Cosa indica il termine Zes e perché se ne parla quando si fa riferimento ad alcune agevolazioni?
Con il termine Zes si indicano le cosiddette Zone Economiche Speciali. Si tratta di particolari territori individuati dalla normativa europea come “meno sviluppati” e “in transizione”, che includano almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).
Nello specifico, il decreto-legge n. 91/2017 ha previsto e disciplinato la possibilità di istituire in tali aree delle zone speciali con l’obiettivo di sostenere le imprese che vi operano e l’apertura di nuove attività.
Per farlo, i governi possono prevedere specifiche misure per favorire la creazione di condizioni più favorevoli in termini economici, finanziari ed amministrativi.
In particolare, le imprese che operano nelle Zes beneficiano di speciali condizioni: da procedure semplificate e regimi procedimentali speciali a misure di agevolazione fiscale.
Zes Unica Sud: quali sono le regioni coinvolte e le principali agevolazioni
Il decreto-legge n. 124/2023 ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2024, la cosiddetta Zes Unica Sud, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, che raccoglie in un’unica entità tutte le precedenti Zes previste in precedenza.
La Zes Unica Sud comprende tutte le regioni del Mezzogiorno:
- Abruzzo;
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sicilia;
- Sardegna.
Dal novembre del 2025, come previsto dalla legge n. 171/2025, sono entrate a far parte della Zes Unica Sud anche le regioni Marche e Umbria.
Come detto, le imprese che svolgono attività nelle regioni della Zes Unica Sud possono beneficiare di specifiche agevolazioni e condizioni favorevoli.
Su tutte spiccano il cosiddetto bonus Zes e l’incentivo all’occupazione.
Il primo è la misura volta a favorire gli investimenti in beni strumentali, macchinari, impianti e attrezzature, da destinare appunto ad unità produttive nella Zes, attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta.
Il bonus per le assunzioni, invece, è stato recentemente modificato dal decreto lavoro, il n. 62/2026, e prevede il riconoscimento di un esonero contributivo per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato.
Nello specifico, le aziende con meno di 10 dipendenti possono ottenere un esonero contributivo fino a 650 euro mensili per ogni contratto a tempo indeterminato proposto a lavoratori e lavoratrici con almeno 35 anni e disoccupati da almeno 24 mesi.
Che differenza c’è con le ZLS, le Zone Logistiche Semplificate
Un’altra sigla che spesso si vede accostata alla Zes è “Zls”. Sebbene simili graficamente, le due sigle stanno ad indicare due entità ben differenti.
Zls, infatti, indica le cosiddette Zone Logistiche Speciali. Si tratta di aree individuate dalla normativa europea come “più sviluppate”. La Zls, infatti, è composta da territori con porti, aree retroportuali, anche di carattere produttivo e aeroportuale, piattaforme logistiche e interporti, e non può comprendere zone residenziali.
Anche in questo caso, sono previste misure che semplificano i procedimenti amministrativi e rendono più agevole l’avvio e lo svolgimento delle attività economiche e industriali, promuovendo gli investimenti e lo sviluppo economico. Tra le principali misure si segnala il credito d’imposta per gli investimenti.
La finalità è, dunque, simile, ovvero sostenere l’economia di specifiche aree.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Zes Unica Sud: cos’è, regioni coinvolte e principali agevolazioni per le imprese