Ape social legge 104 e invalidi civili: tutte le vie per la pensione anticipata

Ape social, legge 104 e invalidi civili: pensione anticipata a più vie per i lavoratori con invalidità e per i caregiver. Ecco la mappa delle agevolazioni previste per l'uscita anticipata dal lavoro.

Ape social legge 104 e invalidi civili: tutte le vie per la pensione anticipata

Ape social, legge 104 e invalidi civili: pensione anticipata confermata anche nel 2019 per i soggetti con invalidità e per i caregiver.

Chi assiste disabili ai sensi della legge 104 e gli invalidi civili con percentuale pari almeno al 74% potranno richiedere l’Ape sociale anche a partire dal 1° gennaio 2019.

Il decreto che ha introdotto la quota 100 ha prorogato anche la pensione anticipata sperimentale, non modificandone i requisiti per l’accesso.

Oltre ai disoccupati e agli addetti a mansioni gravose, potranno richiedere la pensione anticipata Ape social anche i caregiver di soggetti ai quali è stato riconosciuto il grave stato di disabilità ai sensi della legge 104, articolo 3 comma 3, e coloro ai quali è stato accertato un grado di invalidità civile dal 74% in poi.

Nel primo caso (caregiver) l’Ape social spetterà al soggetto che assiste il disabile. Nel secondo caso invece sarà l’invalido civile a poter richiedere direttamente l’accesso alla pensione anticipata.

Ma non è questa l’unica possibilità di uscita anticipata dal lavoro per gli invalidi, per i quali è ridotto sia il requisito anagrafico che quello contributivo per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Inoltre, tali soggetti hanno diritto al riconoscimento di un massimo di 5 anni di contributi figurativi, accreditati gratuitamente dall’INPS ma soltanto presentano apposita richiesta.

Facciamo il punto di seguito, partendo dall’Ape social e concludendo con le possibilità di anticipo sulla pensione per gli invalidi civili.

Cos’è l’Ape social

Prima di analizzare le regole specifiche previste sia nell’ambito della legge 104 che delle agevolazioni per invalidità civile, partiamo definendo cos’è l’Ape social, prorogata fino al 31 dicembre 2019.

Si tratta di una forma di pensione anticipata, formalmente definita come un’indennità erogata dallo Stato fino al perfezionamento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia (67 anni per il 2019).

L’indennità mensile è riconosciuta nel rispetto di due requisiti fondamentali:

  • almeno 63 anni di età;
  • accredito di almeno 30 anni di contributi (36 per gli addetti a mansioni gravose).

L’Ape social spetta agli iscritti all’AGO, l’Assicurazione INPS per i lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive, ai lavoratori autonomi e agli iscritti alla Gestione separata.

Ape social legge 104: come funziona la pensione anticipata per i caregiver

Tra i soggetti che potranno fare domanda di Ape social anche nel 2019 figurano i caregiver familiari. Si tratta di quanti assistono un familiare al quale è stato riconosciuto un handicap grave ai sensi della legge 104, articolo 3, comma 3.

Le regole operative sono state fornite dall’INPS con la circolare n. 34 del 28 febbraio scorso. Potranno accedere all’Ape sociale i soggetti che assistono un familiare da almeno sei mesi e anche i parenti o affini entro il secondo grado, conviventi con il disabile qualora il genitore o il coniuge dell’assistito siano anch’essi affetti da handicap grave o patologie invalidanti ed abbiano compiuto 70 anni di età.

Per parenti di secondo grado si intendono, in linea retta, i nonni ed i nipoti; in linea collaterale, i fratelli e le sorelle. Per affini di primo grado si intendono i suoceri, i generi e le nuore, nonché il coniuge e i figli dell’altro coniuge derivanti da un precedente legame. Per affini di secondo grado si intendono i cognati.

Per poter richiedere l’Ape social, è necessario che al familiare assistito sia stato rilasciato il verbale medico che accerta il possesso della disabilità grave. Sarà questo uno dei documenti da allegare alla domanda.

L’INPS ha inoltre specificato che il verbale di invalidità civile non equivale a quello rilasciato ai sensi della legge 104/1992 e, pertanto, non consente l’accesso al beneficio, né da esso è possibile dedurre l’esistenza di handicap in situazione di gravità. Come abbiamo più volte chiarito nei nostri approfondimenti, le due visite seguono iter e regole di valutazioni differenti e pertanto non sono equiparabili.

Ape social con invalidità civile dal 74% in poi

L’Ape social spetta non solo ai familiari di disabili ai sensi della legge 104, ma anche a chi è affetto da invalidità civile. La percentuale di invalidità accertata dai medici INPS dovrà esser pari ad almeno il 74%.

Sarà necessario anche in questo caso avere a disposizione il certificato medico di riconoscimento dell’invalidità e sarà quindi obbligatorio sottoporsi a visita INPS effettuando domanda secondo la stessa procedura prevista per l’accesso a pensione o assegno di invalidità.

Ape social, 1.500 euro al massimo di pensione

L’importo massimo della pensione anticipata con l’Ape social sarà pari a 1.500 euro.

L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo.

Per ulteriori dettagli è possibile consultare la pagina INPS dedicata.

Pensione di vecchiaia anticipata per gli invalidi

Quando si parla di pensione ed invalidità è necessario ricordare che oltre all’Ape sociale, i lavoratori dipendenti del settore privato affetti da invalidità pari almeno all’80% hanno diritto ad una riduzione del requisito anagrafico e contributivo per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

La pensione di vecchiaia per gli invalidi con percentuale dall’80% in poi spetta una volta perfezionato il requisito di 60 anni e 7 mesi per gli uomini e 55 anni e 7 mesi per le donne (requisito soggetto all’adeguamento alla speranza di vita), purché in ambedue i casi siano stati versati contributi per un minimo di 20 anni.

L’accesso alla pensione di vecchiaia per gli invalidi non è immediato ma opera il meccanismo delle finestre mobili: dal momento della richiesta, bisognerà attendere 12 mesi prima di poter ottenere il primo assegno pensionistico.

Si ricorda che l’accesso alla pensione per invalidità richiede il superamento di una visita di invalidità civile specifica, effettuata da parte dei medici INPS e l’eventuale possesso di un certificato di invalidità civile precedentemente richiesto costituisce soltanto un elemento di valutazione e non di automatico accesso al beneficio pensionistico.

Ricordiamo che questa opzione è rivolta esclusivamente ai dipendenti del settore privato. Chi lavora per la Pubblica Amministrazione potrà invece richiedere la dispensa dal servizio nel caso di assoluta e permanente inabilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi

L’accesso alla pensione per i lavoratori affetti da forme di invalidità è reso più agevole anche grazie alla possibilità di beneficiare della maggiorazione contributiva.

I lavoratori con invalidità superiore al 74%, sia dipendenti privati che del settore pubblico, possono richiedere all’INPS l’accredito due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro svolto, fino al limite massimo di 5 anni.

La contribuzione figurativa per gli invalidi è utile non solo al fine del perfezionamento del requisito contributivo per l’accesso alla pensione, ma anche per il calcolo dell’importo del rateo mensile per le pensioni soggette al calcolo retributivo.

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