L’IRPEF sempre più “mini”: la Manovra 2027 moltiplica le flat tax e svuota la progressività

L'IRPEF convive con il sistema sempre più capillare delle flat tax e la Manovra 2027 crea una nuova scala mobile fiscale dove la progressività somiglia a un'utopia

L'IRPEF sempre più “mini”: la Manovra 2027 moltiplica le flat tax e svuota la progressività

Due redditi dello stesso importo possono essere tassati con regole di gran lunga differenti e la Manovra 2027 contribuisce ad aumentare la “giungla” dei regimi sostitutivi.

Al quadro già complesso dell’IRPEF e delle flat tax che sostituiscono le aliquote ordinarie applicate per scaglioni, si aggiungono le nuove imposte settoriali contenute nel Disegno di Legge approvato dal Governo il 28 ottobre 2026 e sul quale è atteso il via il ciclo di audizioni in Parlamento.

Sotto la lente torna ancora una volta l’erosione della base imponibile IRPEF, imposta che somiglia sempre più a un tributo residuale dovuto da pochi, con buona pace dei criteri di progressività del sistema tributario fissati dall’articolo 53 della Costituzione.

IRPEF per pochi, la giungla delle flat tax e delle aliquote speciali nella Manovra 2027

Nata con il fine di raccogliere sotto un unico prelievo i redditi maturati dalle persone fisiche, l’IRPEF assomiglia sempre di più a un’imposta residuale.

Il tema dell’erosione della base imponibile, ossia dei redditi effettivamente assoggettati alla tassazione per aliquote e scaglioni, è da anni al centro dell’attenzione e corre di pari passo con il proliferare di regimi sostitutivi di tassazione.

Il sistema delle flat tax comporta di fatto che sono sempre in meno i contribuenti che pagano l’IRPEF, potendo beneficiare di regole di tassazione cucite su misura per le diverse fattispecie.

Due esempi tipici sono la cedolare secca sugli affitti e il regime forfettario, che nell’ottica di costruire un sistema specifico di agevolazioni fiscali e ridurre i fenomeni di evasione ed elusione finiscono col depotenziare il criterio della progressività della tassazione.

In questo senso, i contenuti della Manovra 2027 approvata dal Governo il 28 ottobre, sulla quale dal 9 novembre parte il ciclo di audizioni preliminare all’avvio dell’esame parlamentare, non rappresentano certo un cambio di passo.

Nella settimana appena trascorsa, sulle nostre pagine abbiamo affrontato le novità contenute nel testo con diversi approfondimenti, anche dando parola direttamente alla politica con un ciclo di interviste dedicate proprio alla Manovra di bilancio.

Uno dei punti critici emersi in più occasioni è relativo all’intervento temporaneo sulle aliquote IRPEF, considerando che il taglio al 33 per cento dell’aliquota di tassazione per i redditi fino a 55.000 euro è limitato al solo 2027.

Di contro, proliferano le imposte sostitutive, flat tax di categoria e regimi speciali di favore.

Il risultato è un sistema a geometria variabile in cui lo stesso euro guadagnato viene tassato all’1, al 5, al 10, al 15 o al 21 per cento a seconda dell’età del contribuente, del settore d’impiego o della natura del contratto.

La giungla delle aliquote: dall’1% al 15% in busta paga

Se l’IRPEF ordinaria prevede scaglioni che partono dal 23 per cento per salire al 33 e al 35 per cento, una quota crescente di redditi viene sottratta a questa curva, costruita per garantire i criteri di progressività previsti dalla Costituzione, per finire in corsie fiscali dedicate.

Cosi è guardando all’insieme di agevolazioni fiscali previste dalla Manovra 2027, a partire dalla flat tax dell’1 per cento per gli aumenti di stipendio dei giovani.

Per i lavoratori dipendenti del settore privato under 30 (nati dal 1° gennaio 1998 in poi) con reddito fino a 28.000 euro, gli aumenti retributivi rispetto all’anno precedente non subiranno la progressività ordinaria, ma sono assoggettati a un’imposta sostitutiva dell’1 per cento fino al limite di 2.500 euro.

Una misura che si affianca alla flat tax del 5 per cento sugli aumenti da rinnovo contrattuale corrisposti nel 2027 in esecuzione di contratti collettivi nazionali sottoscritti tra il 2024 e il 2027.

Scenario simile per il prelievo secco del 15 per cento sul lavoro notturno, festivo e a turni, fino a un importo massimo di 1.500 euro annui, per chi guadagna fino a 40.000 euro, o ad esempio per la tassazione fissata sempre al 15 per cento sul trattamento accessorio dei dipendenti pubblici.

Flat tax e bonus sugli stipendi 2027
Importi interessatiTipologia di Flat tax/agevolazione ed eventuali limiti di applicazioneLimite di reddito di lavoro dipendente/platea Periodo di copertura
Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali (gennaio 2024-dicembre 2027) 5 per cento 33.000 euro 2026-2027
Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo 15 per cento fino a 1.500 euro 40.000 euro 2026 e 2027
Fringe benefit Detassazione fino a 1.000 euro Generalità dei dipendenti 2025 -2027
Detassazione fino a 2.000 euro Genitori (figli o figlie fiscalmente a carico) 2025-2027
Detassazione fino a 2.000 euro Dipendenti under 31 2027
Incremento del reddito di lavoro dipendente 1 per cento fino a 2.500 euro Under 30 (nati dal 1° gennaio 1998) fino a 28.000 euro di reddito (nell’anno in corso) 2027
Premi di produttività e partecipazione agli utili 1 per cento fino a 5.000 euro 80.000 euro Fino alla fine del 2027

Cedolare secca sugli affitti: il record dell’aliquota all’1 per cento

La frammentazione prosegue sul fronte dei redditi fondiari con l’ampliamento del regime di tassazione separata previsto dalla cedolare secca.

Per i contratti a canone concordato stipulati nel 2027, l’aliquota sostitutiva scende dal consueto 10 per cento al 5 per cento (fino al 2031). Se l’inquilino è un giovane con meno di 36 anni, l’aliquota precipita all’1 per cento.

Si riapre inoltre la tassazione sostitutiva per i negozi, fino a 200 metri quadrati, con aliquota standard al 21 per cento, che scende al 10 per cento per gli immobili situati nei comuni capoluogo di città metropolitana.

Chi percepisce redditi da locazione si trova dunque in una dimensione tributaria del tutto autonoma rispetto a chi percepisce analoghi redditi da lavoro o da pensione.

Il Fisco sartoriale diventa quindi la via per affrontare l’emergenza, andando però a minare il criterio di progressività e strutturando binari di tassazione diversificati in base alla categoria di reddito soggetto a imposizione.

Autonomi: il forfettario sfonda il tetto dei 100.000 euro, una scelta politica che si scontra con l’UE

Nel lavoro autonomo e professionale, il dualismo con l’IRPEF progressiva diventa strutturale e ancor più profondo.

L’articolo 9 della Manovra 2027 eleva la soglia di accesso e permanenza nel regime forfettario a 100.000 euro di ricavi e compensi (con espulsione immediata solo oltre i 115.000 euro), rafforzando il perimetro della flat tax del 15 per cento, ridotta al 5 per cento per i primi anni di attività.

In aggiunta, per il solo 2027 e confermando quanto già previsto nell’ultimo biennio, viene alzato a 35.000 euro il limite di reddito da lavoro dipendente o da pensione cumulabile con l’attività autonoma forfettaria.

Un professionista con 90.000 euro di compensi continua così a versare una frazione dell’imposta che graverebbe su un lavoratore dipendente di pari reddito lordo inserito negli scaglioni IRPEF.

Stando a quanto evidenziato ai microfoni di Informazione Fiscale dal Senatore del PD, Antonio Misiani, lo sconto fiscale che verrà garantito ai titolari di partita IVA con redditi superiori a 85.000 euro, e fino al limite di 100.000 euro, sarà pari a 8.000 euro all’anno a regime, a fronte dei 500 euro garantiti invece ai dipendenti con redditi sopra i 50.000 euro che potranno beneficiare del taglio dell’aliquota IRPEF al 33 per cento. Una differenza che l’esponente DEM definisce uno “strappo all’equità”.

A fronte di ciò, la maggioranza di governo rivendica e difende quella che viene definita una scelta politica.

Così ai nostri microfoni il Deputato FdI Marco Osnato, il quale sollecitato anche sul possibile scontro con l’UE, che da tempo chiede all’Italia di stringere le maglie del regime agevolato, evidenzia come il Governo abbia operato nel pieno delle proprie prerogative legislative, formulando scelte mirate a sostenere il tessuto produttivo.

Per quanto riguarda le raccomandazioni UE, pur mantenendo un confronto costante con la Commissione Europea, i suggerimenti non possono paralizzare le scelte programmatiche dell’esecutivo.

Sui possibili rilievi di Bruxelles, Osnato taglia corto affermando che, se le indicazioni europee divergeranno dalla linea italiana, “ce ne faremo una ragione”.

Ritocchi a tempo per l’IRPEF, un’imposta a perimetro sempre più stretto

Mentre i regimi sostitutivi si consolidano e si moltiplicano, l’imposta progressiva generale riceve un trattamento marginale e provvisorio.

L’articolo 9 della Manovra 2027 interviene sugli scaglioni IRPEF rimodulando l’aliquota per i redditi superiori a 50.000 euro, e fino a 55.000 euro, dal 43 al 33 per cento.

L’intervento è circoscritto all’anno 2027 e come detto genera un risparmio massimo di poco più di 500 euro l’anno per i contribuenti a partire da 55.000 euro.

L’IRPEF ordinaria subisce un intervento tampone di durata annuale, pur inserendosi in un percorso di progressiva rimodulazione delle aliquote partito dalla fine del 2023 nell’ambito della riforma fiscale.

Quel che è certo è che le deroghe settoriali continuano a erodere la base imponibile complessiva.

L’analisi del DDL di Bilancio 2027 evidenzia come il modello dell’imposta personale, progressiva e globale sia ormai sostituito da un mosaico di prelievi proporzionali e chirurgici, oltre che di durata limitata nel tempo.

Il Fisco diventa la leva per affrontare l’emergenza, ma senza interventi strutturali e con il rischio di complicare ulteriormente un sistema già fin troppo articolato.

La conseguenza tecnica è la rottura dell’equità orizzontale: due contribuenti con il medesimo reddito complessivo possono sperimentare carichi tributari divergenti in funzione della qualificazione giuridica del loro guadagno.

L’IRPEF rimane la colonna portante del gettito erariale, ma vede costantemente ridursi il proprio perimetro a causa di regimi sostitutivi nati come eccezioni e divenuti progressivamente la regola.