Quali voci compongono l’assegno della pensione di giugno? Dall’INPS tutti i dettagli dell'importo in pagamento. Da luglio si parte con quattordicesima e rimborsi IRPEF
A giugno l’attesa di pensionati e pensionate è breve: l’assegno mensile sarà pagato dall’INPS il primo del mese.
Quali sono le voci che contribuiscono a determinare l’importo finale della pensione?
Dalle trattenute IRPEF ai conguagli, l’Istituto riepiloga tutti i fattori che possono influire sul calcolo della somma che finisce nelle tasche di cittadini e cittadine.
Questo mese non ci sono grandi stravolgimenti rispetto all’ordinario. Si comincerà dal mese di luglio con la quattordicesima e poi ad agosto con il pagamento dei primi rimborsi legati alla dichiarazione dei redditi.
Cedolino pensione di giugno: importi e trattenute in attesa di quattordicesima e rimborsi
A differenza di quanto accaduto a maggio, per il mese di giugno il pagamento della pensione arriverà il primo giorno bancabile del mese. Per quanto riguarda la nuova mensilità, quindi, la data dell’accredito è quella di lunedì 1° giugno 2026.
È questa la data a cui pensionati e pensionate devono fare riferimento per il nuovo pagamento, proprio come previsto dalla tabella di marcia fornita dall’INPS con tutte le date di accredito.
Tutti i dettagli sull’importo in pagamento sono illustrati nell’apposito servizio INPS: il cedolino della pensione, così come nel Modello ObisM, recentemente aggiornato dall’Istituto con tutti i dettagli.
Ma quali sono le diverse voci che possono contribuire a determinare l’importo netto che si riceverà dal 1° giugno?
Come noto, infatti, nel cedolino della pensione può capitare che l’importo lordo (indicato come “Pensione lorda”) sia diverso dall’importo netto, cioè quello effettivamente pagato a pensionati e pensionate (indicato come “Importo netto del pagamento”).
La differenza dipende, di norma, da trattenute applicate dall’INPS o da conguagli a credito, dove è invece l’Istituto a riconoscere somme aggiuntive.
A riepilogare tali voci è lo stesso Istituto nell’apposita nota pubblicata sul sito. In primo luogo bisogna specificare che le trattenute si distinguono in due categorie:
- obbligatorie: l’INPS le applica perché previste dalla legge o disposte da un giudice;
- volontarie: le richiede il pensionato e si basano su norme di legge o su convenzioni stipulate dall’INPS (ad esempio, per concessione di prestiti ai pensionati o per la riscossione delle quote associative/sindacali).
Le trattenute obbligatorie nel cedolino della pensione
Tra le trattenute obbligatorie spiccano quelle fiscali, ovvero le imposte. Nel cedolino, le principali voci fiscali sono:
- l’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche): è calcolata sull’importo della pensione e tiene conto anche delle detrazioni spettanti. Nel cedolino si può trovare sia la sezione “Voci IRPEF” (IRPEF lorda e detrazioni) sia la trattenuta effettiva. Se le detrazioni sono pari o superiori all’IRPEF dovuta, la trattenuta IRPEF non viene applicata e non è, quindi, presente nel cedolino;
- l’addizionale IRPEF regionale (a debito, anno…): è un’imposta locale stabilita dalla regione. Di regola viene trattenuta in 11 rate (da gennaio a novembre) nell’anno successivo a quello di riferimento. Esempio: l’addizionale 2025 viene trattenuta da gennaio a novembre 2026. Nel cedolino compare come “Addizionale IRPEF regionale a debito anno…”;
- l’addizionale IRPEF comunale (a debito, anno…): è un’imposta locale stabilita dal comune. Anche questa, di regola, viene trattenuta a saldo in 11 rate (da gennaio a novembre) nell’anno successivo a quello di riferimento. Nel cedolino compare come “Addizionale IRPEF comunale a debito anno…”;
- l’acconto addizionale IRPEF comunale (anno…): è l’anticipo dell’addizionale comunale dell’anno in corso. Viene trattenuto in 9 rate (da marzo a novembre). Nel cedolino compare come “Acconto addizionale IRPEF comunale anno…”.
- il conguaglio IRPEF (a debito): a fine anno (o dopo ricalcoli della pensione), l’INPS verifica l’importo di IRPEF dovuto rispetto a quanto già trattenuto. Se risulta un debito, la differenza viene recuperata sulla pensione. Nel cedolino compare come “Conguaglio IRPEF a debito”.
In sintesi, le trattenute fiscali possono variare nel corso dell’anno (per effetto di detrazioni, conguagli e addizionali).
Va specificato che, in generale, non subiscono trattenute fiscali alcune prestazioni, tra cui:
- la pensioni e gli assegni sociali;
- la prestazioni di invalidità civile;
- le pensioni per vittime del terrorismo;
- le pensioni di residenti all’estero, applicazione di convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione fiscale.
Tra le altre trattenute obbligatorie si segnalano ad esempio quelle per l’assegno alimentare/di mantenimento a coniuge o figli, per il pignoramento di crediti verso terzi o per il recupero di indebiti pensionistici.
Le trattenute volontarie nel cedolino della pensione
Le trattenute volontarie, come detto, derivano da una scelta del pensionato, ad esempio, un conguaglio fiscale derivante dal modello 730 se è stato scelto l’INPS come sostituto d’imposta oppure un prestito o una quota associativa. L’INPS, dunque, le applica solo se previste da una norma o da una convenzione.
Una delle principali è il citato rimborso 730. Se la dichiarazione dei redditi risulta a credito (cioè si è versato più di quanto effettivamente dovuto), l’INPS rimborsa l’importo sulla pensione. Se la dichiarazione, invece, risulta è a debito l’INPS trattiene la somma a rate sulla pensione, come visto in precedenza.
Le tempistiche del conguaglio a credito variano in base al momento dell’invio del 730 all’Agenzia delle Entrate. Chi lo invia entro maggio può ricevere l’eventuale rimborso già ad agosto.
Le date di riferimento sono quelle indicate nella tabella.
| Presentazione del modello 730/2026 | Scadenza per l’elaborazione del prospetto di liquidazione |
|---|---|
| Entro il 31 maggio | 15 giugno |
| Dal 1° al 20 giugno | 29 giugno |
| Dal 21 giugno al 15 luglio | 23 luglio |
| Dal 16 luglio al 31 agosto | 15 settembre |
| Dal 1° al 30 settembre | 30 settembre |
Tra le altre principali trattenute volontarie rientrano anche le rate della cessione del quinto (il prestito concesso da banche o intermediari finanziari ai pensionati), le quote associative sindacali e il recupero dell’anticipo pensionistico volontario (APE).
Da luglio si parte con quattordicesima e rimborsi IRPEF
Dopo aver visto i principali fattori che possono influire sul calcolo dell’importo netto dell’assegno pensionistico, è utile specificare che per la mensilità di giugno non sono previsti grossi sconvolgimenti rispetto all’ordinario.
È invece da luglio che l’INPS metterà in pagamento delle somme extra. Si parte con l’accredito della quattordicesima, che i pensionati e le pensionate che ne hanno diritto riceveranno con l’assegno di luglio. Ricordiamo che, per poterla ottenere è necessario rispettare alcuni precisi requisiti di età e di reddito.
Come detto, poi, da agosto partono i rimborsi legati al modello 730. Chi ha inviato per tempo la dichiarazione riceverà l’eventuale somma spettante da agosto. Chi l’ha trasmessa più tardi riceverà più tardi anche l’eventuale conguaglio.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Cedolino pensione di giugno: importi e trattenute in attesa di quattordicesima e rimborsi