Cos’è un condono fiscale?

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Cos'è un condono fiscale e perché non è mai un provvedimento giusto.

Cos'è un condono fiscale?

Cos’è un condono fiscale? Negli ultimi mesi in Italia si è tornato a parlare con insistenza di condono fiscale per effetto del provvedimento giornalisticamente noto come pace fiscale.

Essa si articola su tre diversi livelli.

Il primo livello è un condono fiscale vero e proprio ovvero la dichiarazione integrativa speciale. La dichiarazione integrativa speciale potrà essere presentata entro il 31 maggio 2019 da chi ha regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi dal 2013 ed entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell’imposta sul valore degli immobili all’estero e delle attività finanziare all’estero, dell’Irap e dell’IVA. L’attuale proposta di legge prevede il condono delle somme non dichiarate fino al limite di 100.000 euro considerato per singola imposta e per periodo d’imposta, fermo restando il limite del 30% di quanto già dichiarato.

Il secondo livello è dato dalla cosiddetta rottamazione ter: sarà possibile pagare i propri debiti al netto di sanzioni e interessi in dieci rate spalmate in cinque anni. Con la pace fiscale delle controversie tributarie contro l’Agenzia delle Entrate sarà possibile chiudere i contenziosi pendenti pagando una somma pari al valore della controversia, ridotto in caso di soccombenza in giudizio del Fisco.

Non solo questo: la pace fiscale 2019 prevede tra le novità anche lo stralcio totale di tutte le cartelle di importo non superiore a 1.000 euro datate tra il 2000 ed il 2010, che saranno annullate definitivamente al 31 dicembre 2018.

Cos’è un condono fiscale e perché non è mai un provvedimento giusto

In linea generale, il condono fiscale consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco secondo le regole stabilite dal Parlamento.

Non si tratta di una situazione ordinaria bensì di un provvedimento straordinario del quale è bene non abusare.

Con il condono fiscale i contribuenti che hanno contratto debiti di natura tributaria hanno la facoltà, presentando solitamente una domanda, di sanare la propria situazione e di pagare l’importo dovuto secondo le disposizioni stabilite dalla legge.

Per portare un esempio meno recente, con la rottamazione delle cartelle Equitalia introdotta dal Decreto Legge 193/2016 è stato consentito ai contribuenti con ruoli affidati all’Ente di Riscossione dal 2000 al 2016 - e che hanno presentato domanda - di pagare l’importo del debito senza sanzioni e interessi di mora.

Perché il condono fiscale punisce i contribuenti onesti

Quando si parla di condono fiscale si fa riferimento quindi alla più ampia categoria dei condoni legislativi che comprendono anche i condoni edilizi e l’indulto.

Per capire cos’è un condono fiscale è bene far riferimento al significato generale del termine condono che nel diritto è definito come un provvedimento emanato dal Parlamento o dal Governo con decreto, tramite il quale i cittadini che vi aderiscono possono ottenere l’annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione.

In molti criticano lo strumento del condono, tanto più in ambito fiscale, perché la cancellazione della sanzione in caso di mancato rispetto degli obblighi tributari è secondo gli studiosi di diritto tributario un deterrente per il rispetto di regole e obblighi.

Condono fiscale: un breve excursus storico

In Italia inoltre lo strumento del condono fiscale è tutt’altro che usato con cautela: dal 1973 ad oggi viene varato un provvedimento di condono in media ogni tre anni.

I condoni fiscali più recenti che vale la pena ricordare sono il cosiddetto condono tombale voluto dall’allora ministro Giulio Tremonti che, nel periodo compreso tra il 2002-2003 e il 2009-2010, ha concesso agli evasori con soldi all’estero di mettersi in regola pagando un imposta del 5% sui proventi rimpatriati e con garanzia di anonimato.

Nel biennio 2016-2017 una norma simile è stata fortemente voluta dall’ex Ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo a guida PD, Padoan: si tratta della voluntary disclosure, che prevede regole differenti ma che in ogni caso applica un condono fiscale non indifferenti sulle sanzioni previste nei confronti degli evasori.

Tuttavia combattere l’evasione fiscale con lo strumento del condono sembra essere la scelta peggiore: come più volte sottolineato da esperti e teorici del diritto tributario, il condono fiscale è uno strumento straordinario, adatto in caso di riforma del sistema fiscale e non come strumento di contrasto all’irregolarità.

Come più volte sottolineato da coloro che criticano il condono, il risvolto negativo della cancellazione di imposte, sanzioni e addirittura pene è il dissuadere i cittadini dall’avere comportamenti corretti, oltre a punire coloro che, al contrario, hanno sempre pagato tutto, magari facendo tanti sacrifici...