Voucher baby sitter e nido 2019, INPS: nessuna proroga, chiuse le domande

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Non c'è la proroga del voucher baby sitter e nido 2019: a darne notizia è l'INPS con un avviso pubblicato su Facebook. Domande chiuse a partire dal 1° gennaio per il contributo alternativo al congedo parentale.

Voucher baby sitter e nido 2019, INPS: nessuna proroga, chiuse le domande

Voucher baby sitter e nido 2019, addio al contributo da 600 euro al mese in caso di rinuncia al congedo parentale.

Non c’è stata la proroga del contributo per il pagamento della baby sitter e dell’asilo nido e a partire dal 1° gennaio 2019 non è più possibile presentare domanda.

A darne notizia è direttamente l’INPS, nella pagina Facebook dedicata ai bonus per le famiglie e all’interno della sezione dedicata del sito.

La mancata proroga del voucher di 600 euro mensili per il pagamento dei servizi di baby sitting e per il pagamento della retta dell’asilo nido ha causato non poche polemiche: il contributo agevolava le neo mamme che gioco forza avevano necessità di ritornare a lavoro immediatamente dopo la fruizione del congedo obbligatorio, tra cui le professioniste, le lavoratrici autonome e le iscritte alla Gestione separata INPS.

Ora la possibilità di beneficiare del contributo riguarda soltanto le domande già presentate e non ancora evase. Un grave errore che mostra il cambio di rotta del Governo sulle politiche a sostegno della genitorialità.

Voucher baby sitter e nido 2019, INPS: nessuna proroga, chiuse le domande

Non se ne era parlato in sede di discussione della Legge di Bilancio 2019 e, purtroppo, non è stato oggetto di proroga il contributo di 600 euro al mese per il pagamento della baby sitter e dell’asilo nido erogato come alternativa alla fruizione del congedo parentale facoltativo.

La procedura per fare domanda sul sito INPS è stata bloccata e saranno erogati soltanto i voucher per le domande presentate nel 2018 o non ancora evase.

Almeno questo è quanto si evince dal messaggio pubblicato sulla pagina Facebook Inps per la Famiglia, dove si consiglia di contattare direttamente la propria sede competente.

Ricordiamo che fino allo scorso anno, il contributo di 600 euro al mese era erogato alle lavoratrici dipendenti e alle iscritte alla Gestione separata INPS per un massimo di sei mesi. Per le autonome o imprenditrici, invece, il la durata massima era di tre mesi.

Un sostegno economico importante volto a tutelare le madri lavoratrici. A scanso di ulteriori interventi, non sarà più possibile beneficiare del contributo per il pagamento dei servizi della baby sitter mentre, ricordiamo, ai fini dell’iscrizione al nido sarà possibile accedere al bonus apposito prorogato dalla Legge di Bilancio 2019.

Notevolmente inferiore è tuttavia l’importo riconosciuto, pari a 1.500 euro per tutto l’anno.

Non si tratta soltanto di una questione economica: la ratio dei voucher baby sitter e nido era quella di aiutare le mamme lavoratrici che rinunciavano al congedo parentale facoltativo e che avevano necessità di tornare al lavoro, tra cui le lavoratrici autonome.

Perché è un male la mancata proroga dei voucher baby sitter e asilo nido 2019

L’addio ai voucher baby sitter e nido dal 1° gennaio 2019 è l’ennesima prova del cambio di rotta del Governo su quelle che sono le politiche a favore di famiglia e genitorialità.

Ricordiamo a tal proposito che la Legge di Bilancio 2019, oltre a prorogare il bonus bebè e il bonus per l’iscrizione all’asilo nido, ha introdotto una sorta di nuova agevolazione per il terzo figlio: concessione gratuita di un terreno demaniale per 20 anni e mutuo agevolato per l’acquisto di abitazioni in prossimità della terra donata dallo Stato.

L’incentivo, volto a promuovere l’incremento della natalità, ha causato ironie ed aspre polemiche. A ben vedere, si potevano utilizzare i fondi stanziati per questo nuovo bonus (dalla dubbia utilità) per prorogare i voucher per il pagamento della baby sitter e dell’asilo nido.

Così non è stato e a partire dal 1° gennaio 2019 non è più possibile presentare domanda per questo contributo. Un nuovo affondo al difficile binomio mamma-lavoratrice.

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