Si continua a parlare di accise mobili per ridurre il prezzo di benzina e diesel. Cosa sono e come funziona il meccanismo di compensazione? Un'analisi della normativa per leggere e interpretare le ultime novità
Il tema delle accise mobili per ridurre il prezzo di benzina e diesel resta sul tavolo, anche se con tempi incerti.
L’atteso decreto per calmierare i prezzi dei carburanti non ha trovato spazio nel corso del Consiglio dei Ministri del 10 marzo 2026. Al momento si prosegue con il monitoraggio giornaliero dei costi, un lavoro affidato al Garante per la sorveglianza dei prezzi - anche noto come Mr. Prezzi - con il fine di individuare eventuali fenomeni speculativi.
Ma in cosa consisterebbe esattamente il meccanismo delle accise mobili e quali sarebbero gli effetti reali alla pompa? Ecco una panoramica delle regole che disciplinano il “peso del Fisco” sui carburanti.
Cosa sono le accise mobili e come funziona la compensazione in caso di aumento dei prezzi
Annunciato come via per sterilizzare l’aumento dei prezzi del carburante dalla Premier Meloni il 7 marzo, il meccanismo delle accise mobili rimodula il peso del Fisco su benzina e diesel in caso di aumento dei prezzi.
Non si tratta di una novità, ma di uno strumento disciplinato dall’articolo 1, comma 290 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, che prevede la possibilità di ridurre le accise per compensare le maggiori entrate IVA derivanti dalla variazione dei costi delle materie prime.
In poche parole, l’aumento dei prezzi, che comporta un maggior gettito IVA per lo Stato, determina una riduzione delle aliquote delle accise.
Una misura di compensazione che però può essere adottata nel rispetto di specifici parametri e attualmente, sulla base di quanto previsto dal Decreto Trasparenza n. 5/2023, qualora il prezzo del petrolio greggio aumenta rispetto ai dati contenuti nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica.
Un mix di dati da monitorare per determinare la possibilità o meno di attivare il meccanismo delle accise mobili, che tuttavia andrebbe a ridurre il costo di benzina e diesel di pochi centesimi.
Perché l’accisa mobile non è la soluzione all’aumento dei prezzi
L’accisa e l’IVA contribuiscono solo in parte al rialzo del costo di benzina e gasolio.
L’applicazione del meccanismo delle accise mobili sarebbe un segnale importante, ma a livello pratico una soluzione solo parziale all’aumento dei prezzi, che vengono liberamente determinati dalle compagnie petrolifere.
Alla necessità di misure di compensazione si affianca quindi il lavoro di monitoraggio dei prezzi, per evitare speculazioni. Un tema che è già all’attenzione dei Ministeri competenti, con il lavoro dell’Autorità Garante (Mr. Prezzi) che giornalmente monitora i prezzi medi applicati nelle Regioni e sulla rete autostradale.
Un aspetto che è stato ribadito dal Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, il 10 marzo in Commissione Attività Produttive della Camera.
Il 9 marzo, su indicazione del Ministro Urso, il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato d’urgenza la cabina di regia della Commissione di allerta rapida, al fine di analizzare l’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e fornire al Governo gli elementi necessari per valutare l’eventuale adozione di ulteriori misure qualora dovessero emergere rialzi riconducibili a fenomeni speculativi.
L’obiettivo è evitare che le tensioni sui mercati internazionali si traducano in aumento ingiustificati, che già balzano all’occhio guardando i prezzi medi di benzina e diesel degli ultimi giorni, da Nord a Sud.
Oggi, 11 marzo 2026, sulla base dei dati dell’Osservatorio giornaliero, in Campania si registra il prezzo medio più alto per il gasolio, pari a 3,348 euro, mentre per quel che riguarda la benzina è la Provincia di Bolzano la più cara, con prezzo medio pari a 1.857 euro.
Quanto pesano le accise sul prezzo di benzina e diesel
Il rialzo dei prezzi, e la possibilità che il Governo intervenga applicando il meccanismo delle accise mobili, fa tornare all’attenzione la questione del peso del Fisco sui rifornimenti.
In Italia, la tassazione sui carburanti è duplice:
- si applica un accisa fissa sulla quantità del rifornimento;
- è dovuta l’IVA del 22 per cento sul valore totale.
Per quel che riguarda le accise, a partire dal 1° gennaio 2026 il sistema ha subito una riforma significativa con la Legge di Bilancio, finalizzata al cosiddetto riallineamento tra benzina e gasolio per eliminare i sussidi considerati ambientalmente dannosi. Il valore che si applica a ciascun litro è pari a circa 0,67 euro,
Per quel che riguarda invece l’IVA, dovuta sul prezzo totale, è importante evidenziare che l’applicazione è prevista sull’importo comprensivo dell’accisa stessa, un fenomeno spesso criticato e definito come una “tassa sulla tassa”.
Dal punto di vista pratico, quanto incide quindi il Fisco sul costo dei carburanti? Il mix di IVA e accise può arrivare a pesare per oltre il 55-60 per cento del costo finale, a seconda delle quotazioni internazionali del petrolio.
L’abolizione delle accise è davvero possibile?
Nel dibattito sulla componente fiscale che incide sul costo dei carburanti si sente spesso parlare di abolizione delle accise.
Su questo punto è però utile evidenziare che l’obbligo di sottoporre ad accisa tutti i prodotti energetici impiegati come carburanti, anche in relazione al gas usato per il riscaldamento, è previsto dalla direttiva comunitaria 2003/96/CE, che stabilisce tra l’altro le aliquote minime unionali per i singoli prodotti energetici.
Lo spazio di manovra per ridurre le accise su benzina e gasolio, disciplinate dal Testo Unico n. 504/1995, è quindi vincolato al rispetto dei valori minimi previsti dalla normativa UE.
Non è invece praticabile la via della riduzione dell’aliquota IVA, pari al 22 per cento.
Anche in questo caso le regole sono dettate dalla normativa comunitaria, che all’articolo 78 della direttiva IVA prevede che nella base imponibile rientrino anche imposte, dazi, tasse ed altri prelievi, e all’articolo 102 esclude i carburanti dai prodotti assoggettabili ad aliquota ridotta.
Si tratta di aspetti chiave da tenere bene a mente quando torna in auge il tema dell’addio alle accise, uno slogan che difficilmente può tradursi in realtà.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Accise mobili, come funziona il meccanismo che taglia il prezzo di benzina e diesel