IMU 2022, esenzione vincolata ai requisiti del nucleo familiare al vaglio della Corte Costituzionale

Esenzione IMU e requisiti richiesti al nucleo familiare al vaglio della Corte Costituzionale, che solleva verso se stessa la questione di legittimità della norma che esclude il diritto all'esonero se uno dei componenti della famiglia risiede in un altro Comune.

IMU 2022, esenzione vincolata ai requisiti del nucleo familiare al vaglio della Corte Costituzionale

IMU 2022, al vaglio della Corte Costituzionale l’esenzione per la prima casa vincolata al rispetto dei requisiti per tutto il nucleo familiare.

A darne notizia è il comunicato stampa pubblicato dalla Consulta il 24 marzo 2022, che si inserisce nel solco della discussione in merito alla possibilità per i coniugi residenti in comuni diversi di beneficiare dell’esenzione IMU.

Il decreto legge n. 146/2021 ha previsto il diritto all’agevolazione sull’abitazione principale su un solo immobile scelto dai componenti del nucleo familiare.

Per il passato si applicano invece regole più stringenti, e così come evidenziato a più riprese dalla Corte di Cassazione l’esenzione IMU non spetta se uno dei componenti del nucleo familiare ha fissato la propria residenza anagrafica in un immobile situato in un altro Comune.

Ed è in particolare sull’impossibilità di beneficiare di alcuna esenzione dal versamento dell’IMU che si sofferma la Corte Costituzionale, che si interroga sulla legittimità di una limitazione che penalizza i nuclei familiari.

IMU 2022, esenzione vincolata ai requisiti del nucleo familiare al vaglio della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale dubita della legittimità costituzionale dei limiti previsti ai fini dell’esenzione IMU per il nucleo familiare.

In particolare, al centro dell’attenzione della Consulta c’è quanto previsto dall’articolo 13 del DL 201/2011, che disconosce il diritto all’esonero dal versamento dell’imposta municipale propria sulla prima casa se uno dei componenti del nucleo familiare ha fissato la propria residenza in un Comune diverso.

Una regola che è stata a lungo dibattuta negli anni, e sulla quale a mettere un punto è stato il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022, prevedendo il diritto all’esenzione su un immobile a scelta nel caso di coniugi residenti in comuni diversi.

All’esame della Corte Costituzionale c’è però non tanto la questione dei coniugi, quanto le regole previste più in generale per il nucleo familiare. Come evidenziato nel comunicato stampa del 24 marzo 2022,

“la Corte dubita della legittimità costituzionale – in relazione agli articoli 3, 31 e 53 Costituzione – del riferimento alla residenza anagrafica e alla dimora abituale non solo del possessore dell’immobile (com’era nella versione originaria dell’IMU) ma anche del suo nucleo familiare.”

Il nucleo familiare diventa un limite per il riconoscimento dell’esenzione IMU sull’abitazione principale per ciascun componente con residenza anagrafica e dimora abituale in un immobile diverso.

Le legittimità costituzionale della norma sarà quindi valutata alla luce del principio di uguaglianza previsto dall’articolo 3 della Costituzione, della tutela della famiglia di cui all’articolo 31 e dell’articolo 53 in materia di capacità contributiva e progressività del sistema tributario.

Corte Costituzionale - comunicato stampa 24 marzo 2022
IMU: sui limiti dell’esenzione per il nucleo familiare, la Corte solleva la questione di costituzionalità davanti a se stessa

Esenzione IMU per il nucleo familiare, si attendono novità

La Consulta è quindi chiamata a deliberare sulla possibile incostituzionalità di una norma che di fatto finisce con il penalizzare i nuclei familiari.

Il concetto di nucleo familiare è stato negli anni centrale per quel che riguarda l’IMU e sono sorti numerosi contenziosi in merito alla spettanza o meno dell’esenzione sull’abitazione principale in caso di coniugi con residenze in immobili diversi.

Vale la pena ricordare che ai fini ICI e fino al 2010, il decreto legislativo n. 504/92 all’articolo 8 legava il riconoscimento delle agevolazioni sull’abitazione principale non al requisito della residenza bensì alla dimora abituale del contribuente proprietario dell’immobile e dei suoi familiari.

La legge n. 201/2011 ha ridefinito il concetto di abitazione principale:

“l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.”

Ai fini dell’esonero è quindi divenuto rilevante il requisito della residenza anagrafica non solo del proprietario dell’immobile ma di tutto il nucleo familiare, e come più volte evidenziato dalla Corte di Cassazione l’agevolazione viene meno in caso di coniugi con residenza in comuni diversi.

Come sopra già ricordato, le ultime modifiche in merito sono state introdotte dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022.

La Consulta dovrà ora affrontare la questione relativa alle controversie di annualità precedenti, e stabilire se l’interpretazione anti-abuso che ha caratterizzato gli ultimi anni sia o meno in contrasto con i diritti costituzionalmente garantiti.

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