Bonus 200 euro, la verifica INPS dei requisiti esclude i pensionati che ne hanno diritto: si attende soluzione

Rosy D’Elia - Pensioni

Bonus 200 euro: pensionati esclusi dal pagamento per la verifica dei requisiti sulla CU 2022 che indica un reddito più alto rispetto a quello che emerge dalla dichiarazione dei redditi per effetto delle deduzioni. Dall'Istituto un'apertura: potrebbe arrivare una soluzione.

Bonus 200 euro, la verifica INPS dei requisiti esclude i pensionati che ne hanno diritto: si attende soluzione

Bonus 200 euro: l’INPS ha erogato ai pensionati automaticamente l’indennità una tantum contro il caro prezzi con la mensilità di luglio ma le procedure di verifica dei requisiti, sulle Certificazioni Uniche 2022, sembrano aver escluso alcuni cittadini e cittadine che hanno le carte in regola per riceverlo.

A segnalare il caso alla redazione di Informazione Fiscale è un lettore che ha un reddito da pensione superiore a 35.000 euro che, per effetto delle deduzioni a cui ha diritto, si riduce e arriva sotto i 30.000 euro.

Per ora resta senza beneficio, ma la sede territoriale INPS a cui si è rivolto ha lasciato aperto uno spiraglio: non è escluso che si trovi una soluzione.

Bonus 200 euro, la verifica INPS dei requisiti esclude i pensionati che ne hanno diritto

A regolare l’accesso al bonus 200 euro per i pensionati è l’articolo 32 del Decreto Aiuti.

Tra i principali requisiti per ottenere l’indennità c’è il rispetto della soglia reddituale: “un reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro”.

Ed è proprio su questo limite e sulle modalità di verifica da parte dell’INPS che il sistema sembra incepparsi, escludendo pensionati e pensionate che hanno le carte in regola per accedere al beneficio.

È il caso del lettore che si è rivolto alla redazione di Informazione Fiscale per accendere i riflettori sul tema.

Il reddito che emerge dalla Certificazione Unica 2022 risulta pari a circa 39.000 euro, quindi oltre il limite previsto per l’accesso al bonus 200 euro.

Ma il reddito personale assoggettabile ad IRPEF che emerge dalla dichiarazione dei redditi 2022 è pari a circa 29.000 euro per effetto delle deduzioni a cui ha diritto e che riducono la base imponibile su cui applicare l’imposta.

Due cifre ben diverse che danno due risultati diversi: la prima esclude dal bonus 200 euro, la seconda non ostacola il pagamento da parte dell’INPS.

L’Istituto, però, ha considerato la prima cifra e non ha erogato al pensionato l’indennità una tantum contro il caro prezzi messa in campo con il DL n. 50/2022.

Bonus 200 euro, pensionati esclusi dal pagamento INPS per la verifica dei requisiti sulla CU 2022

Con la circolare numero 73 del 2022, l’Istituto ha fornito le istruzioni sul bonus 200 euro e ha anche indicato le modalità di verifica dei requisiti reddituali per pensionati e pensionate.

Per dare il via libera al pagamento, l’INPS ha considerato le seguenti cifre:

  • redditi da Certificazioni Uniche 2022 emesse dall’Istituto;
  • redditi da flussi UniEmens;
  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione soggetti all’iscrizione in Gestione separata;
  • redditi dichiarati dai pensionati per l’anno 2021 noti all’Istituto ai fini delle verifiche del diritto e della misura delle prestazioni collegate al reddito in godimento;
  • assegni straordinari del credito, credito cooperativo e Poste italiane soggetti a tassazione separata considerando l’importo lordo da assoggettare a tassazione separata derivante dai trattamenti stessi.

È chiaro, quindi, che nei casi come quello riportato dal lettore si fa riferimento alla cifra più alta, quella della CU 2022.

La conferma arriva anche dalla sede territoriale INPS a cui il pensionato si è rivolto:

“L’Istituto ha provveduto a scartare dalla elaborazione massiva l’indennità una tantum € 200,00 per il suo imponibile da CU anno 2021”.

Si legge nel testo della PEC ricevuta che allo stesso tempo lascia anche aperto uno spiraglio:

“In questo momento l’istituto non le può pagare questa indennità, ma non escludiamo che una soluzione futura uscirà in quanto quello che lei sostiene è corretto, solitamente queste cose per essere pagate correttamente devono uscire dall’elaborato contabile della dichiarazione dei redditi”.

D’altronde la stessa circolare numero 73/2022 indica i redditi presi in considerazione “per l’individuazione del reddito del 2021 da utilizzare per l’erogazione in via provvisoria dell’indennità in esame”.

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