e firmato dai Ministri competenti, e che fosse disponibile per il download fino al giorno precedente alla sua rimozione;
- l’autorizzazione dell’Unione Europea del 31 gennaio 2025 (caso SA.114799) non prevede limitazioni in merito alla retroattività dell’agevolazione, autorizzando l’Italia ad adottare la misura così come delineata nel decreto Coesione, che prevedeva l’applicazione del beneficio per le assunzioni effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025;
- il decreto attuativo viene ripubblicato a inizio aprile, questa volta con le previsioni corrette, come da testo normativo;
- l’INPS successivamente rende disponibile la procedura, motivo per cui i bonus iniziano a essere richiesti.
È chiaro che questo modo di fare rende difficilissimo il lavoro di professionisti e aziende, fino a rendere di fatto inutilizzabili queste agevolazioni.
Questa rischia di diventare una situazione ingestibile per le imprese e mette in serissima difficoltà anche chi fa consulenza alle imprese e aveva pianificato con loro assunzioni, piani di sviluppo e budget di costi del lavoro che non hanno potuto trovare applicazione per la ingiustificabile lentezza delle istituzioni.
Seguiteci oggi pomeriggio in diretta video qui sul sito di Informazione Fiscale e sui nostri canali social: con Marco Militello spiegheremo cosa è successo realmente, come valutare questa situazione e, soprattutto, come potranno organizzarsi al meglio professionisti e imprese.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus assunzioni 2026 bloccati