Reclamo e Mediazione 2018: le ultime novità

Carla Mele - Fisco

Reclamo e Mediazione 2018: dal 1° gennaio, è stata innalzata la soglia del valore minimo per il ricorso con mediazione reclamo a 50.000 euro. Vediamo di seguito le ultime novità in merito

Reclamo e Mediazione 2018: le ultime novità

Con il recente D.L. 50/17 all’ art. 10 (Manovra correttiva 2017), è stata innalzata la soglia limite per il ricorso con Mediazione e Reclamo.

A partire dal 1° gennaio 2018 per tutte le liti pendenti con il Fisco fino a 50.000 euro, sarà obbligatorio, per chi vorrà proseguire con un ricorso, presentare reclamo mediazione.

Questa novità riguarda tutti i contribuenti, persone fisiche, società di persone, società di capitali ed altri contribuenti che hanno ricevuto atti di accertamento, di liquidazione o di contestazione di sanzioni o cartelle di pagamento dall’Agenzia delle Entrate, dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dagli Enti locali o dall’Agenzia delle Entrate riscossione, il cui valore non supera i 50.000 euro.

Illustriamo di seguito come calcolare correttamente il valore limite della lite, i casi di esclusione e le ultime novità a riguardo.

Reclamo e Mediazione 2018: come si determina il valore della lite?

Dal 1° Gennaio 2018 il contribuente che ha una lite pendente con l’Amministrazione Finanziaria ed intende proporre ricorso, dovrà stabilire correttamente il valore della lite per capire se l’eventuale ricorso dovrà essere o meno proposto con mediazione reclamo.

Come stabilire con precisione il valore della lite? Per valore della lite si considera, secondo l’articolo 12, comma 5, del D.Lgs. 546/92, l’importo del tributo al netto degli interessi e delle sanzioni irrogate; nel caso in cui l’ oggetto della contesa sia costituito da sole sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.

La circolare dell’ Agenzia delle Entrate n. 9/E del 2012, spiega del dettaglio come determinare il valore della controversia in sede di mediazione:

  • se la contestazione concerne più tributi accertati con un medesimo atto, il valore della controversia sarà pari alla somma delle imposte che hanno formato oggetto di contestazione;
  • se ci troviamo nel caso di un ricorso cumulativo, cioè che riguarda più atti contemporaneamente, il valore della lite va calcolato in relazione a ciascun atto impugnato;
  • nelle controversie riguardanti il rifiuto espresso o tacito alla restituzione di ributi, il valore corrisponde all’importo del tributo richiesto a rimborso, al netto degli accessori;
  • se l’oggetto della lite è un’istanza di rimborso che riguarda più periodi d’imposta, il valore della lite è calcolato considerando il singolo periodo di imposta.

Nel caso in cui il contribuente, in sede di autotutela, riesca a farsi riconoscere dall’ Amministrazione finanziaria una riduzione dell’ammontare del tributo accertato al di sotto del limite di 50.000 euro, potrà presentare ricorso con mediazione reclamo, purché l’Amministrazione si pronunci nel termine previsto per la proposizione del ricorso.

È invece escluso il ricorso con mediazione reclamo nei casi in cui la riduzione abbia luogo dopo la notifica dello stesso.

Reclamo e Mediazione 2018: la nuova cartella di pagamento

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2017, ha definito i nuovi fogli avvertenze delle cartelle di pagamento, in considerazione del limite di 50.000 euro applicabile all’istituto del reclamo mediazione, con riferimento agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1º gennaio 2018.

Qualora la sezione delle avvertenze dell’atto lo preveda, il contribuente potrà decidere di presentare, in luogo del ricorso con mediazione reclamo, un’ istanza di accertamento con adesione: in caso di accordo, le sanzioni sono riducibili ad un terzo, mentre per la mediazione sono riducibili al 35%.