Imu e Tasi, novità in Legge di Bilancio 2019

Imu e Tasi, importanti novità in Legge di Bilancio 2019: si va verso l'accorpamento delle due imposte. Ecco cosa cambia.

Imu e Tasi, novità in Legge di Bilancio 2019

Nuova Imu dal 2019? È un emendamento alla Legge di Bilancio a proporre l’eliminazione della Tasi e a preannunciare importanti novità dal prossimo anno.

La modifica proposta in Commissione Finanze dalla Lega e dichiarata ammissibile prevede l’accorpamento di Imu e Tasi sotto un’unica imposta.

Le novità previste tuttavia non cambierebbero molto per i cittadini, in quanto non sono previste modifiche rilevanti alle aliquote massime applicabili al meccanismo di calcolo: l’emendamento che propone l’eliminazione della Tasi e l’accorpamento nell’Imu prevede una clausola di invarianza per evitare l’aumento dell’importo dovuto.

Era stata l’ANCI a richiedere l’unificazione di Imu e Tasi sotto un’unica imposta, al fine di ottimizzare e semplificare il meccanismo di riscossione da parte dei Comuni. La novità, che dovrà essere votata prima in Commissione e poi in Aula, si aggiunge allo “sblocco” delle aliquote dei tributi locali.

Imu e Tasi, novità in Legge di Bilancio 2019

Bisognerà attendere l’approvazione della Legge di Bilancio 2019 per parlare di novità ufficiali ma su Imu e Tasi la richiesta dell’ANCI potrebbe essere accolta con favore.

L’emendamento presentato dall’On. Gusmeroli della Lega prevede l’accorpamento delle due imposte gestite dai Comuni, con l’eliminazione della Tasi e l’inclusione del tributo all’interno della nuova Imu.

L’obiettivo è quello di semplificare la procedura di riscossione, evitando di andare a gravare sulla spesa a carico dei cittadini. L’aliquota massima prevista per la nuova Imu verrebbe fissata all’11,4%, pari allo 0,4% (aumentata al massimo fino allo 0,6%) sulla prima casa, lasciando inalterato l’esonero per l’abitazione principale.

È inoltre prevista una clausola di invarianza nella quale è disposto che dalla fusione di Imu e Tasi bisognerà assicurare che gli importi saranno gli stessi di quelli che si pagano attualmente

Le novità sull’Imu con l’abolizione della Tasi dal 2019 entrerebbero in vigore dopo un primo periodo di transizione: per il primo semestre dell’anno, infatti, l’emendamento propone di far pagare in base agli importi previsti per il 2018, unificando il prelievo e sommando le due aliquote.

L’aliquota della nuova Imu 2019 dovrebbe quindi essere deliberata dal Comune in vista del versamento del saldo dell’imposta, che come di consueto dovrà essere pagato entro il 16 dicembre (la scadenza dell’acconto resta fissata al 16 giugno).

Nuova Imu 2019 e sblocco aliquote per i Comuni

L’avvento della nuova Imu dal 2019 sarà accompagnata dallo sblocco della leva fiscale dei Comuni. Attualmente, la Legge di Bilancio non prevede la proroga del blocco delle aliquote di Imu e Tasi anche per il prossimo anno; si tratterebbe del primo anno dopo il 2015 nel quale i Comuni avrebbero la facoltà di deliberare aumenti alle aliquote delle imposte locali.

Ad introdurre il blocco delle aliquote delle imposte comunali era stato il Governo Renzi, con la Legge di Stabilità 2016, disponendo la sospensione dell’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali per il 2016 e per il 2017 in merito agli aumenti dei tributi e delle addizionali rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per il 2015.

Tale norma è stata successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2018 ma ora il rischio è che i Comuni, soprattutto quelli in difficoltà finanziaria, sfruttino lo sblocco della leva fiscale deliberando aumenti sulle aliquote Imu e Tasi dal 2019.

Insomma, nonostante la nuova Imu non dovrà comportare un aumento delle imposte a carico dei cittadini, sono due le novità che conviveranno a partire dal 1° gennaio 2019 e sarà ciascun Ente Locale a stabilire come livellare il prelievo fiscale a loro carico per evitare di gravare sulle tasche dei contribuenti.