Scadenza Tari 2020: istruzioni per pagamento e calcolo

Redazione - TARI

Scadenza Tari 2020, istruzioni e regole per il calcolo ed il pagamento della tassa rifiuti. Di seguito una guida completa ed aggiornata con le ultime novità.

Scadenza Tari 2020: istruzioni per pagamento e calcolo

Tari 2020, scadenza e regole per il calcolo: vediamo di seguito come funziona la tassa sui rifiuti.

Nonostante fosse stata annunciata una nuova metodologia di calcolo per la Tari, per il 2020 le regole sono destinate a rimanere invariate, così come le scadenze per il pagamento.

La nuova Tari proposta dall’Arera, finalizzata a rendere più chiaro il meccanismo di calcolo della tassa rifiuti dal 2020, sarà resa sperimentale, per accogliere le richieste di proroga avanzate dai Comuni.

Saranno i singoli Enti a scegliere se applicare le nuove regole di calcolo o restare alla vecchia disciplina. L’obbligatorietà scatterà solo dal 2021.

È legittimo chiedersi, arrivati a questo punto, come calcolare la Tari 2020? Di seguito vedremo in maniera chiara quali sono le regole da seguire.

Prima di scendere nel dettaglio, si ricorda che la peculiarità della Tari è che le scadenze per il pagamento non sono uguali per tutti ma che è a livello locale che viene stabilito quando pagare.

Se le scadenze sono differenti, è disciplinata a livello nazionale la modalità di calcolo della Tari, che approfondiremo di seguito analizzando le regole sul pagamento.

La Tari 2020 è la tassa relativa alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti in Italia; si tratta di una tassa poiché esiste una correlazione diretta tra la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e la TARI medesima.

La TARI è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 accorpando le precedenti tasse esistenti nel settore rifiuti-ambiente ovvero:

  • Tariffa di igiene ambientale (TIA);
  • Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU);
  • Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES).

Ecco la nostra guida completa sulla Tari, con tutto quello che c’è da sapere su presupposti, calcolo e scadenza della Tassa sui Rifiuti.

Scadenza TARI 2020: quali sono i presupposti della tassa sui rifiuti?

Il presupposto della TARI è previsto dal comma 641 della Legge di Stabilità 2014:

il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva”.

Il comma successivo chiarisce esplicitamente chi siano i soggetti passivi della TARI:

La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria

Leggendo la norma di riferimento si comprende quindi quali siano i presupposti ed i soggetti passivi della tassa sui rifiuti. La TARI nel 2020 è dovuta dai contribuenti titolari a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Calcolo TARI 2020: come si effettua il calcolo della tassa sui rifiuti?

Dopo aver compreso quali sono i presupposti impositivi della tassa sui rifiuti e quali siano i contribuenti soggetti passivi della Tari 2020, passiamo ora ad occuparci delle modalità di calcolo della tassa sui rifiuti.

Per il calcolo della Tari 2020 l’elemento fondamentale è la superficie dell’immobile considerato.

A questo proposito la normativa sulla tassa sui rifiuti afferma che:

Per l’applicazione della TARI si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti. Relativamente all’attività di accertamento, il comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può’ considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138”

Scadenza TARI 2020: date diverse a seconda del Comune di residenza del contribuente

La scadenza della TARI nel 2020 varia da Comune a Comune.

Nella maggior parte dei casi la scadenza della TARI è ripartita in tre tranche:

  • 1° acconto entro la fine di aprile;
  • 2° acconto entro la fine di luglio;
  • saldo entro la fine dell’anno.

Ribadiamo: la scadenza della TARI 2020 varia da Comune a Comune, alla luce del sistema complessivo di gestione dei rifiuti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la TARI si paga nei tempi sopra specificati.

Modalità di pagamento TARI 2020

Anche le modalità di pagamento della TARI variano da Comune a Comune.

Tra le modalità di pagamento previste dai Comuni d’Italia abbiamo in particolare:

  • pagamento con modello F24;
  • pagamento TARI con bollettino postale;
  • pagamento TARI con MAV.

Pagamento TARI 2020 con modello F24: ecco il codice tributo da utilizzare

Attenzione al codice tributo TARI da utilizzare nel modello F24.

Per il pagamento della Tari con modello F24 è previsto il codice tributo 3944 sezione Imu ed altri tributi locali.

Tari 2020: bonus per le famiglie con ISEE basso

Il Decreto Fiscale 2020 ha introdotto un nuovo bonus sociale per i contribuenti con ISEE basso: il bonus Tari.

Le regole alla base dell’agevolazione dovranno essere stabilite dall’Arera, Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, sulla base dei parametri già utilizzati per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico integrato.

Verosimilmente, dunque, potranno accedere all’agevolazione le famiglie che rientrano in una delle categorie che seguono:

In ogni caso, per avere dettagli certi sulle modalità operative è necessario attendere i provvedimenti dell’’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, da stabilire considerando il principio del recupero dei costi efficienti di esercizio e di investimento, stabilito con un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Fiscale 2020.

Tassa sui rifiuti 2020: agevolazioni e riduzioni obbligatorie e facoltative in materia di TARI

Non solo bonus Tari. La Legge di Stabilità 2014, istitutiva della TARI, ha previsto due tipologie di riduzioni ed agevolazioni in materia di tassa sui rifiuti:

  • riduzioni obbligatorie;
  • riduzioni facoltative.

TARI 2020: le riduzioni obbligatorie

Le riduzioni obbligatorie in materia di Tari sono previste dai commi 656 e seguenti della Legge di Stabilità 2014.

Si tratta, in particolare, delle seguenti riduzioni obbligatorie:

  • mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti (riduzione 20%);
  • effettuazione del servizio di cui alla TARI in grave violazione della disciplina di riferimento;
  • interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.

Tari 2020: le riduzioni facoltative

Le riduzioni facoltative in materia di Tari 2020 sono previste dal comma 659 della Legge di Stabilità 2014.

Si tratta, in particolare, delle seguenti riduzioni facoltative:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per piu’ di sei mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Il rimborso Tari su IVA ed errore di calcolo dei Comuni in ordine alle pertinenze

È molto importante che i cittadini conoscano bene il funzionamento della tassa sui rifiuti, anche al fine di verificare eventuali errori compiuti dal proprio Comune di residenza nel calcolo della stessa.

Negli ultimi anni, infatti, si sono avuti due casi importanti di “errore” nel calcolo e nell’applicazione della Tari:

In linea generale, quindi, si consiglia di stampare questo articolo (ed i due collegati in materia di rimborso sull’eventuale Tari non dovuta) e conservarlo per poterlo poi consultare in caso di necessità. La Tari, infatti, è un’imposta davvero molto complessa, nonostante in realtà sia nata con la finalità di semplificare il sistema di tassazione sui rifiuti precedente.

Nuova Tari: cosa cambia dal 2021

Come anticipato in apertura, a partire dal 1° gennaio 2020 sarebbe dovuta partire la nuova Tari, sistema di calcolo modificato in base ad un lungo confronto avviato da Arera con gli operatori del settore.

A fronte delle richieste dei Comuni si va tuttavia verso una proroga di fatto della nuova Tari, che potrebbe diventare sperimentale. Bisognerà attendere entro il 30 aprile, termine di approvazione delle delibere sulla tassa rifiuti, per capire quali Enti adotteranno il nuovo metodo di calcolo.

Ma cosa cambia e quali sono le innovazioni previste dalla nuova Tari?

Secondo le linee di indirizzo fornite da Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, con il documento Orientamenti per la copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento del servizio integrato dei rifiuti per il periodo 2018-02, con il nuovo metodo i Comuni non potranno più inserire nel calcolo delle tariffe le somme dovute da chi non ha versato la Tari, come accade adesso.

Comuni e gestori potranno considerare i “crediti inesigibili”, solo nel caso in cui dimostrino di aver esaurito “infruttuosamente tutte le azioni giudiziarie a sua disposizione per il recupero del credito o, alternativamente, nel caso in cui sia stata avviata una procedura concorsuale nei confronti del soggetto debitore, per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa”.

Il documento, poi, prevede una definizione più netta del perimetro dei servizi che possono rientrare nella Tari, con tariffe più chiare e più omogenee nei vari territori. Si escludono, ad esempio, dal calcolo i costi non strettamente collegati alla gestione del ciclo dei rifiuti urbani come la derattizzazione o lo spazzamento della neve, a cui i Comuni devono provvedere con risorse del proprio bilancio e non con le entrate del tributo.

Mentre gli aumenti dovranno rispettare un tetto massimo e potranno verificarsi solo in presenza di valide motivazioni: miglioramenti del servizio o riorganizzazioni.

Una riforma che sembra naufragata, almeno per il 2020. Vi aggiorneremo nel caso di novità.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it