Stralcio cartelle fino a 1.000 euro, poi eliminazione delle sanzioni: le novità della Legge di Bilancio 2023

Rosy D’Elia - Imposte

In arrivo lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro per i periodi fino al 2015 e, per importi superiori, eliminazioni delle sanzioni e rateizzazione del pagamento dell'imposta dovuta. Ma non solo: con le novità della Legge di Bilancio 2023, in lavorazione, cambia anche la compliance.

Stralcio cartelle fino a 1.000 euro, poi eliminazione delle sanzioni: le novità della Legge di Bilancio 2023

Il pilastro principale della tregua fiscale annunciata fin dai primi giorni dal nuovo Governo sarà lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro, ma le novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2023, ufficialmente in lavorazione, riguarderanno anche gli importi superiori con la possibilità di beneficiare dell’eliminazione delle sanzioni e di procedere con il pagamento dell’imposta dovuta con una rateizzazione su cinque anni.

Ma non solo, cambia anche la compliance, il dialogo che si innesca tra Fisco e contribuente in caso di irregolarità.

“Abbiamo coperto tutto lo spazio che va dalle dichiarazioni per arrivare poi alle cartelle”, ha sottolineato il viceministro all’Economia Maurizio Leo che ha illustrato il piano durante la conferenza stampa di presentazione del DDL Bilancio 2023, che si è tenuta nella mattinata del 22 novembre.

Sui singoli punti inseriti nell’impianto della Manovra ora si apre la discussione e per la conferma definitiva bisognerà attendere la fine dell’anno.

Stralcio cartelle fino a 1.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2023

La stessa premier Giorgia Meloni, illustrando le novità inserite nel Disegno di Legge di Bilancio 2023, ha chiarito come nasce l’idea di una tregua fiscale:

“Lo spirito da cui muoviamo è un rapporto diverso tra Stato e contribuente: lo Stato non è più aggressivo e punitivo ma giusto e comprensivo verso chi è in difficoltà”.

Le novità proposte partono da due considerazioni, aggiunge il viceministro Leo, le difficoltà economiche degli ultimi anni e il “carico sanzionatorio che è fuori linea rispetto agli altri partner europei”.

La tregua fiscale però non è un condono, è stato sottolineato con forza, ma una strada per mettere in atto “operazioni vantaggiose per lo Stato”, che in ogni caso non recupererebbe le somme non versate dai contribuenti.

Un testo del DDL Bilancio 2023 non è ancora disponibile, ma la novità dai contorni più definiti è sicuramente lo stralcio delle cartelle fino al 2015 che hanno un importo inferiore a 1.000 euro.

La misura non è una novità assoluta: già il Decreto Fiscale del 2019, all’epoca del Governo giallo verde, ha previsto lo stralcio delle cartelle dello stesso importo ma per periodi più lontani, dal 2000 al 2010. Una misura simile, ma potenziata, è stata poi riproposta nel DL Sostegni che ha previsto l’eliminazione dei debiti fino a 5.000 euro per contribuenti con redditi inferiori a 30.000 euro.

Questa novità, quindi, si inserirebbe in linea di continuità andando a coprire periodi più recenti, fino al 2015.

Non solo stralcio delle cartelle, ma anche pagamento senza sanzioni e nuova compliance

Ma lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro è solo uno dei punti della tregua fiscale, come ha confermato lo stesso viceministro Maurizio Leo illustrando il piano che il Governo ha inserito nel Disegno di Legge di Bilancio 2023.

“Per ammontari superiori a 1.000 euro si dovrà pagare tutta l’imposta senza sanzioni, senza interessi e una rateizzazione su cinque anni, come vedete qui non abbiamo fatto nessun tipo di sanatoria o di regali ai contribuenti. Facciamo pagare tenendo conto di due aspetti: difficoltà finanziarie e carico sanzionatorio elevatissimo”.

Ha sottolineato il viceministro Maurizio Leo.

Ma con le novità inserita nella Legge di Bilancio 2023, che dovrà essere ora discussa in Parlamento, prende forma anche una nuova compliance, una via più agevole di confronto tra Fisco e contribuenti.

In tabella una panoramica delle possibili situazioni e relative agevolazioni alla luce delle dichiarazioni del viceministro e delle novità annunciate con il comunicato stampa del 22 novembre dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Situazione del/della contribuenteAgevolazione prevista
Pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 Rateizzazione (fino a 5 anni) senza aggravio di sanzioni e interessi
Dichiarazione regolarmente presentata fino al 2021 Sanzione del 3 per cento e pagamento quinquennale
Dichiarazione fino al 2021 con omissioni sanzione del 5 per cento e il pagamento spalmato su due anni, una sorta di ravvedimento operoso più lungo
Avvisi di accertamento o processi verbali emessi dalla Guardia di Finanza Sanzione del 5 per cento e piano quinquennale

Il piano per determinare una tregua fiscale tra Fisco e cittadini sembra sempre più chiaro, ma in ogni caso per l’ufficialità di ogni singola misura bisognerà attendere il termine dei lavori parlamentari sul Disegno di Legge di Bilancio proposto.

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