Aumento contributi INPS professionisti nel 2021 per finanziare l’ISCRO

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Aumentano i contributi INPS dovuti dai professionisti iscritti alla Gestione Separata, per finanziare ISCRO. Dal 1° gennaio i professionisti versano lo 0,26% in più giacché l'aliquota contributiva è salita al 25,98% e aumenterà ancora nel 2022 nel 2023.

Aumento contributi INPS professionisti nel 2021 per finanziare l'ISCRO

I professionisti iscritti alla Gestione separata pagano nel 2021 più contributi alle casse dell’INPS per finanziare l’ISCRO (indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa), la cassa integrazione per gli autonomi prevista dalla Legge di Bilancio 2021.

Secondo quanto previsto dal comma 398 dell’articolo 1 della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, l’aliquota contributiva è salita dal precedente 25,72% riferito al 31 dicembre 2020, al 25,98% a partire dal 1° gennaio 2021.

Aliquota che, tra l’altro, aumenterà rispettivamente sino al 26,49% dal 1° gennaio 2022 e al 27% dal 1° gennaio 2023.

L’incremento, però, non tocca tutti gli iscritti indistintamente.

Restano immuni dall’inasprimento dell’onere i collaboratori coordinati e continuativi (i cosiddetti co-co-co) che si differenziano in due categorie con rispettive aliquote di contribuzione:

  • i collaboratori senza un’altra copertura previdenziale obbligatoria, né pensionati;
  • i collaboratori in possesso di un’altra copertura previdenziale obbligatoria o pensionati.

Aumento contributi INPS professionisti nel 2021 per finanziare l’ISCRO

La Legge di Bilancio 2021 ha, da una parte, introdotto ISCRO in via sperimentale per il triennio 2021-2023, il ristoro per i lavoratori autonomi con partita IVA, ma dall’altra, l’aliquota dovuta dai medesimi interessati aumenta:

  • di 0,26 punti percentuali nel 2021;
  • di 0,51 punti percentuali nel 2022;
  • di altri 0,51 punti percentuali nel 2023.

Il motivo è la copertura degli oneri per il finanziamento dalla stessa ISCRO.

Si ricorda che la CIG per gli autonomi consiste in un assegno mensile erogato dall’INPS, per un importo che va da un minimo di 250 fino ad un massimo di 800 euro.

A beneficiarne sono le partite IVA che hanno subito perdite del 50% rispetto ai tre anni precedenti, con reddito inferiore a 8.145 euro.

L’assegno è per i lavoratori autonomi ed ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i quali non rientrino in altri regimi pensionistici obbligatori di base facenti capo ad altre gestioni dell’INPS o ad altri enti, pubblici o privati.

Aumento contributi per i fruitori di ISCRO: la ripartizione dei costi

L’incremento dell’ammontare dei contributi, inoltre, rimane a carico del professionista che ne può recuperare dal cliente in fattura solo il 4% a titolo di rivalsa.

Di seguito una tabella esemplificativa della ripartizione degli oneri tra professionista e cliente.

Anno 2020Anno 2021Anno 2022 Dall’anno 2023
Aliquota 25,72% 25,98% 26,49% 27,00%
Dovuto dal professionista 21,72% 21,98% 22,49% 23,00%
Dovuto dal cliente 4% 4% 4% 4%

Ecco, quindi, che aumenta il costo del lavoro per i professionisti non iscritti agli Ordini, da quest’anno fino al 2023 ossia per tutta la durata di sperimentazione della misura.

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