Prima uscita dal blocco dei licenziamenti con proroga selettiva e cassa integrazione potenziata

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Blocco licenziamenti, il 1° luglio segna una data spartiacque per un primo passo verso le regole ordinarie. Con il Decreto Lavoro, DL n. 99 del 2021, approvato nel Consiglio dei Ministri del 30 giugno è stato definito un pacchetto di contromisure: arriva una proroga selettiva per settori fino al 31 ottobre e un potenziamento della cassa integrazione.

Prima uscita dal blocco dei licenziamenti con proroga selettiva e cassa integrazione potenziata

Dal 1° luglio si interrompe il blocco dei licenziamenti generalizzato: si compie un primo passo verso il ripristino delle regole ordinarie. Ma i tempi per il ritorno alla normalità non sono ancora maturi. E arrivano nuove contromisure.

Dopo un lungo incontro per arrivare a un’intesa con le parti sociali, il Governo ha dato forma concreta alla soluzione proposta nel DL n. 99 approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella stessa data del 30 giugno 2021.

Trova conferma una proroga selettiva fino al 31 ottobre per i settori tessile, della moda e calzaturiero, di cui si era parlato anche nelle scorse settimane, e viene potenziata ancora una volta la cassa integrazione con l’introduzione di nuove settimane per i datori di lavoro che intendono richiederla.

Le risposte ufficiali sul punto sono arrivate con il nuovo decreto Lavoro che interviene in realtà su diversi nervi scoperti del momento, anche sul fronte del Fisco, e che sarà poi inglobato nel testo del Decreto Sostegni bis da convertire in legge entro il 24 luglio 2021.

Prima uscita dal blocco dei licenziamenti con proroga selettiva e cassa integrazione potenziata

La fine del blocco dei licenziamenti è un passaggio delicato: è da marzo 2020 che le regole emergenziali forzano la mano sugli equilibri del mercato del lavoro per provare a tutelare datori di lavoro e lavoratori. Ed è da mesi che si cerca una formula per tornare alla normalità nel modo più indolore possibile.

La data del 30 giugno ha segnato il primo appuntamento con la fuoriuscita dalle regole emergenziali ma il percorso delineato ha richiesto ancora una volta una revisione.

Nella giornata del 29 giugno il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il ministro del Lavoro Andrea Orlando infatti hanno firmato l’avviso comune sottoscritto insieme da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, Confapi dopo un lungo incontro a Palazzo Chigi.

Formazione permanente e continua, riforma degli ammortizzatori sociali e politiche attive faranno da contrappeso allo sblocco dei licenziamenti anche in futuro, ma nell’immediato la soluzione è rappresentata ancora una volta dalla cassa integrazione e da una proroga selettiva del divieto per i settori che ancora risentono fortemente della crisi, ovvero le industrie tessili, le confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia, e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili, identificati, secondo la classificazione delle attività economiche Ateco2007, con i codici 13, 14 e 15.

Arriva la fine del blocco dei licenziamenti, proroga selettiva e novità sulla cassa integrazione

Secondo le stime (ottimistiche) dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, la fine del blocco dei licenziamenti per i datori di lavoro dei settori Industria e Costruzioni metterebbe a rischio 70.000 posti di lavoro.

Anche da questa consapevolezza nasce la necessità di introdurre nuove misure per controbilanciare gli effetti dell’uscita dalla regole emergenziali.

Decreto dopo decreto, è stata definita la tabella di marcia che segue.

Scadenza/Periodo di riferimentoDatori di lavoro coinvolti
Fino al 30 giugno 2021 Blocco dei licenziamenti generalizzato
Dal 1° luglio al 31 ottobre 2021 Blocco dei licenziamenti per i datori di lavoro che beneficiano della CIGD, dell’ASO o della CISOA prevista dal Decreto Sostegni e dei datori di lavoro dei settori tessile, moda e calzaturiero
Dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 Blocco dei licenziamenti per le aziende che beneficiano della CIGO e della CIGS scontata, senza pagare contributi addizionali

Fin dall’inizio della pandemia il blocco dei licenziamenti va di pari passo con l’accesso agli ammortizzatori sociali, il nuovo Decreto Lavoro approvato il 30 giugno 2021 infatti introduce due importanti novità sul fronte della cassa integrazione:

  • una proroga di 17 settimane di CIG Covid fruibili per il periodo dal 1° luglio al 31 ottobre 2021 solo per i datori di lavoro delle industrie tessili, delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia, e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili, identificati, secondo la classificazione delle attività economiche Ateco2007, con i codici 13, 14 e 15;
  • ulteriori 13 settimane di CIGS senza contributo accessibili, in deroga, fino al 31 dicembre 2021 per i datori di lavoro che hanno già utilizzato la dotazione a disposizione.

In evidenza in tabella le novità introdotte nel calendario della CIG definito dal Decreto Sostegni.

Trattamento di integrazione salarialePeriodo di copertura
Cassa integrazione ordinaria Covid 13 settimane accessibili dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021
Cassa integrazione Covid solo per i settori tessile, moda, calzaturiero 17 settimane dal 1° luglio al 31 ottobre 2021
CIG in deroga e assegno ordinario Covid 28 settimane accessibili dal 1° aprile al 31 dicembre 2021
CIGS in deroga alla regole ordinarie 13 settimane aggiuntive accessibili fino al 31 dicembre 2021

Inoltre il testo stabilisce che con effetto dal 1° gennaio di quest’anno, il primo periodo dell’articolo 19 comma 3, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, è riscritto come segue:

“I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario concessi ai sensi del comma 1 non sono in ogni caso conteggiati ai fini dei limiti previsti dall’articolo 4, commi 1 e 2, e dagli articoli 12, 29, comma 3, 30, comma 1, e 39 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148”.

Nel DL. 99 del 30 giugno 2021 ha preso forma nel dettaglio la soluzione proposta dal Governo e condivisa dalle parti sociali per far fronte a questo primo sblocco dei licenziamenti che dovrà poi confluire nel testo di conversione in legge del Decreto Sostegni bis da approvare entro la scadenza del 24 luglio.

Il percorso di fuoriuscita dal blocco dei licenziamenti si fa necessariamente sempre più complesso e articolato, ma il messaggio di questo ultimo provvedimento approvato è chiaro: tutti gli strumenti disponibili dovranno essere utilizzati dai datori di lavoro prima di procedere con il licenziamento.

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