Stralcio delle cartelle, l’OCSE boccia il condono fino a 5.000 euro

Stralcio delle cartelle, conto salato per i contribuenti adempienti. Nel Rapporto sull'Italia pubblicato il 6 settembre 2021, l'OCSE boccia il condono fino a 5.000 euro. La riduzione delle imposte sul lavoro resta invece la priorità della riforma fiscale.

Stralcio delle cartelle, l'OCSE boccia il condono fino a 5.000 euro

Stralcio delle cartelle bocciato dall’OCSE: il condono dei debiti fino a 5.000 euro impone un costo elevato, e pesa sui contribuenti adempienti.

È il Rapporto sull’Italia pubblicato il 6 settembre 2021 a criticare in maniera netta lo stralcio delle cartelle introdotto dal decreto Sostegni.

Non è la prima volta che l’OCSE raccomanda all’Italia di evitare di ricorrere a condoni fiscali ma, al contrario, di lavorare per incentivare la compliance e l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti.

L’analisi contenuta nel report dell’OCSE si sofferma in maniera specifica sul problema dell’evasione fiscale, soprattutto in materia di IVA.

Digitalizzazione, fatturazione elettronica e riduzione del contante sono le vie che potrebbero portare l’Italia a compiere ulteriori progressi, anche al fine di attuare una riforma fiscale che riduca permanentemente le imposte sul lavoro.

Stralcio delle cartelle, l’OCSE boccia il condono fino a 5.000 euro

All’Italia serve migliorare la compliance fiscale, al fine di ridurre il tax gap in particolar modo in materia di IVA.

Il Rapporto dell’OCSE diffuso il 6 settembre 2021 si soffermai in maniera specifica sugli interventi necessari in ambito fiscale e, come anticipato, menziona tra le misure più “controverse” adottate nel corso dell’emergenza Covid-19 proprio lo stralcio delle cartelle.

Sarebbe opportuno evitare la reiterazione di condoni fiscali, afferma l’Organizzazione, in quanto compromettono la stabilità del sistema di riscossione delle imposte.

I condoni e le iniziative volte alla remissione dei debiti, quali per l’appunto lo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro approvato nel mese di marzo 2021, hanno un costo elevato per i contribuenti adempienti e disincentivano al rispetto delle leggi.

L’introduzione di un limite di reddito per l’accesso allo stralcio automatico, pari a 30.000 euro, non cambia il giudizio dell’OCSE su qualsiasi forma di condono, che finisce con l’indebolire il sistema fiscale del Paese e si trasforma in un invito al contribuente a non pagare le imposte dovute.

Se ogni forma di condono fiscale è quindi da evitare, all’Italia serve mettere a punto una piattaforma integrata per l’analisi dei dati, che operi “in maniera trasversale alla tanto frammentata amministrazione fiscale”. Un sistema integrato di controlli consentirebbe di identificare le inadempienze ed i contribuenti a rischio.

Stralcio delle cartelle bocciato dall’OCSE. La riforma fiscale incentivi la compliance

Ridurre il divario fiscale appare centrale, secondo l’OCSE, per l’attuazione di una riforma che consenta di alleggerire il peso di imposte e contributi sul lavoro e che promuova la crescita.

In tal senso per l’OCSE appare fondamentale il miglioramento della compliance, soprattutto in materia di IVA.

Secondo quanto riportato nel documento, le imposte sui consumi favoriscono la crescita in misura maggiore rispetto alle imposte sul lavoro, ma in Italia è proprio l’alta propensione all’inadempimento ad ostacolare maggiori entrate IVA.

Le soluzioni proposte dall’OCSE sono due: da un lato proseguire verso il passaggio ad un sistema fiscale più digitalizzato, complici i risultati positivi della fatturazione elettronica, dall’altro ridurre la soglia di esenzione IVA.

Riforma fiscale, abolizione di agevolazioni obsolete

In materia di esenzioni e agevolazioni viene poi evidenziato come, nonostante le pressati richieste di razionalizzazione ed abolizione di quelle più obsolete, non siano state intraprese iniziative.

Tra il 2020 e il 2021, complice la necessità di fornire risposte alla crisi economica generata dal Covid-19, sono state introdotte ben 69 nuove misure e il totale delle spese fiscali nel 2021 dovrebbe raggiungere i 68,1 miliardi di euro.

Sono invece 180 le agevolazioni fiscali IRPEF, con un costo pari a 40 miliardi annui dal 2021 al 2023. L’OCSE sottolinea quindi la necessità di stimarne l’impatto distributivo, e valutare se siano lo strumento migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati o se serva intraprendere altre iniziative.

Da rivedere anche le agevolazioni ed esenzioni in materia di imposta di successione e, come più volte sottolineato dall’Europa, i valori immobiliari, che dovrebbero essere correlati ai valori di mercato.

Condoni da evitare, più compliance e meno agevolazioni: la ricetta OCSE per la riforma fiscale

Le raccomandazioni tratteggiate dall’OCSE nel Rapporto sull’Italia convergono verso un unico obiettivo: reperire le risorse utili per l’attuazione di una riforma fiscale olistica.

Migliorare la compliance, eliminare le agevolazioni fiscali obsolete e che inibiscono la crescita ed intervenire in materia di imposta sulle successioni e sugli immobili sono alcuni degli interventi ritenuti necessari per intervenire, in maniera permanente, a tutela dei redditi da lavoro.

Tra le priorità evidenziate dall’Europa c’è quindi in primis la riduzione del cuneo fiscale, per evitare che il peso di imposte e contributi finisca col disincentivare il lavoro.

Il tema della riforma fiscale è quantomai centrale in questo periodo: entro il mese di settembre è attesa la definizione da parte del Governo della legge delega, ed è proprio la mancanza di risorse uno dei nodi da sciogliere.

D’altro canto, sia i condoni fiscali che i possibili interventi in materia di imposte sulle successioni e sul mattone restano alcuni dei temi che dividono le diverse forze politiche che compongono la maggioranza di Governo. La strada è quindi tutt’altro che spianata.

Studi economici dell'OCSE: Italia 2021

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