Statali, dai controlli biometrici al rinnovo del contratto: tutte le novità del 2019

Alessio Mauro - Pubblica Amministrazione

Statali: saranno il DdL concretezza e la Legge di Bilancio 2019 ad introdurre importanti novità, dai controlli biometrici contro l'assenteismo fino al rinnovo del contratto e all'aumento degli stipendi.

Statali, dai controlli biometrici al rinnovo del contratto: tutte le novità del 2019

Tempo di novità per gli statali, a partire da oggi 25 ottobre 2018, giorno in cui il DdL Concretezza sarà sul tavolo del CdM per l’approvazione. I controlli biometrici contro l’assenteismo diventeranno realtà e, con la Legge di Bilancio 2019, partirà l’iter per il rinnovo del contratto.

Il rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021 è forse una delle novità più attese dai dipendenti pubblici e, a tal fine, la Legge di Bilancio 2019 stanzierà ben 3 miliardi di euro.

I fondi previsti attualmente nel testo in bozza della Manovra serviranno anche per garantire l’aumento degli stipendi e la proroga dell’elemento perequativo.

Tra le prime novità, tuttavia, osservato speciale sarà il Consiglio dei Ministri in programma alle ore 19 di oggi. Nell’ordine del giorno c’è l’esame definitivo del Disegno di Legge per la concretezza delle PA e per prevenire l’assenteismo, collegato alla Legge di Bilancio 2019.

L’addio al cartellino da timbrare e l’avvio dei controlli biometrici per i dipendenti statali sono soltanto alcune delle novità in arrivo dal 2019.

Statali, oggi l’approvazione del DdL Concretezza: controlli biometrici dal 2019

L’approvazione definitiva del DdL Concretezza darà il via ad una nuova riforma della PA. L’obiettivo è quello di contrastare l’assenteismo e garantire l’efficienza della pubblica amministrazione.

Le novità previste per gli statali sono riassunte nei sei articoli del testo del disegno di legge sulla concretezza che, tra le altre cose, dà il via ai controlli biometrici per il riconoscimento del dipendente in sostituzione del cartellino.

Non solo: tra le novità previste dal DdL collegato alla Legge di Bilancio 2019 vi è l’istituzione del Nucleo della Concretezza, una vera e propria task force che lavorerà anche mediante sopralluoghi sul posto al fine di valutare l’attuazione delle disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento degli uffici pubblici.

I controlli contro l’assenteismo, invece, saranno effettuati con l’applicazione di sistemi di rilevazione delle presenze in servizio basate sulla registrazione di dati biometrici e sull’installazione di telecamere di videosorveglianza.

All’interno del disegno di legge sulla concretezza, inoltre, sarà disegnato il piano di nuove assunzioni di dipendenti statali. I nuovi ingressi saranno slegati dai pensionamenti e i concorsi verranno strutturati sulla base degli effettivi fabbisogni della PA.

Le novità sopra esposte si legano a doppio filo con le misure per gli statali che saranno inserite in Legge di Bilancio 2019: con lo stanziamento di 3 miliardi di euro sarà rinnovato il contratto per il triennio dal 2019 al 2021 e, nell’attesa della firma definitiva, sarà garantito l’aumento degli stipendi anche tramite la proroga del mini-bonus previsto dall’elemento perequativo.

Rinnovo contratto e aumento stipendi statali, 3 miliardi in Legge di Bilancio 2019

Nell’attuale bozza della Legge di Bilancio 2019 sono già previsti i fondi necessari per garantire il rinnovo del contratto degli statali.

Saranno disponibili in tutto 3 miliardi di euro, così suddivisi:

  • 1.050 milioni di euro per il 2019,
  • 1.075 milioni di euro per il 2020,
  • 1.125 milioni di euro a decorrere dal 2021.

Nella fase che precederà la firma dei nuovi CCNL, agli statali verrà garantito l’aumento degli stipendi.

L’incremento retributivo sarà erogato nella forma di indennità di vacanza contrattuale: dal 1° aprile al 30 giugno 2019 sarà erogato lo 0,42% in più dello stipendio tabellare, percentuale che salirà allo 0,7% a partire dal mese di luglio e fino alla firma del nuovo contratto.

Nel capitolo dell’aumento degli stipendi dal 2019 rientra anche la proroga dell’elemento perequativo, attualmente prevista dalla Legge di Bilancio 2019 e che allontana il rischio di stipendi più bassi a partire dal mese di gennaio.