Via la clausola dei beni made in UE per l'iperammortamento. Come funziona la misura nel 2026?
Con le modifiche introdotte dall’atteso decreto Fiscale viene eliminata la discussa clausola che limitava i benefici dell’iperammortamento ai beni prodotti in Europa.
Una modifica che mira a rendere più flessibile l’accesso delle imprese all’agevolazione a sostegno degli investimenti in beni strumentali.
La relazione tecnica al decreto chiarisce, inoltre, i dubbi in merito al limite massimo di investimenti agevolabili.
Quali sono, dunque, gli investimenti ammessi e da quando possono partire? E quali sono le maggiorazioni previste dalla legge di Bilancio?
Iperammortamento 2026: investimenti senza vincolo UE
Nella lista di misure corrette con il decreto fiscale trova spazio anche l’iperammortamento, l’agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 per favorire gli investimenti delle imprese in beni strumentali nuovi.
L’intervento. già preannuncoato dal MEF, va a correggere un aspetto molto discusso già in fase di approvazione della Manovra: la normativa, infatti, limitava l’accesso ai benefici solo a coloro che acquistano beni made in Europe, un requisito stringente che ha bloccato per mesi l’attuazione della misura.
Il decreto attuativo, infatti, doveva essere approvato entro il 31 gennaio scorso, ma tutto è rimasto fermo perché per allargare il raggio d’azione degli investimenti agevolati serviva riscrivere la norma di riferimento.
La disposizione contenuta nel decreto Fiscale, estende, dunque, il perimetro dell’agevolazione anche agli investimenti effettuati presso fornitori extraeuropei, a condizione che i beni siano destinati a strutture produttive localizzate in Italia. Sono compresi anche gli eventuali investimenti effettuati nei primi mesi dell’anno, quindi prima della pubblicazione del decreto.
Nessuna modifica, invece, per la disciplina relativa agli investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, per cui resta fermo lo stringente requisito geografico e gli specifici standard di efficienza.
Per l’iperammortamento sono in arrivo anche nuove risorse. Lo stanziamento passa da 8,4 a 9,8 miliardi di euro.
L’intesa è arrivata questa mattina in seguito al tavolo di confronto convocato dal MIMIT e che oltre alle associazioni nazionali d’impresa ha visto coinvolti anche MEF e Ministero per gli Affari europei PNRR e Politiche di coesione per discutere del credito d’imposta Transizione 5.0, alla luce delle modifiche apportate dal decreto Fiscale.
Iperammortamento 2026: come funziona l’agevolazione
Come funzionerà, quindi, l’iperammortamento nel 2026 e nei due anni successivi?
La misura, ricordiamo già prevista in passato, consiste in una variazione in diminuzione della base imponibile su cui si pagano le imposte dirette IRPEF e/o IRES e IRAP e può essere fruita dalle imprese che investono in beni strumentali nuovi, ora anche fuori dall’UE, da destinare a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.
Nello specifico, i titolari di reddito d’impresa possono ottenere l’agevolazione per gli investimenti effettuati nel triennio 2026/2028, in particolare dal 1° gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028.
Per inquadrare correttamente la data dell’investimento si deve fare riferimento alla data di consegna o spedizione del bene.
Nel caso di appalti conta invece la data in cui viene ultimata la prestazione. Se, invece, il trasferimento della proprietà avviene in un momento successivo si deve fare riferimento a tale termine.
Chi ha già beneficiato del credito d’imposta Transizione 4.0 o 5.0 non può accedere all’iperammortamento.
L’agevolazione, come detto, prevede una maggiorazione del costo dei beni. Tale maggiorazione segue una programmazione a scaglioni, secondo i valori seguenti.
Tabella con aliquote delle maggiorazioni per investimenti
| Percentuale di maggiorazione | Importo dell’investimento |
|---|---|
| 180% | fino a 2,5 milioni di euro |
| 100% | tra 2,5 e 10 milioni di euro |
| 50% | tra 10 e 20 milioni di euro |
La relazione tecnica al decreto Fiscale, come anticipato, ha chiarito anche un altro aspetto chiave dell’agevolazione, sciogliendo i dubbi in merito al tetto massimo per gli investimenti agevolabili, fissato a quota 20 milioni di euro.
Come si legge nel testo, tale limite vale per ciascun anno e non per l’intero triennio. Il plafond complessivo che dà diritto all’agevolazione può arrivare quindi fino a 60 milioni di euro.
Si attende ora la pubblicazione del decreto che definirà le modalità di attuazione della misura, così come la procedura di domanda per l’accesso all’agevolazione.
Il provvedimento dovrebbe arrivare nei primi 10 giorni di maggio. Così ha specificato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dopo il tavolo al MIMIT di questa mattina su Transizione 5.0 alla presenza delle associazioni nazionali d’impresa.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Iperammortamento senza vincolo made in UE e con nuove risorse: come funziona l’agevolazione