Asili nido, non solo bonus: il PNRR prevede oltre 150.000 nuovi posti, ma è corsa contro il tempo

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Asili nido, oltre la politica dei bonus è attesa al varco la creazione di più di 150.000 nuovi posti. Un obiettivo del PNRR da raggiungere entro il 30 giugno 2026 ma che arranca. Lo stato dell'arte sull'attuazione

Asili nido, non solo bonus: il PNRR prevede oltre 150.000 nuovi posti, ma è corsa contro il tempo

Asili nido, l’obiettivo dei 150.000 nuovi posti è ancorato al rispetto della scadenza del 30 giugno 2026.

Questa la data entro la quale dovranno essere chiusi i cantieri avviati attingendo alle risorse stanziate dal PNRR, pari a 3,8 miliardi di euro.

L’attuazione degli investimenti, finalizzati a potenziare l’offerta di asili nido ma anche scuole dell’infanzia, registra però ritardi evidenti.

L’aver rimodulato al ribasso le aspettative, rispetto al target dei 264.500 posti circa previsti inizialmente, non è bastato a garantire una gestione migliore delle risorse in campo.

Lo si evince dai dati pubblicati il 20 marzo 2026 sul portale ReGiS, che monitora l’andamento dell’attuazione del PNRR. Dei fondi a disposizione, solo il 47,75 per cento è stato effettivamente utilizzato, quando mancano meno di 100 giorni al termine ultimo per ottenere i fondi del PNRR.

Asili nido e scuole dell’infanzia, 150.000 nuovi posti entro il 30 giugno 2026: target al ribasso ma si procede a rilento

Sin dalla sua approvazione, avvenuta il 13 luglio 2021, il PNRR ha fatto del potenziamento di asili nido e scuole dell’infanzia uno dei propri capisaldi.

Il motivo è sociale, ma anche economico.

La linea di investimento punta a garantire parità di accesso all’offerta educativa nella fascia 0-6 su tutto il territorio nazionale, riducendo le disparità che si registrano tra Nord e Sud.

Garantire una maggiore copertura dei posti in asili nido e scuole dell’infanzia consentirebbe però anche di affrontare la questione del lavoro femminile, intervenire sulla parità di genere e ridurre l’asimmetria nel lavoro familiare nelle coppie.

Il PNRR va quindi oltre la politica dei bonus, puntando a garantire più capillarità nella diffusione dei servizi educativi, aspetto che avrebbe indubbiamente ricadute positive anche in materia di occupazione.

Le buone intenzioni hanno però fatto i conti con le difficoltà operative sin dalle prime fasi di avvio dei progetti di investimento finanziati dal PNRR, tanto da aver portato il Governo a richiedere una rimodulazione da 4,6 miliardi a 3,24 miliardi delle risorse europee.

La revisione del PNRR approvata alla fine del 2023 ha abbassato l’asticella: dagli oltre 260.000 previsti inizialmente, si è passati a 150.480 nuovi posti attesi.

Un passaggio che però non è bastato a ottimizzare le procedure di accesso e utilizzo dei fondi e l’intero iter di attuazione dei progetti per il potenziamento di asili nido e scuole dell’infanzia è proseguito a rilento.

Lo dimostrano i numeri: secondo il cronoprogramma finanziario, nel 2024 dovevano essere spesi 1,7 miliardi.

Stando ai dati pubblicati dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, le risorse effettivamente utilizzate al 9 dicembre dello stesso anno ammontavano a soli 816,7 milioni, pari al 25,4 per cento del totale dei fondi in campo.

Alla data del 14 ottobre 2025, secondo le elaborazioni di Openpolis, la spesa effettiva delle risorse PNRR ammontava al 37,82 per cento (1,4 miliardi).

Un lieve sprint si registra guardando agli ultimi dati pubblicati il 20 marzo 2026 su ReGiS, la piattaforma della Ragioneria Generale dello Stato: al 31 dicembre 2025, la spesa dichiarata copre il 47,75 per cento delle risorse a disposizione (1,8 miliardi).

Più della metà dei fondi del PNRR per gli asili nido è in standby

Il monitoraggio dei fondi utilizzati consente di guardare al rovescio della medaglia: a meno di 100 giorni dalla scadenza del 30 giugno 2026, termine categorico per l’utilizzo delle risorse del PNRR, oltre la metà del totale resta ancora inutilizzato.

Per evitare di mancare il target di attuazione, e perdere così la possibilità di finanziare i progetti con le risorse del Piano, serve quindi accelerare.

Risultano tutt’ora in corso oltre 3.400 progetti, a fronte di un totale di 3.849 piani censiti in totale (2.986 relativi ad asili nido, 682 relativi a scuole dell’infanzia e 181 relativi ad altri servizi per la fascia 0-6). Circa 1.400 di questi risultano in fase di collaudo, e quindi in via di ultimazione, mentre i restanti i cantieri restano aperti.

In tre mesi sarà quindi necessario, per le amministrazioni locali, rispettare una tabella di marcia serrata.

Il tutto però con l’incognita di diverse sfide che esulano dalla gestione pratica dei cantieri, in primis l’aumento dei prezzi legato alla crisi energetica in corso.

Dopo il 30 giugno la sfida è sulla gestione: servono educatori, e a pagare non sarà il PNRR

Non c’è però solo il tema dell’utilizzo celere delle risorse, ma anche dell’operatività delle strutture realizzate per garantire nuovi posti per i servizi educativi della fascia 0-6.

Per gli asili nido, i comuni dovranno garantire l’assunzione di educatori e personale ausiliario, i cui costi di gestione corrente non sono coperti dal PNRR (che finanzia solo l’infrastruttura). Gli Enti saranno quindi chiamati ad attingere dai propri bilanci per la manutenzione delle strutture, ma anche per l’ingresso del personale educativo e di assistenza.

Il vero collo di bottiglia è destinato a spostarsi quindi, dopo il 30 giugno, dalla fase di costruzione alla gestione operativa, con il tema della sostenibilità dei costi.

Un tema non di poco conto e che porta al rischio concreto che, in aree meno strutturate, si inaugurino “cattedrali nel deserto”: edifici moderni, efficienti e pronti ad accogliere bambine e bambini, senza però l’effettiva possibilità economica per farli entrare in funzione.

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