Nuovo bonus 200 euro, proroga del taglio delle bollette e riduzione IVA: le priorità del DL Aiuti bis per lettrici e lettori

Rosy D’Elia - Fisco

Nuovo bonus 200 euro, poi proroga delle misure su bollette e taglio dell'IVA su beni di largo consumo come i generi alimentari: è questa la scala di priorità del DL Aiuti bis per le lettrici e i lettori che hanno partecipato al sondaggio sul tema. Le tre misure potrebbero rientrare nel nuovo provvedimento emergenziale, ma mancano ancora certezze sulle novità in arrivo.

Nuovo bonus 200 euro, proroga del taglio delle bollette e riduzione IVA: le priorità del DL Aiuti bis per lettrici e lettori

Una nuova tornata per il bonus 200 euro, poi la proroga delle misure per contenere i costi delle bollette e in ultima battuta il taglio dell’IVA sui beni di largo consumo come i generi alimentari. È questa la scala di priorità che si dovrebbe seguire per stabilire il perimetro del DL Aiuti bis, secondo i lettori e le lettrici che hanno partecipato al sondaggio sul tema condotto dalla redazione di Informazione Fiscale.

Un nuovo provvedimento emergenziale “molto corposo” è stato annunciato per fine mese dal presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi lo scorso 12 luglio. Ma i tempi di definizione del pacchetto di novità sono necessariamente più lunghi: due giorni dopo l’annuncio sono arrivate le prime dimissioni del premier, seguite dalla crisi di Governo e dallo scioglimento delle Camere.

In vista delle elezioni fissate per il 25 settembre, l’Esecutivo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti in cui rientrano, come sottolineato anche dal Presidente della Repubblica, le misure emergenziali.

“Il periodo che attraversiamo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell’aumento dell’inflazione che, causata soprattutto dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari, comporta pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese”.

Ha dichiarato Sergio Mattarella nel discorso che ha pronunciato il 21 luglio 2022.

Nuovo bonus 200 euro, in cima alle priorità del DL Aiuti bis per lettrici e lettori

Stando alle parole pronunciate da Mario Draghi nella conferenza stampa in cui ha annunciato l’arrivo del DL Aiuti bis, l’intenzione è quella di procedere sulla scia delle misure già messe in campo. Come il Governo dimissionario interverrà per far fronte alle pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese, però, non è ancora chiaro.

Al contrario le lettrici e i lettori che hanno partecipato al sondaggio condotto sul tema dalla redazione hanno le idee chiare su cosa serve: la prima misura da inserire è una nuova tranche del bonus 200 euro previsto dal primo DL Aiuti, che i pensionati e alcuni lavoratori hanno già ricevuto e che molti altri beneficiari aspettano di ricevere nei prossimi mesi.

Una nuova tornata di indennità una tantum contro il caro prezzi mette d’accordo il 53 per cento di lettori e lettrici che hanno partecipato all’indagine. La percentuale da sola supera il totale dell’interesse mostrato per le altre due opzioni previste: una proroga delle misure per ridurre i costi delle bollette e un taglio dell’IVA sui beni di largo consumo, che rispetto agli ultimi strumenti introdotti rappresenterebbe un sostegno che va in una nuova direzione.

In attesa di conoscere nel dettaglio le novità in arrivo non si può fare a meno di sottolineare che il Decreto Aiuti bis nasce in un contesto diverso rispetto al precedente: a lavorarci è un Governo ormai dimissionario. Bisogna, poi, fare i conti con le risorse a disposizione.

Dal bonus 200 euro al taglio dell’IVA sui generi alimentari: la scala di priorità del DL Aiuti bis

Nel Consiglio dei Ministri del 26 luglio 2022 in cui il Ministro dell’Economia Daniele Franco ha presentato la Relazione al Parlamento sugli obiettivi di finanza pubblica il tema delle cifre disponibili per dare vita al Decreto Aiuti bis e la necessità di adottarlo in tempi brevi è stato centrale.

14,3 miliardi di euro è la cifra da destinare all’attuazione dei nuovi interventi per i quali viene chiesta l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento.

“Le risorse che si rendono disponibili saranno utilizzate con un provvedimento urgente di prossima adozione che il Governo intende adottare per contrastare gli effetti su individui, famiglie, imprese ed enti pubblici legati all’incremento dei prezzi dei prodotti energetici e più in generale dell’inflazione, al perdurare della diffusione del virus Covid-19, alle ripercussioni del prolungato periodo di siccità, nonché per ristorare le amministrazioni centrali dello Stato per le risorse utilizzate a copertura di precedenti provvedimenti di urgenza adottati nel corso dell’esercizio. Si tratta, in particolare, dell’abbattimento degli oneri di sistema sull’elettricità e sul gas disposto per il terzo trimestre dell’anno con il decreto-legge n. 50 del 2022”.

Ma non è detto che tutta la cifra sia utilizzata per le misure del Decreto Aiuti bis: potrebbero essere impiegati 11 o 12 miliardi, come previsto in principio.

Il provvedimento precedente ha investito solo per il bonus 200 euro una cifra di 7,3 miliardi, se si considerano anche i 500 milioni per le partite IVA.

La conferma dell’indennità una tantum sembra essere nella lista di misure da inserire nel DL Aiuti bis, anche se dall’incontro tra i sindacati e il premier Mario Draghi che si è tenuto a Palazzo Chigi il 27 luglio, si profila l’alternativa di una decontribuzione per i lavoratori dipendenti e l’erogazione dei 200 euro a chi ne è rimasto escluso in precedenza.

Al di là delle scelte, visto il rapporto tra costi e disponibilità di risorse, la possibilità di arrivare a una conferma del bonus per tutta la platea di destinatari appare poco probabile.

Nel testo, infatti, dovrà esserci spazio anche per la proroga delle misure per ridurre i costi delle bollette, attualmente previste fino al terzo trimestre dell’anno, e probabilmente anche per un nuovo taglio delle accise che per ora è stato confermato fino al 21 agosto 2022.

Si guarda, poi, anche a un intervento sull’IVA applicata ai beni di largo consumo, che rappresenta la terza delle priorità per i lettori e le lettrici di Informazione Fiscale.

Si parla di un possibile azzeramento delle aliquote per il pane e per la pasta, ma anche di una riduzione sull’acquisto di carne e pesce per intervenire direttamente sul carrello della spesa.

Secondo le previsioni che il Centro Studi di Confagricoltura ha elaborato per il quotidiano il Messaggero del 26 luglio, l’ipotesi di un taglio dell’imposta, dal 4 per cento allo 0 per cento per il pane e dal 10 al 5 per cento su carne e pesce, porterebbe a un risparmio medio per le famiglie di 198 euro.

Per la portata dei benefici il bonus 200 euro e il taglio dell’IVA sembrano essere misure intercambiabili: la prima, però, è riservata ai redditi più bassi considerando il limite dei 35.000 euro previsto nella maggior parte dei casi per la scorsa tornata, mentre la seconda sarebbe una misura generalizzata.

Appare verosimile la necessità di fare una scelta o di trovare un punto di equilibrio che renda attuabile le due misure e lasci spazio anche agli interventi sull’energia e su tutti gli altri fronti che richiedono una risposta immediata.

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