8 per mille, cresce lo Stato e cala la Chiesa. Cos’è e a chi destinare la quota IRPEF nel 730

8 per mille IRPEF, lo Stato cresce e la Chiesa cala. I dati arrivano dal MEF nel pieno della stagione del 730/2026, e sono lo spunto per soffermarsi su cos'è e quali sono le possibili scelte di destinazione che è possibile esprimere in dichiarazione dei redditi

8 per mille, cresce lo Stato e cala la Chiesa. Cos'è e a chi destinare la quota IRPEF nel 730

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato i dati ufficiali sulle destinazioni dell’8 per mille dell’Irpef per il 2026, calcolati sulla base delle scelte espresse dai contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi relative all’anno d’imposta 2022.

In aumento il numero dei contribuenti che sceglie di destinare l’8 per mille allo Stato, ed è l’edilizia scolastica a trainare la crescita delle scelte in dichiarazione dei redditi.

Sul fronte opposto si riduce la quota destinata alla Chiesa cattolica, anche se per il momento rimane la destinazione principale.

8 per mille 2026: lo Stato cresce ancora

Secondo i dati del MEF, lo Stato ha raccolto il 26,8 per cento delle preferenze espresse, pari a circa 4,5 milioni di contribuenti, superando per la prima volta questa soglia, sulla base di quello che emerge dai dati disponibili, che consentono di ripercorrere l’andamento dell’8 per mille a partire dal 2008.

Nel destinare la quota allo Stato è anche possibile selezionare una specifica categoria tra quelle previste dalla normativa. Nel 2026 più di 1 milione di contribuenti hanno scelto di destinarla all’edilizia scolastica, categoria con il maggior numero di scelte espresse (escludendo la categoria Altro).

La Chiesa cattolica resta il principale beneficiario dell’8 per mille, ma scende al 67 per cento delle preferenze, contro il 69,5 per cento registrato l’anno precedente.

Nel complesso, su circa 42 milioni di contribuenti, hanno espresso una scelta 16 milioni di persone, pari al 40,2 per cento del totale, mentre più di 24 milioni di contribuenti non hanno indicato alcuna destinazione.

Il meccanismo dell’8 per mille fa sì che anche la quota di chi non esprime alcuna preferenza venga comunque distribuita tra i beneficiari, sulla base delle scelte fatte dagli altri contribuenti.

Per questo motivo gli importi finali risultano decisamente più elevati rispetto alle sole preferenze espresse.

La Chiesa cattolica riceve complessivamente più di 1 miliardo di euro, di cui:

  • 433 milioni sulla base delle preferenze espresse;
  • 629 milioni derivanti dalle scelte inespresse.

Lo Stato riceve invece complessivamente circa 426 milioni di euro:

  • 172 milioni dalle preferenze dei contribuenti;
  • 253 milioni derivanti dalla redistribuzione delle scelte non espresse.

8 per mille, riservare una quota dell’IRPEF a favore della collettività

L’8 per mille è una quota dell’IRPEF che ogni contribuente può scegliere di destinare allo Stato oppure a una istituzione religiosa al momento della compilazione del modello 730 o del modello Redditi.

È importante sapere che non si tratta di una donazione aggiuntiva: la scelta non comporta alcun costo in più, ma serve soltanto a decidere come destinare una parte delle imposte già dovute.

Se il contribuente non esprime alcuna preferenza la sua quota viene comunque destinata agli enti che rientrano nell’8 per mille in base alle scelte effettuate dagli altri contribuenti. È proprio questo meccanismo che consente ai beneficiari di ricevere importi molto superiori rispetto alle sole firme raccolte.

La scelta della destinazione non è in alcun modo vincolante e può essere modificata ogni anno in occasione della dichiarazione dei redditi.

8 per mille, riservare una quota dell’IRPEF: quali sono le destinazioni possibili?

Chi decide di destinare l’8 per mille allo Stato può indicare la specifica finalità alla quale destinare le risorse scegliendo uno dei sei settori previsti:

  • contrasto alla fame nel mondo: realizzazione di progetti per il contrasto alla denutrizione e allo sviluppo dell’autosufficienza dal punto di vista alimentare nei Paesi in via di sviluppo;
  • interventi in caso di calamità naturali: attività di studio e monitoraggio per la tutela della popolazione e ripristino dei beni pubblici;
  • edilizia scolastica: interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici;
  • assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati;
  • valorizzazione dei beni culturali: interventi di tutela, restauro e fruibilità da parte del pubblico dei beni.
  • prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche.

In alternativa, il contribuente può destinare l’8 per mille a una delle confessioni religiose che hanno stipulato un’Intesa con lo Stato italiano per la ripartizione di questi fondi, tra cui la Chiesa cattolica, in modo da destinare la propria quota a interventi sociali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

È possibile comunicare la propria scelta direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio “Scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef” e indicare la preferenza seguendo le istruzioni fornite.

Anche i contribuenti esonerati dalla dichiarazione dei redditi possono effettuare questa scelta.