Affitti brevi, al via i controlli fiscali da Agenzia delle Entrate e comuni: le novità dal MEF

Affitti brevi, nuovi controlli fiscali già sui contratti stipulati nel 2020: parte la trasmissione dei dati tra Ministero dell'Interno e Agenzia delle Entrate, che consentiranno anche ai comuni di effettuare maggiori controlli ai fini dell'imposta di soggiorno. Le novità sono contenute nel decreto interministeriale dell'11 novembre 2020 pubblicato dal Dipartimento delle Finanze.

Affitti brevi, al via i controlli fiscali da Agenzia delle Entrate e comuni: le novità dal MEF

Affitti brevi, parte la stretta anti-evasione.

Le novità sono contenute nel Decreto Interministeriale datato 11 novembre 2020, pubblicato sul sito del MEF, che fissa le regole per lo scambio di informazioni tra Ministero dell’Interno, Agenzia delle Entrate e comuni.

Mentre si va verso la modifica delle regole sulla tassazione dei redditi da locazione breve, con i nuovi limiti previsti dal Disegno di Legge di Bilancio 2021, il MEF completa il quadro regolamentare relativo ai controlli fiscali effettuati dai comuni.

La base di partenza è rappresentata dai dati relativi alle comunicazioni trasmesse alle questure, relative agli ospiti di strutture ricettive, case e appartamenti, e quelli trasmessi da chi esercita attività di intermediazione immobiliare, anche online, per la stipula di contratti di locazione breve.

L’Agenzia delle Entrate utilizzerà i dati inviati dal Ministero dell’Interno per la verifica sul corretto versamento delle imposte dovute e sull’adempimento degli obblighi fiscali. I comuni potranno contare su uno strumento ulteriore per gli accertamenti in materia di tassa di soggiorno.

La prima annualità sotto osservazione sarà il 2020.

Affitti brevi, al via i controlli fiscali da Agenzia delle Entrate e comuni: le novità dal MEF

È stato il Decreto Crescita n. 34/2020 ad introdurre il nuovo scambio di informazioni ai fini dei controlli sugli affitti brevi, attribuendo al MEF il compito di disciplinare regole, contenuti e periodicità delle comunicazioni.

Il decreto attuativo, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato in anteprima dal Dipartimento delle Finanze in data 11 novembre 2020, e disciplina le regole sia per i controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate che dai comuni per quanto concerne la tassa di soggiorno.

Decreto Interministeriale MEF - MI 11 novembre 2020
Comunicazione dati locazioni brevi ed imposta di soggiorno (decreto in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale)

Le informazioni sono trasmesse all’Agenzia delle Entrate dal Ministero dell’Interno, in forma anonima e aggregata.

L’Agenzia delle Entrate dovrà a sua volta trasmetterle ai comuni che hanno istituito l’imposta ed il contributo di soggiorno.

I controlli fiscali saranno a due vie:

  • l’Agenzia delle Entrate potrà utilizzare i dati relativi agli affitti brevi, accanto alle informazioni trasmesse dagli intermediari e dai gestori di portali online, ai fini dell’analisi del rischio relativamente alla correttezza degli adempimenti fiscali;
  • i comuni utilizzeranno i dati ricevuti ai fini del monitoraggio e per lo svolgimento dell’attività di accertamento.

Controlli fiscali sugli affitti brevi, comunicazione dei dati già dal 2020

Partirà già dai dati relativi al 2020 la comunicazione tra Ministero dell’Interno, Agenzia delle Entrate e comuni.

Il primo adempimento impegna il Ministero, che entro il 31 gennaio 2021 dovrà trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate. La successiva trasmissione ai comuni avverrà entro il 30 giugno 2021.

I dati, prevede il decreto interministeriale datato 11 novembre 2020, devono consentire l’individuazione del solo numero dei soggetti alloggiati, senza ulteriore specificazione, nonché dei giorni di permanenza nella Struttura, dichiarati all’atto della registrazione.

A regime, i dati saranno messi a disposizione a cadenza mensile, entro la fine del mese successivo a quello di riferimento.

Per quel che riguarda invece la trasmissione da parte dell’Agenzia delle Entrate, destinatari delle informazioni saranno i comuni che hanno istituito la tassa di soggiorno, e l’invio sarà effettuato a cadenza semestrale, entro il 31 luglio dell’anno di riferimento ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

In campo entrerà anche il MEF che, entro il 31 gennaio di ogni anno, dovrà mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate l’elenco dei comuni che hanno istituito l’imposta di soggiorno ed il contributo.

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