Pensionati, bonus 200 euro alla prova del modello 730/2022: chi rischia la restituzione

Anna Maria D’Andrea - Modello 730

Bonus 200 euro ai pensionati, verifica definitiva dei redditi solo dopo la scadenza del modello 730/2022. Il pagamento è stato effettuato in via preventiva dall'INPS, ma per chi supera la soglia dei 35.000 euro di reddito relativo al 2021 scatta la restituzione delle somme.

Pensionati, bonus 200 euro alla prova del modello 730/2022: chi rischia la restituzione

Bonus 200 euro per i pensionati, verifica alle porte sul limite di reddito.

Il termine di scadenza per la presentazione del modello 730/2022, fissato al 30 settembre, assume particolare rilevanza anche ai fini di individuare l’esatta platea dei beneficiari dell’indennità una tantum.

Una verifica ex post e che avverrà quindi successivamente al pagamento, effettuato dall’INPS nel mese di luglio 2022. In caso di superamento del limite reddituale dei 35.000 euro è prevista la restituzione del bonus 200 euro.

Pensionati, bonus 200 euro alla prova del modello 730/2022: chi rischia la restituzione

Saranno sottoposti ad ulteriore verifica i redditi dei pensionati che hanno ricevuto il bonus di 200 euro. Le informazioni a disposizione dell’INPS mediante le quali è stata individuata la platea provvisoria dei beneficiari saranno integrate con quelle a disposizione delle altre amministrazioni, in primis l’Agenzia delle Entrate.

Questo è quanto previsto espressamente dal comma 4, articolo 32 del decreto legge n. 50/2022 e analizzato dall’INPS con la circolare che ha fornito le istruzioni per il pagamento del bonus 200 euro.

Per la verifica del limite di reddito una data da monitorare è indubbiamente quella del 30 settembre 2022, termine ultimo per la presentazione del modello 730. L’INPS avrà quindi a disposizione un set ulteriore di informazioni utili per determinare chi ha diritto all’indennità una tantum che, si ricorda, spetta a condizione che il reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superi i 35.000 euro nel 2021.

Non è prevista alcuna clausola di salvaguardia, mentre sono esclusi dal calcolo della soglia limite i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Nel calcolo del limite dei 35.000 euro rientreranno invece anche i redditi percepiti nel 2021 tassati con imposta sostitutiva, come ad esempio quelli derivanti da locazioni sottoposti al regime della cedolare secca.

Bonus 200 euro ai pensionati, chi evita il rischio restituzione: i redditi considerati per il pagamento

La scadenza del modello 730/2022 sarà solo il primo appuntamento da monitorare per le attività di verifica che verranno effettuate dall’INPS. Da tenere a mente anche il termine ultimo del 30 novembre per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Anche i pensionati titolari di redditi da lavoro autonomo assoggettabili ad IRPEF saranno quindi riesaminati ai fini della verifica del rispetto del limite dei 35.000 euro.

Il rischio di trovarsi a dover restituire il bonus 200 euro è quindi concreto e interessa un’ampia platea di pensionati.

Sfugge al pericolo chi invece ha percepito esclusivamente redditi già presi in esame dall’INPS per il pagamento provvisorio.

Come evidenziato nella circolare n. 73 del 24 giugno scorso, per l’erogazione dell’indennità nel mese di luglio sono stati considerati i seguenti redditi:

  • redditi da Certificazioni Uniche 2022 emesse dall’Istituto;
  • redditi da flussi UniEmens;
  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione soggetti all’iscrizione in Gestione separata;
  • redditi dichiarati dai pensionati per l’anno 2021 noti all’Istituto ai fini delle verifiche del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito in godimento;
  • assegni straordinari del credito, credito cooperativo e Poste italiane soggetti a tassazione separata (aventi categoria: 027, 028, 127, 128), è stato considerato l’importo lordo da assoggettare a tassazione separata derivante dai trattamenti stessi.

In tutti gli altri casi, per la verifica effettiva del reddito si farà riferimento alle informazioni che verranno fornite all’INPS dall’Amministrazione finanziaria e da ogni altra amministrazione pubblica che detiene informazioni utili.

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