Il Codice degli Incentivi ridisegna le regole per l'accesso a contributi da parte di partite IVA e imprese: senza polizza catastrofale e DURC scatta lo stop alle agevolazioni. Le novità operative dal 1° gennaio 2026
Partite IVA, stop agli incentivi in assenza di DURC e polizza catastrofale.
L’entrata in vigore del Codice degli Incentivi a partire dal 1° gennaio 2026 darà il via a una disciplina di esclusioni per tutte le agevolazioni riconosciute come contributi a fondo perduto, garanzie, finanziamenti agevolati così come misure in materia fiscale e contributiva.
Per le imprese scatteranno quindi nuove condizioni per poter beneficiare di agevolazioni pubbliche.
Sul fronte del DURC prenderà il via una procedura di controllo automatizzato. La regolarità contributiva sarà fondamentale anche per le partite IVA non soggette all’iscrizione all’INPS, INAIL e Cassa Edile.
Il decreto legislativo n. 184/2025 mette inoltre al centro la polizza catastrofale: l’inadempimento dell’obbligo di stipula comporterà il venir meno delle agevolazioni.
Partite IVA, dal 2026 scattano le cause generali di esclusione dagli incentivi
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre, il Codice degli Incentivi entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 e ridisegnerà regole e condizioni per accedere alle agevolazioni riconosciute alle imprese italiane.
Si tratta di una riforma centrale che, oltre a puntare sulla digitalizzazione delle procedure per l’individuazione del sistema dei contributi accessibili, ridefinisce anche le condizioni per poterne fruire.
Di particolare interesse sono quindi le nuove condizioni che determineranno l’impossibilità per le partite IVA di accedere alle agevolazioni.
L’articolo 9 del decreto legislativo n. 184/2025 elenca i motivi di esclusione che si applicheranno a tutte le agevolazioni rientranti nell’ambito della normativa del Codice degli Incentivi e che andranno a sommarsi a quelle previste dai singoli bandi.
Si tratta nello specifico delle seguenti condizioni:
- sussistenza di una causa di decadenza, di sospensione o di divieto prevista dall’articolo 67 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4, del medesimo codice;
- applicazione della sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, o di altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione;
- condanna dei legali rappresentanti o degli amministratori del proponente, con sentenza definitiva o con decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici vigente alla data di presentazione della domanda. Decorso il termine di venti giorni dalla richiesta all’ufficio locale del casellario giudiziale del Tribunale, ovvero, nei casi di urgenza, immediatamente, le amministrazioni concedenti procedono anche in assenza del casellario; in tal caso le agevolazioni sono concesse sotto condizione risolutiva. La preclusione, in ogni caso, non opera quando il reato è stato depenalizzato oppure quando è intervenuta la riabilitazione oppure, nei casi di condanna ad una pena accessoria perpetua, quando questa è stata dichiarata estinta ai sensi dell’articolo 179, settimo comma, del codice penale, oppure quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna oppure in caso di revoca della condanna medesima;
- violazioni delle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC);
- effettuazione di una operazione di delocalizzazione o cessazione di attività;
- inadempimento dell’obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni previsto dall’articolo 1, comma 101, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.
Stop incentivi senza il DURC, regolarità contributiva obbligatoria per tutte le partite IVA
Scendendo nell’analisi delle cause di esclusione, è interessante soffermarsi sulle regole relative al DURC.
La violazione delle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali che impediscono il rilascio del Documento unico di regolarità contributiva sarà dirimente ai fini dell’accesso ad incentivi pubblici.
Come previsto dall’articolo 18 del Codice degli Incentivi, per le agevolazioni finalizzate alla realizzazione di investimenti la verifica avverrà d’ufficio. L’Amministrazione proponente acquisirà quindi il DURC dell’impresa e le agevolazioni saranno concesse esclusivamente in caso di regolarità contributiva.
In caso di rilascio di un DURC che segnali un’inadempienza contributiva, sarà inviata una specifica comunicazione all’impresa richiedente.
Le verifiche interesseranno però non solo partite IVA e imprese soggette all’iscrizione all’INPS, all’INAIL o alla Cassa edile. In tutti i casi, in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni sarà necessario presentare un’apposita dichiarazione per attestare la regolarità contributiva.
La polizza catastrofale diventa obbligatoria per l’accesso agli incentivi
Un ulteriore punto che merita attenzione riguarda l’obbligo di stipula della polizza catastrofale. Il Codice degli Incentivi mette di fatto in chiaro che chi non si è dotato di assicurazione contro i danni catastrofali verrà tagliato fuori dal perimetro degli aiuti pubblici.
L’inadempimento costituirà causa di esclusione.
Faranno eccezione solo gli incentivi fisali erogati in assenza di attività istruttorie valutative, compresi quelli erogati nel solo rispetto del limite delle risorse stanziate, così come gli incentivi fiscali in materia di accisa. Allo stesso modo, la mancata stipula della polizza catastrofale non costituirà causa di esclusione per gli incentivi contributivi.
Il decreto legislativo n. 184/2025 sembra quindi chiudere il cerchio sulla disciplina sanzionatoria legata alla mancata stipula delle assicurazioni catastrofali da parte delle imprese obbligate.
Dopo il primo perimetro delineato con il decreto MIMIT del 18 giugno, il Codice completa il lavoro di definizione delle conseguenze dell’inadempienza.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, dal 2026 stop incentivi senza polizza catastrofale e DURC