Accordi preventivi, si allunga la durata con la retroattività della Legge di Bilancio 2021

Rosy D’Elia - Fisco

Accordi preventivi, si allunga la durata con la retroattività ad ampio raggio della Legge di Bilancio 2021: possibilità di andare a ritroso fino ai periodi d'imposta per i quali non sia ancora decorso il termine per l'accertamento. Le novità nell'articolo 196 del DDL che attende di essere approvato.

Accordi preventivi, si allunga la durata con la retroattività della Legge di Bilancio 2021

La Legge di Bilancio 2021 allunga la durata degli accordi preventivi introducendo una retroattività più ampia rispetto al passato: quanto stabilito dagli accordi unilaterali, bilaterali o multilaterali in presenza di specifiche condizioni può essere valido, andando a ritroso, fino ai periodi d’imposta per i quali non sia ancora decorso il termine per l’accertamento. Necessario il versamento di una commissione per beneficiarne.

Dalla definizione dei requisiti di una stabile organizzazione fino all’erogazione e alla percezione dei dividendi: per l’amministrazione finanziaria e le imprese impegnate in attività internazionale c’è la possibilità di stipulare accordi preventivi, per predeterminare elementi rilevanti ai fini dell’obbligazione tributaria, secondo quanto stabilito dall’articolo 31 ter del DPR numero 600 del 1973.

Il periodo di efficacia varia in base alla tipologia degli accordi preventivi.

Accordi preventivi, si allunga la durata con la retroattività della Legge di Bilancio 2021

Gli accordi unilaterali stipulati fra un’impresa e l’autorità nazionale competenti risultano validi dal periodo d’imposta nel corso del quale sono stipulati e per i quattro
periodi successivi.

Nel caso in cui conseguano ad altri accordi conclusi con le autorità competenti di Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli previste dagli accordi o convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, accordi bilaterali o multilaterali, i vincoli risultano a decorrere da periodi di imposta precedenti alla data di sottoscrizione dell’accordo a patto che non siano anteriori al periodo d’imposta in corso alla data di presentazione della relativa istanza da parte del contribuente.

Con le novità introdotte dall’articolo 196 della Legge di Bilancio 2021, si amplia la retroattività: i contribuenti hanno la possibilità di avvalersi di quanto stabilito dagli accordi fino ai periodi d’imposta per i quali non sia ancora decorso il termine per l’accertamento previsto dall’articolo 43 del D.P.R. n. 600 del 1973, stabilito di solito entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Perché si possa beneficiare di questa facoltà, devono verificarsi particolari presupposti ed è necessario versare una commissione commisurata al fatturato complessivo del gruppo cui appartiene il contribuente che ne fa richiesta.

Legge di Bilancio 2021, accordi preventivi con retroattività più lunga: requisiti e commissioni

Le condizioni per applicare la retroattività più ampia prevista dalla Legge di Bilancio 2021 cambiano in base alla natura dell’accordo:

  • per gli accordi unilaterali è possibile andare a ritroso a patto che nel periodo considerato si verifichino le stesse circostanze di fatto e di diritto alla base dell’accordo e che non sia iniziata un’attività di controllo alla data di sottoscrizione dell’accordo;
  • per gli accordi bilaterali o multilaterali ci sono due condizioni aggiuntive da considerare:
    • deve essere fatta richiesta nell’istanza di accordo preventivo;
    • le autorità competenti di Stati esteri devono acconsentire ad estendere la validità dell’accordo ad annualità precedenti.

Nel testo si legge:

“Qualora in applicazione del presente comma sia necessario rettificare il comportamento adottato, il contribuente provvede all’effettuazione del ravvedimento operoso ovvero alla presentazione della dichiarazione integrativa ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, senza l’applicazione delle eventuali sanzioni”.

Perché la richiesta di accordo preventivo sia ammissibile, è necessario procedere anche con il versamento di una commissione commisurata al fatturato complessivo del gruppo a cui appartiene il contribuente.

Importo della commissioneFatturato complessivo del gruppo a cui appartiene il contribuente istante
10.000 euro inferiore a 100 milioni di euro
30.000 euro compreso tra 100 milioni e 750 milioni di euro
50.000 euro superiore a 750 milioni di euro

Gli importi sono ridotti alla metà in caso di richiesta di rinnovo dell’accordo.

L’applicazione delle novità, su cui si attende conferma ufficiale con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2021, è subordinata alla pubblicazione di uno specifico provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

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